Enrico Borelli – sassofonista

Enrico Borelli – sassofonista

di Carlo Rossetti

settembre 2017

Enrico Borelli può essere considerato, senza voler fare torto a nessuno, uno dei migliori musicanti della Filarmonica “G. Verdi” di Quarrata. Inizia giovanissimo lo studio del clarinetto perché la musica era una tradizione di famiglia. Suo nonno Livio Mantellassi era il primo clarinetto della banda di Quarrata, eccellente suonatore, che ha fatto da detonatore alla passione di Enrico, aggiunta al fatto che di musica se ne parlava molto in casa. Perciò possiamo senz’altro definire Enrico, “Nipote d’arte”. Il primo apprendistato lo fa alla scuola della Banda di Quarrata dove trova per maestri Giuseppe da Prato, Garibaldo Querci e Otello Benelli. Appena in grado di suonare, entra a far parte del corpo musicale cittadino, nel quale suona tuttora. Nel corso degli anni frequenta un corso di jazz sotto la direzione del Maestro Bini, alla Scuola di jazz di Scandicci, perfezionando la preparazione con lo studio del sax tenore, contralto e soprano. A questo proposito va detto che Enrico comincia a spostare sempre più l’attenzione verso il sax, che trova più adatto alle sue corde e con il quale riesce maggiormente a esprimere la sua capacità d’interprete. D’ora in poi sarà il suo strumento principale.

Parlare dell’attività musicale di Enrico Borelli, è cosa abbastanza ardua, tanti sono i momenti e gli eventi a cui ha preso parte nella sua lunga attività. Per lui sono aperte le porte di numerose orchestre da ballo: I Brillanti del Folk, Ermes e i Novas, Franco e i Menestrelli, La Vecchia Guardia, I Fuso Orario, I Diamanti Blu, Mixage, Wind Surf, Black Out e Ilenia Palmas, fino all’attuale collaborazione con Angela Music. Nel corso degli anni ha accompagnato cantanti cari al pubblico come Gino Latilla, Carla Boni, Nilla Pizzi, Giorgio Consolini, Jimmy Fontana e tanti altri. Con La Vecchia Guardia e i Menestrelli ha fatto da band d’appoggio in spettacoli comici con Giorgio Panariello, Carlo Conti, Leonardo Pieraccioni e Niki Giustini.

Enrico ricorda con piacere e con orgoglio, una serata in cui ha suonato con La Vecchia Guardia in un concerto della cantante israeliana Noa, alla mitica Capannina di Forte dei Marmi. In quell’occasione la cantante gli chiese di arrangiare con il sax un suo brano. Nonostante l’emozione per la richiesta, Enrico chiuse gli occhi e si lasciò portare dalla voce di Noa. Fu un’esecuzione meravigliosa, tant’è che alla fine lei si complimentò con lui e lo baciò. Un’altra serata memorabile fu quella in cui suonò con gli indimenticabili Platters. Un’ulteriore grande occasione per Enrico fu il suo ingresso nell’Orchestra della Leopolda di Firenze, con la quale suonò per un breve periodo. Altre opportunità gli sono venute attraverso il Prof. Franco Mosca, direttore del Centro Trapianti di Pisa, il quale lo ha chiamato molte volte per fare da testimonial, in quanto Enrico ha alle spalle un grosso problema risolto che riguardava la sua salute.

Durante una manifestazione tenutasi a Pisa, Enrico raccontò ai convenuti la sua esperienza; trovandosi là con l’orchestra, gli venne in mente di dedicare ai presenti un brano musicale. Fu tale il successo che da allora ai vari convegni medici in cui si parlava di trapianti, si aggiunse un programma musicale nel quale figuravano di volta in volta, nomi altisonanti della musica leggera. Ecco Enrico Borelli figurare nel cartellone 2012 e 2013 al “Bolgheri Melody”, organizzato dal Prof. Mosca difronte a 5000 persone e con artisti del calibro di Andrea Bocelli, Al Bano, Dolcenera, Paolo Hendel, Roberto Farnesi, e condotto da Carlo Conti. Un altro concerto da ricordare è quello effettuato alla Versiliana nel 2014, con il Coro Gospel Fire Choir di Prato, diretto da Patrizia Calussi e Sara Santini, con la presenza di Paolo Vallesi e Raffaello Zanieri.

Enrico ci tiene a raccontare un altro episodio legato a un’altra serata organizzata dal Prof Mosca. «Suonavamo io, Brad Rapp, violinista americano, Davide Boldrini, pianista, con la presenza di Andrea Bocelli. Dovevamo cominciare a suonare a sipario chiuso, quindi luce spenta in sala e via con l’apertura. Ma l’addetto alle luci si sbagliò e spense anche la luce sul palco, senza essere in grado nella concitazione di ripristinarla. Dovemmo suonare il brano di Mozart tutto al buio, ma l’avevamo talmente provato che fu ugualmente un vero successo, anzi l’inconveniente procurò ancora più applausi. Venuto a sapere dell’accaduto Bocelli ci disse: «A me la luce non serve ma a voi… Bravi!»

E dopo tutto questo, Enrico non fa mancare la sua collaborazione alla Filarmonica di Quarrata, dalla quale ha preso l’avvio la sua brillante carriera.

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