Giordano Bonacchi – falegname

Giordano Bonacchi – falegname

di Carlo Rossetti

settembre 2017

“C’era una volta”, potrebbe cominciare così alla maniera di Pinocchio e di altre tante fiabe, l’industria del mobile a Quarrata, con una ricca rappresentanza di artigiani che contribuivano a fabbricare un prodotto eccellente. Poi la crisi e la dispersione di questa ricca risorsa umana.

Un personaggio che può rappresentare la categoria è senz’altro Giordano Bonacchi, ormai in pensione, che per lunghi anni è stato a capo della propria falegnameria. La sua attività lavorativa non ha inizio con il legno, bensì debutta nel mondo del lavoro, seduto a banchetto a fianco del padre calzolaio. Ma per quella inquietudine propria dei ragazzi, approda al settore tessile lavorando ai telai. Finalmente verso i diciotto anni fa l’ultima e definitiva scelta di lavoro; operaio in una tappezzeria di Quarrata che si occupa anche della fabbricazione di fusti. Verso gli anni Ottanta, quando il figlio ha terminato le scuole dell’obbligo, decide di impiantare una vera e propria falegnameria. Non si tratta di fare lavori in serie, bensì di eseguire mobili su misura. Tale è il pregio del prodotto, che il passaparola procura a Giordano una numerosa clientela. Perché nel laboratorio di Giordano si porta avanti quella tradizione artigianale che ha posto all’attenzione del pubblico i manufatti quarratini. Sono momenti favorevoli per il settore del mobile, che costringono i titolari a orari di lavoro eccessivi e estenuanti. Il sacrificio è ricambiato dall’apprezzamento del lavoro e dal ritorno di un profitto soddisfacente.

Poi le cose sono cambiate, il lavoro è diminuito ma il laboratorio di Giordano, ora affidato alla direzione del figlio Gianluca, può contare ancora su molti clienti affezionati. A dar manforte nei lavori dove è richiesta la decorazione, c’è Alessandra Bandinelli, moglie di Gianluca, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Firenze, esecutrice di testate per letti, dipinti su tavola, su ferro ed eccellente pittrice di trompe-l’oeil. Poi è arrivato anche per Giordano il momento di andare in pensione. Ma non è che passi la sua giornata in casa, perché sono molteplici le visite al laboratorio, se non altro per sbrigare tutti gli adempimenti esterni legati all’attività. Se abbiamo parlato di lui come artigiano, è giusto metterne in risalto anche l’aspetto umano, perché Giordano è una persona cortese e amabile. Sempre con il sorriso sulle labbra, pronto alla battuta folgorante,umoristica, è un piacevole passatempo conversare con lui.

Amante delle gite, ne sanno qualcosa coloro che gli fanno compagnia. L’interno del pullman diventa un salotto nel quale la voce di Giordano prevale sulle altre e con le sue battute riesce a catalizzare l’attenzione su di lui e a creare un clima d’allegria. Anche questo ci pare un lato positivo dell’amico Giordano.

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