Dario Magazzini

Dario Magazzini

di Carlo Rossetti

marzo 2016

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Il linguaggio pittorico di Dario Magazzini si rifà alla tradizione figurativa, ma non per questo l’opera è una pedissequa imitazione della realtà che ritrae, poiché la rappresentazione è il risultato di suggestioni ed emozioni del suo animo. Una pittura chiara, nitida e intensa, ci rivela gli intenti di Dario Magazzini, che cerca di raccontare lo spirito e il sentimento dei luoghi.

magazzini-2-Magazzini ha cominciato a dipingere da ragazzo e la sua attività è andata avanti a fasi alterne; a lunghi periodi di lavoro, ne sono seguiti altri di completo distacco dalla pittura a cui comunque è sempre ritornato, perché sentiva il bisogno di esprimere la sua sensibilità e dare sfogo alla fantasia, con il mezzo che gli era più congeniale. Potremmo dire che in casa Magazzini la pittura trova il diritto di cittadinanza, perché anche il fratello Salvatore ha intrapreso da tempo un proprio percorso pittorico, fino a farne la sua professione, con cui si è fatto conoscere attraverso importanti mostre in Italia e all’estero che gli hanno dato una solida fama. Chi ama il nostro paesaggio può ritrovare nelle opere di Magazzini il ricordo della nostra campagna incontaminata, avvertirne l’ampio respiro e la quiete, tanta è la forza espressiva della sua pittura, che nasce da un profondo sentimento dell’animo e che non cerca scorciatoie o facili risultati, ma ha l’intento di trasmettere all’osservatore l’intima partecipazione del pittore alla natura, al mondo e alla vita. 

magazzini-3-Anche se a una prima lettura non possono essere percepiti, nelle opere di Dario vi sono stratificati pensieri, emozioni e altre pulsioni interiori che lui avverte come uomo e che affida al suo doppio, cioè all’artista. E Magazzini ci riesce con naturalezza, ricorrendo al cromatismo ben equilibrato della sua tavolozza, che cambia di volta in volta a seconda del momentaneo modo di sentire. Nell’osservare le tele, all’occhio appagato si accompagna il godimento di una emozione condivisa.  Si deve perciò alla sua pittura spontanea e fresca se nel guardarla si ha una sensazione di quiete e di tranquillità e che, secondo la sua personale affermazione, è quanto maggiormente cerca di trasmettere. Anche alle figure affida un significato che va ben oltre la pura rappresentazione. Alle immagini paesaggistiche di marine, di campi con lenzuola stese ad asciugare, Magazzini unisce grandi tele dove tenta l’approccio simbolico con il soggetto, per raccontare fatti, che riguardano le sue impressioni di fronte ad eventi della vita. Basta per tutti citare un grandissimo quadro, quasi un affresco da parete, in cui ha rappresentato attraverso una ricostruzione simbolica di grande effetto, la “Battaglia della Rocca di Montemurlo”, avvenuta parecchi secoli fa e di cui lui ne aveva sentito parlare rimanendone affascinato.

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Un’altra attività in cui Dario eccelle e in cui dimostra una versatilità artistica non comune, è quella del ferro battuto, che trova in lui e pochi altri i continuatori di un’arte ormai in disuso. Questa è rappresentata in un grande quadro dedicato al lavoro del fabbro, personale omaggio a una tradizione di alto artigianato. Per concludere l’opera pittorica di Dario Magazzini non prescinde dalla sua formazione morale, da certi suoi valori e ideali. Così, osservando i suoi quadri, oltre ad apprezzarne il talento, abbiamo la possibilità di conoscere l’uomo.

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