La vecchiaia in salute

La vecchiaia in salute

di Ferdinando Santini

settembre 2017

Negli ultimi cento anni il benessere è cresciuto in modo esponenziale: l’aspettativa di vita è passata dai circa 40 anni degli inizi del 1900 agli oltre 80 di oggi. Molti ritengono che non ci sia mai stato un tempo migliore di oggi, per entrare nella vita. Nei primi anni del XX secolo solo una persona su cinque festeggiava il sessantacinquesimo compleanno; oggi lo fanno settanta persone su cento. Un secolo fa era eccezionale giungere a cento anni; oggi, nel mondo vivono oltre 100.000 centenari. Statistici e demografi sono ottimisti: la curva che descrive l’aumento della longevità nell’ultimo secolo mostra che fra 30 anni la vita media supererà addirittura gli 85.

Allora, perché preoccuparsi?

Perché l’allungamento della vita è avvenuto troppo rapidamente per dipendere solo da fattori genetici; sembrerebbe infatti anche frutto di benefici ambientali che potrebbero presto svanire. I biologi ed i medici infatti hanno molti dubbi perché i cambiamenti, imposti dalla globalizzazione e dal deterioramento della qualità dell’ambiente, già stanno accelerando la velocità con cui il corpo umano si usura, invecchia e si ammala. Purtroppo i dati sembrano dare ragione ai biologi e i nodi stanno già arrivando al pettine. Dalle malattie infettive e da carenza, antecedenti alla seconda guerra mondiale, siamo passati a quelle croniche-degenerative del benessere. Nel 2015 la vita media degli italiani in salute ha cominciato a ridursi. Da tempo l’Unione Europea ha segnalato che la vita in buona salute si accorcia. La medicina spesso riesce solo ad allungare il tempo di una vecchiaia fragile e non-autosufficiente, e aumenta così a dismisura il numero degli anziani disabili costretti al ricovero in case di riposo, con grande sofferenza umana e costi sociali e finanziari immensi, che rischiano di diventare insostenibili.

Dopo tante notizie cattive ce ne sono anche di buone: oggi infatti sappiamo come ritardare e/o prevenire la comparsa di tutte le malattie della età anziana contrastando la progressione dell’invecchiamento biologico. La nostra vita futura, per il 30-40%, dipende dal nostro stile di vita. Dunque le scelte vanno fatte al più presto, da subito e fin dalla giovane età, perché l’invecchiamento comincia a mordere già prima dei 20 anni. Tuttavia non è mai troppo tardi per cominciare a scrivere la lunga storia della nostra vita in buona salute.

I tre più efficaci interventi utili per contrastare l’invecchiamento e tutte le malattie dell’età anziana (non fumare, la sobrietà alimentare e l’attività fisica) operano appunto accelerando l’eliminazione delle componenti di cellule e tessuti che si sono guastate con il passare del tempo e favoriscono la loro sostituzione con componenti nuove.

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