Emergenza cinghiali

Emergenza cinghiali

di Daniela Gori

dicembre 2016

 

cinghiale

Emergenza cinghiali: già da qualche anno questi animali selvatici hanno cominciato a colonizzare aree antropizzate, un po’ ovunque. Non suscitano quasi più neppure scalpore le catture di esemplari: per esempio all’interno dell’area ospedaliera di Careggi, dove pare che non sia una novità la presenza di questi animali, nell’ottobre scorso è stato preso un bestione di circa un quintale dentro l’area verde. Recentemente a Pistoia sono stati avvistati dappertutto, anche su strade e tangenziali, con conseguenti problemi di sicurezza pubblica e incolumità. 

A Quarrata gli avvistamenti sulle zone collinari si sono moltiplicati, e cinghiali femmine con i cinghialotti al seguito si sono avvicinate spesso al centro urbano in cerca di cibo, seminando panico misto a sbigottimento. «I cinghiali stanno invadendo tutta la zona, fanno tanti danni, soprattutto nei campi e negli orti. Ma quel che è peggio è che essendo sempre più numerosi, si spostano in branchi anche vicino alle case» è il grido di allarme di molti residenti su per il Montalbano. Le persone che di mestiere coltivano la terra si lamentano da tempo perché i cinghiali hanno distrutto il raccolto. «Basta guardare il terreno: le buche e gli scavi sono inconfondibili: i danni sono ingenti e non si sa più come arginarli. Spinte dalla fame queste bestie riescono anche ad abbattere i recinti». Il problema degli ungulati che arrecano danni alle colture è già da tempo sotto gli occhi di tutti. All’origine dell’aumento esponenziale sembra siano state le pratiche di ripopolamento di specie assai prolifiche. Conseguenza della crescita continua del numero di esemplari è la carenza di cibo nei boschi, che spinge i cinghiali a scorrazzare anche nei giardinetti di casa e sui cigli delle strade. Non è un incontro piacevole trovarsi faccia a muso, con uno di questi animali selvatici di una certa stazza, dalle intenzioni non proprio pacifiche, magari mentre si scende dall’auto appena parcheggiata. «Di notte soprattutto le femmine passano con i cuccioli al seguito, e questo le rende ovviamente più aggressive. Trovarsele davanti non è una bella esperienza. Intanto devastano anche gli argini dei fossi, frugando nel terreno con le unghie e il muso sciupano i vigneti, dissodano e zappano: vangano l’orto, ma per tutto l’anno».

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