Intitolazioni plessi scolastici (promossi e bocciati)

Intitolazioni plessi scolastici (promossi e bocciati)

di Daniela Gori

giugno 2016

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È giunto dall’ufficio scolastico regionale il decreto che consente di intitolare a personaggi del mondo della scuola e dello studio i 6 plessi dell’Istituto comprensivo di Quarrata Bonaccorso da Montemagno. La sede della secondaria avrà così il prestigioso nome di Dante Alighieri, che come padre della lingua italiana era il grande assente tra le scuole della provincia pistoiese. La primaria di via Santa Lucia sarà intitolata a don Pino Puglisi e quella di via Torino a Alberto Manzi mentre a Bruno Munari sarà dedicata la scuola dell’infanzia di via Cino. A Santonuovo Fabrizio de André darà il nome alla primaria e madre Teresa di Calcutta alla scuola dell’infanzia. Nomi quindi relativi al mondo dell’insegnamento, a partire da Alberto Manzi che negli anni ’60 è stato il maestro della trasmissione televisiva “Non è mai troppo tardi”, don Puglisi prete professore in prima fila contro la mafia in Sicilia e madre Teresa, insegnante e missionaria in India. L’importanza di Munari è nel contributo pedagogico che ha dato con i laboratori artistici, e quella di De André per i valori e i principi educativi nei suoi testi. L’iniziativa aveva preso l’avvio dalla considerazione che il nome Bonaccorso da Montemagno, dopo la nascita dell’Istituto comprensivo, avrebbe dovuto piuttosto identificare il complesso delle scuole statali che ne fanno parte e non soltanto la scuola secondaria. Inoltre, a Quarrata gli edifici scolastici sono da sempre individuati non con un nome proprio ma con quello della via dove hanno la sede. Come è previsto dall’iter, il progetto ha già ottenuto il parere favorevole del collegio dei docenti, del prefetto di Pistoia e della Giunta comunale di Quarrata. Adesso non rimane che pensare a modalità e tempi per organizzare il cerimoniale con tanto di targhe da apporre sulle facciate degli edifici scolastici. 

La rosa dei sei prescelti è scaturita dal concorso “Bonaccorso e gli altri”, indetto durante l’anno scolastico 2013-2014 dal dirigente Luca Gaggioli, aperto sia a classi e docenti interni che a tutta la cittadinanza. In seguito al concorso risultarono 32 i nomi proposti da studenti e semplici cittadini, per cui è stato indetto addirittura un referendum in cui hanno votato i residenti di Quarrata, affinché venissero selezionati tra i 32 nomi i sei più gettonati. Esclusi poi i meno adatti, come i nomi stranieri difficili da pronunciare o i semisconosciuti, sono rimasti i “magnifici sei”. 

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di David Colzi

Fra i 32 nomi dai quali sono stati scelti quelli per le intitolazioni, ce n’erano 10 appartenenti a personaggi locali. Questi uomini e donne, sono stati inseriti nella lista per ciò che di buono hanno fatto per Quarrata, ma alla fine nessuno di loro ha raggiunto la promozione. Qui sopra li potete vedere. 

Partendo da sinistra in alto: Vittorio Amadori (sindaco storico di Quarrata), Mons. Zanobi Banchieri (a lui è dovuta la costruzione della Pieve di Santonuovo), Stefano Berti (maestro a Quarrata, in particolare all’asilo Bargellini), don Dario Flori (detto “Sbarra”, dedicò la sua vita ai diritti dei meno abbienti), Nello Lenzi (fondatore della ditta Lenzi, fondamentale per l’economia di Quarrata, all’epoca del boom economico), Giovanni Maraviglia (maestro storico di Santonuovo, oltre a essere stato consigliere e assessore presso il nostro Comune), Marco Melani (insegnante e dirigente scolastico nel Primo Circolo Didattico di Quarrata), Serafina Nesti (filantropa, molto attenta all’educazione dei giovani e alla cura dei più bisognosi), Antonio Noci (maestro a Montemagno, fu premiato per la sua attività educativa), Gabriella Rasponi Spalletti (di nobili origini, dedicò gran parte della sua vita al lavoro e ai diritti delle donne)

Un vero peccato, visto che con 6 plessi scolastici da intitolare, almeno la metà avrebbero potuto essere dedicati a 3 di questi personaggi e sicuramente non avrebbero fatto sfigurare la nostra città. Da sottolineare che nel comunicato del 5 maggio 2015, rivolto a tutti i genitori dall’Istituto Comprensivo “Bonaccorso da Montemagno”, si precisava che: “in base al Regolamento: – almeno uno dei sei personaggi scelti deve essere riferito alla storia locale”. Uno sarebbe stato comunque poco, ma sempre meglio di niente. 

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di Giacomo Bini

La mancata intitolazione delle scuole quarratine a personalità locali è un’occasione persa, un atto di indifferenza della città verso la propria storia, che una rivista come la nostra, impegnata nella valorizzazione del territorio, non può che giudicare negativamente. 

Nella rosa dei 32 nomi disponibili ce n’erano dieci appartenenti alla storia di Quarrata e nessuno di loro è stato considerato meritevole di dare il nome ad una scuola. Rifiutare agli istituti scolastici il nome di almeno due o tre di questi personaggi, è stata una mancanza di rispetto verso le donne e gli uomini che hanno contribuito allo sviluppo civile della città, ma anche un messaggio diseducativo per le future generazioni, alle quali si indica la strada dell’oblio anziché quella della memoria della propria terra. E non è una giustificazione il fatto che la scelta sia avvenuta in seguito alla consultazione di una platea di studenti, docenti e cittadini. Innanzitutto esiste una responsabilità educativa da parte delle istituzioni scolastiche e poi la scelta di chi ha espresso la sua preferenza può essere stata condizionata dalla scarsa conoscenza dei personaggi locali, nonostante le schede informative messe a disposizione dei votanti. Il compito della scuola è appunto insegnare ai giovani chi erano quelle persone e cosa hanno fatto per la città. E l’intitolazione era un’opportunità (persa) per iniziare a farlo.

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