Franco Melani – il sarto stilista

Franco Melani – il sarto stilista

di David Colzi. Ph: Foto Olympia

giugno 2018

Parlare con Franco Melani nel tentativo di farsi raccontare la storia della sua operosa vita, è un po’ come fare un giro sulle montagne russe, perché l’uomo e l’artista sono una cosa sola ed è difficile tenerli a freno o distinguerli. Ma noi non ci siamo fatti scoraggiare, e fra una battuta pungente e qualche risata inconfondibile delle sue, abbiamo aperto i cassetti dei ricordi di questo stimato professionista quarratino e ci abbiamo trovato dentro tante cose interessanti, oltre all’ago e al filo.

Nato a Valenzatico nel 1942, Franco da giovinetto avrebbe voluto intraprendere gli studi d’architettura, ma la famiglia non poteva permetterselo. La mamma, che lo vedeva però poco adatto al lavoro nei campi, lo invitò ad andare a bottega da un sarto in centro a Quarrata che stava cercando aiuto. All’epoca Melani era un bimbo in età scolare e venne messo a svolgere una mansione che oggi risulta quanto mai curiosa: doveva mantenere viva la brace che serviva per scaldare i ferri da stiro, dato che allora non andavano a corrente. Ma a Franco non piaceva “sventolare”, lui voleva apprendere i segreti del mestiere, quindi lasciò il centro del paese per andare da un altro sarto a Valenzatico da cui rimase fino ai 18 anni, quando abbandonò anche quella bottega con il desiderio di mettersi in proprio e misurare il suo talento. Inizialmente non aveva un laboratorio e ritagliò il proprio spazio di lavoro nella stanza da letto degli zii, creando spesso qualche discussione, dato che lavorava fino a tardi. Il primo vestito? «Non fu esattamente un capolavoro» dice sorridendo Melani. «Ci dovetti lavorare molto perché tornasse bene indosso al signore che lo aveva ordinato». Così, per perfezionare la sua tecnica, soprattutto per quanto riguardava il taglio, il nostro sarto decise di specializzarsi in scuole di settore, fra Empoli, Bologna e Milano, prima di aprire il suo negozio-sartoria a Valenzatico.

Tante persone però, indentificano Franco Melani come uno stilista; questo lo si deve al fatto che negli anni ’80 svolse in parallelo il mestiere d’ideatore di collezioni per diverse casa di moda e imprese leader, riscuotendo molto successo nel settore. Inoltre in tanti ricordano le sue sfilate all’auditorium di Pistoia che richiamavano migliaia di persone per vedere in anteprima le sue nuove collezioni. Chiedendo una definizione del suo lavoro, Franco dice di sentirsi un sarto-stilista: ma qual è la differenza fra i due mestieri? «Il sarto sa tagliare e cucire, mentre uno stilista sa disegnare e progettare i vestiti, realizzando i cosiddetti “figurini”, oltre a saper scegliere i tessuti migliori con cui verranno realizzati gli abiti. In pratica uno stilista non è obbligato ad avere le competenze tecniche che ha un sarto». Perché alla fine hai deciso di dedicarti solo alla sartoria? «Perché io un vestito lo voglio progettare e cucire. Questa è la mia massima aspirazione, ma devo dire che ho imparato tanto facendo lo stilista».

La figura di Melani è anche legata all’attività di imprenditore, avendo oggi 3 negozi a Pistoia che portano il suo nome. Però, il primo che ha aperto nella sua carriera oltre quello di Valenzatico, non era collocato nel nostro capoluogo, come si potrebbe immaginare, bensì in centro a Riccione, ed è rimasto in attività fino a pochi anni fa. Tutto cominciò nei primi anni ’70, quando la proprietaria della pensione dove la famiglia Melani era in villeggiatura, propose a Franco di prendere in affitto un fondo. Il sarto quarratino, come sempre, si gettò con entusiasmo in quella nuova avventura, nonostante le spese per l’arredamento fossero notevoli. Ma i creativi, si sa, trovano sempre una soluzione: «Per contenere i costi» ricorda divertito Franco, «chiesi ad un mio vicino di casa qui a Valenzatico se poteva darmi le canne di bambù che aveva nel suo terreno, e con queste, una volta verniciate di bianco, arredai completamente il negozio con l’aiuto di mia moglie. Facemmo tutto, dalle plafoniere al bancone… pensa che i turisti stranieri si fermavano per fotografarlo!». Non pago di questo azzardo decise di fare un ulteriore salto nel vuoto, proponendo abiti da donna, una novità per lui che era sarto da uomo… e di nuovo l’artista trovò la soluzione più innovativa. Appoggiandosi ad un amico pratese che commerciava in abiti usati per fare stracci, Franco riuscì a procurarsi abiti molto belli che arrivavano dall’America ad un buon prezzo, e, una volta restaurati, li metteva in vetrina. «Ho venduto un capo anche a Marcella Bella» ci dice Melani. «Poi le cose si sono evolute ed ho iniziato a proporre abiti fatti interamente da me».

Il negozio successivo fu quello di Pistoia, in via della Madonna, a cavallo fra gli anni ’70 e ’80, tutt’ora di attività, a cui fece seguito quello sull’Arca, in zona porta Carratica (fra l’altro ha festeggiato da poco 20 anni) e infine c’è quello in centro, ad un passo da via degli Orafi. Tutti e i punti vendita sono monomarca e servono solo clientela femminile. A gestirli ci sono due figli di Franco, Silvia e Lorenzo e la moglie Silvana. Ad onor del vero era stato aperto a Pistoia anche un negozio da uomo, che purtroppo non ha avuto molta fortuna. Quindi la parte puramente creativa è rimasta nel negozio-sartoria di Valenzatico, dove tutti i giorni Franco si reca per lavorare ai suoi capi su ordinazione, soprattutto per una clientela femminile che richiede abiti eleganti da cerimonia. L’unico rammarico per lui è che da quest’anno è rimasto solo in laboratorio, non riuscendo a trovare nessuno che possa aiutarlo a smaltire il lavoro. «Ci sono donne che sanno cucire bene a macchine, ma non c’è più nessuno che sa fare i vestiti» ci confida Franco.

Per quanto riguarda il Melani puramente artista, non possiamo dimenticare la sua bravura nel realizzare i presepi, che da ben 14 anni fanno bella mostra a Pistoia, prima nella cattedrale di San Zeno, poi nella chiesa della Santissima Annunziata. Una passione questa che lo coinvolge fin dall’infanzia e che gli è valsa riconoscimenti e plausi da più parti. Originali e anticonformisti come il loro creatore, i veri protagonisti di questi presepi sono i materiali che ogni Natale cambiano e che consentono a Franco di realizzare ambientazioni e personaggi. Negli anni ha usato di tutto, dal pane ai cocci rotti, dal tulle ai gusci di noce, fino al granturco. Ma qual è il preferito? «Quello del 2011» dice senza esitazione», «che ho realizzato con vari formati di pasta scaduta (per evitare sprechi). Il valore aggiunto era un vecchio albero secco di diversi metri che avevo in giardino, sui cui rami ho collocato il presepe». Quindi si tratta di un lavoro lungo che richiede mesi per la progettazione e la realizzazione. In genere il sarto quarratino inizia fra giugno e luglio, quindi mentre voi leggerete quest’articolo, sappiate che in casa Melani sarà tempo di presepi.

Una menzione speciale la merita il suo impegno per gli altri; dovete infatti sapere che Melani nel tempo libero (che peraltro non ha) fa opera di volontario presso la Misericordia di Quarrata. Da ben 18 anni, tutte le mattine, dalle ore 6 alle 8.30, presta il suo servizio alla comunità. Ma ogni tanto ti ricordi di dormire? «In effetti non dormo molto. Ogni mattina alle 4 e mezzo inizio a lavorare in sartoria, poi stacco per il volontariato e poi torno di nuovo qui».

Insomma, noi ci abbiamo provato a raccontarvelo, il nostro Franco Melani. Per conoscere tutto il resto, dalle idee per realizzare i costumi della “Festa bella”, fino alla sua passione per la pittura e la pasticceria, oppure per ascoltare i suoi racconti di super nonno (ha due splendide nipotine, Giulia e Sofia), potete passare a trovarlo, tanto, come avrete capito, lui è sempre lì nella sua sartoria a far trottare la macchina da cucire.

E che ci crediate o no, non è così burbero come sembra, è solo un bel personaggio… di Qua!

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