Argante Mantellassi – macellaio storico di Quarrata

Argante Mantellassi – macellaio storico di Quarrata

di Massimo Cappelli

marzo 2018

Eccoci qua a raccontare un altro grande personaggio, che con la sua macelleria ha contribuito a scrivere la storia di Quarrata. Argante Mantellassi, classe 1911 figlio di contadini, nel 1930 andò a bottega a Firenze ad imparare il mestiere di macellaio. Nel 1932, come ci racconta suo figlio Carlo, aprì la macelleria sotto casa, in Piazza Risorgimento (allora Piazza Umberto I°) dove rimarrà per ben settantacinque anni.

L’economia quarratina degli anni Trenta si basava prevalentemente sull’agricoltura, in special modo nella coltivazione della paglia, usata per realizzare cappelli e altri accessori di abbigliamento. Questo comparto, che già da decenni aveva portato molto benessere nel nostro territorio, era stato indebolito dalla crisi del ‘29, ma con la ditta Lenzi, situata proprio accanto alla bottega di Argante, stava prendendo il via un altro settore produttivo che continua (a fatica) ancora oggi: quello del mobile imbottito.

La macelleria di Argante, che gestiva con la moglie Cirene Cecchi, prese da subito il via e diventò un punto di riferimento per le famiglie di tutta Quarrata; essendo situata proprio nella piazza centrale, serviva una clientela prevalentemente residente nel centro di Quarrata. Tuttavia non erano pochi i clienti che arrivavano anche dalla periferia: Casini, Catena, Valenzatico e dalle pendici del Montalbano. Nella bottega di Argante impareranno il mestiere anche altri futuri macellai quarratini, come Gianfranco Gheri, che aprirà in proprio a Spedaletto rilevando la macelleria di Dorino Mantellassi, fratello di Argante, e Ennio Lucherini, che metterà la macelleria in Via Montalbano poco prima del semaforo dei Macelli.

Nel 1955, dopo finite le scuole medie, in pieno boom economico, sarà Carlo, figlio di Argante ad aiutare il babbo in macelleria. Come ci ha raccontato lui stesso, il giorno più produttivo era sicuramente la domenica mattina; infatti, per via del mercato settimanale che allora si svolgeva proprio in quel giorno, grazie alle tre Messe e non per ultimo il fatto che allora mangiavano carne soprattutto la domenica, padre e figlio dovevano alzarsi alle quattro e mezzo della mattina per preparare la bottega e servire tutti al meglio. Prima di ogni Messa, partendo da quella delle sei, i clienti andavano nella macelleria di Argante a fare spesa. Da lì forse nasce la frase ironica che ho sempre sentito raccontare dal mio babbo, ovvero il tormentone di una persona che tutte le domeniche si presentava in bottega esclamando: «Argante, fammi un chilo di lesso, senza osso e senza grasso, adesso vo alla Messa e poi ripasso». Il lavoro procedeva bene nonostante le tante macellerie che già esistevano a Quarrata, sia per il buon prodotto che per l’ubicazione in piazza del mercato, tanto che per molti anni Argante e Carlo macellavano due vitelli alla settimana, unitamente anche al lavoro di norcineria, vendendo prosciutti, spalle e insaccati di maiale anche a rivenditori di fuori zona.

Nei 1971 Argante dovette prendersi un breve periodo di riposo a causa di un piccolo infarto, poi tornò al fianco del figlio, che nel 1973 si mise al timone dell’azienda. Ma nel 1983, a causa di un secondo fatale infarto, Argante lasciò la sua famiglia e la sua Quarrata a soli 72 anni. La macelleria verrà portata avanti fino al 2007, anno in cui andrà in pensione, da Carlo e dalla moglie Valchiria Baroncelli. Chi ha superato gli “anta” da un pezzo come me, non può non ricordare questa macelleria storica e la ciccia buona di Argante Mantellassi, il macellaio Piazza Risorgimento.

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