Iperplasia prostatica benigna

Iperplasia prostatica benigna

di Ferdinando Santini

dicembre 2017

La prostata, ghiandola maschile a forma di castagna, si trova alla base della vescica, è attraversata dall’uretra, in cui sboccano i dotti spermatici provenienti dalle vescicole seminali ed è responsabile dell’atto fisiologico riflesso dell’emissione dello sperma (eiaculazione). L’IPB o comunemente Ipertrofia prostatica benigna o Ipertrofia adenomatosa benigna, è un ingrossamento della ghiandola prostatica che si sviluppa in modo non uniforme nella sua porzione centrale (periuretrale) e causa gradi variabili di ostruzione al passaggio dell’urina. Si manifesta in genere dopo i 50 anni e diventa molto frequente negli uomini fra i 60 e gli 80 anni: si stima presente nella metà degli over 50 e nei tre quarti degli ultraottantenni. Il 40% dei pazienti con IPB necessita di cure.

Eziopatogensi. Le cause sono ancora sconosciute. La concomitanza dell’IPB con l’avanzare dell’età avvalora l’ipotesi della variazione dell’equilibrio ormonale testosterone-estrogeni (“andropausa”): in particolare il relativo ridotto valore del diidrotestosterone (DHT), l’ormone maschile per eccellenza, rispetto agli estrogeni, sarebbe alla base dell’instaurarsi della iperplasia (produzione di nuove cellule).

Sintomi. A) sintomi funzionali od irritativi, correlati con il tono della muscolatura liscia del collo vescicale, che di solito iniziano a dare i primi segnali della IPB: Pollachiuria (minzione più frequente del solito) diurna e notturna, Minzione imperiosa od urgenza (minzione non rimandabile o incontrollabile), bruciore ad urinare. B) sintomi meccanici od ostruttivi, correlati con le dimensioni e l’accrescimento della ghiandola: difficoltà ad iniziare la minzione o terminare la minzione (disuria), intermittenza nell’emissione del flusso urinario, incompleto svuotamento della vescica (minzione in due tempi), sforzo nella minzione con flusso urinario debole, ritenzione d’urina, acuta o cronica (favorita anche da farmaci). E’ l’incapacità ad emettere urina.

La Diagnosi. Oltre i sintomi e l’esplorazione rettale, l’ecografia prostatica sovrapubica resta l’esame fondamentale per la valutazione delle dimensioni della prostata, la morfologia, il residuo post minzionale e l’eventuale presenza di complicanze. I valori ematici del PSA non sono esplicativi per una diagnosi. La uroflussometria è l’esame che evidenzia l’esistenza di un’ostruzione o no.

Terapia medica. Alfa bloccanti che migliorano i sintomi, rilassando la muscolatura della prostata e del collo vescicale. Possono causare eiaculazione retrograda, astenia, vertigini, ipotensione ortostatica specie notturna. Inibitori della 5-reduttasi che inibiscono la trasformazione del testosterone. Riducono il volume della prostata del 15%. Si associano agli alfa bloccanti. Possono dare calo della libido (2%) e impotenza (1%).

Terapia chirurgica. E’ consigliata per insuccesso della terapia medica, ritenzione urinaria, insufficienza renale, infezioni urinarie ricorrenti, ematuria ricorrente, calcolosi vescicale, diverticolo vescicale voluminoso.

Social Network

facebook

 
Help & FAQ

Se ti occorre aiuto consulta le "domande frequenti (FAQ)"
Frequently Asked Questions (FAQ) »

Contatti

Telefono: + 0573.700063
Fax: + 0573.718216
Email: redazione@noidiqua.it