I brevi di Noidiqua

I brevi di Noidiqua

di Daniela Gori

dicembre 2018

Lo scultore e artista poliedrico Amerigo Dorel, ha realizzato un murales dietro il bancone della paninoteca Fame Chimica di Olmi, il locale gestito dai coniugi Chiara e Andrea Aprile. Il lavoro si intitola: “Dal passato all’infinito”.

Dorel, oggi ottantenne, sempre pieno di energia, ha realizzato mostre in tutto il mondo ed ha monumenti in venti piazze italiane. A Quarrata nel 2004, realizzò “La Cooperazione”, un’opera in bronzo commissionata dell’allora Banca di Vignole in occasione dei cento anni della sua fondazione, e la scultura è  diventata un po’ il simbolo della sede della Banca; fra l’altro all’inaugurazione presenziò Vittorio Sgarbi. Quindi da ora in poi, sarà ancora più piacevole andare da Fame Chimica e gustare gli hamburger di lombata di manzo fatti da Chiara e Andrea, che insieme agli altri prodotti della paninoteca sono vere e proprie “opere d’arte”, proprio come l’opera di Dorel.

 

Il 18 ottobre militari della Stazione Carabinieri di Quarrata, unitamente a personale del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Pistoia, della Polizia Municipale di Quarrata e dell’ASL di Pistoia, nell’ambito di mirati servizi finalizzati a contrastare le violazioni della normativa sul lavoro, hanno fatto accesso all’interno di un capannone ubicato a Quarrata in Via del Casone ove hanno proceduto al controllo di azienda tessile la cui titolare è stata identificata nella cittadina cinese Z. X. 50enne residente a Prato.

Gli operanti hanno sorpreso undici connazionali del datore di lavoro intenti a cucire e confezionare abiti i quali risultavano essere lavoratori assunti in nero nonché tutti sprovvisti di permesso di soggiorno pertanto clandestini sul territorio nazionale. Si è accertato che erano sottoposti a ritmi di lavoro serrati e molto pesanti essendo impiegati quotidianamente almeno per dieci ore e con una paga connessa ai risultati conseguiti ma che non superava, nella migliore delle ipotesi, i quaranta euro giornalieri. Si è proceduto al sequestro dell’azienda e di tutto il materiale in essa contenuto. La titolare è stata dichiarata in stato di arresto per sfruttamento della manodopera clandestina e sfruttamento del lavoro. I clandestini sono stati sottoposti a rilievi segnaletici ed è in atto la procedura per la notifica del decreto di espulsione dal territorio nazionale.   

 

Per rottamare una roulotte non hanno evidentemente trovato di meglio, compiendo un grave illecito, gli ignoti che hanno lasciato in una discarica abusiva a Quarrata la loro casetta viaggiante nel mese di ottobre.

A farne denuncia i volontari di Legambiente Quarrata, che quasi ogni giorno si dedicano a perlustrare le zone isolate dove di solito vengono lasciati rifiuti in maniera abusiva e selvaggia, arrivando a tenerne il conto in una sorta di censimento. E la sorpresa è stata tanta, quando davanti ai loro occhi, durante l’ennesimo sopralluogo, si sono trovati la roulotte abbandonata, in una zona di discarica ormai nota, segnalata, pulita e bonificata più volte, lungo il torrente Stella in località Gamberaia. «Ovviamente la roulotte non ha né la targa, né altri segni da poter capire a chi appartenga, almeno così a occhio nudo» ha osservato il presidente di Legambiente Quarrata Daniele Manetti. «Spero comunque che dopo la nostra denuncia vengano fatte le indagini da chi di dovere con un esame più approfondito e tecnico, e che scoprano chi sono i proprietari». La domanda che viene da porsi tra l’altro è come sia stato possibile portare di notte una roulotte abbastanza ingombrante in un posto simile dove per arrivarci c’è una strada stretta, in mezzo ai campi, con l’erba alta e gli arbusti. Viene il sospetto che nelle intenzioni di chi l’ha lasciata lì non ci sia la volontà di disfarsene, ma siano altri i motivi, come nasconderla e poi creare una base per traffici illeciti. Ma non è solo la roulotte a destare motivo di preoccupazione tra gli ambientalisti e di conseguenza tra i cittadini di Quarrata. «In queste discariche abusive vengono abbandonati materiali altamente inquinanti e pericolosi per la salute, come lastre di eternit sbriciolate, che creano così polveri a base di cemento e amianto facilmente trasportate dal vento che rischiano di finirci a tutti nei polmoni» conferma Manetti. C’è infine l’ulteriore problema dei fumi sprigionati dai roghi per le discariche che vengono incendiate da cittadini incivili.

 

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