Vannucci Piante – 80 anni di storia

Vannucci Piante – 80 anni di storia

di Giacomo Bini

marzo 2018

In occasione dell’ottantesimo compleanno della Vannucci Piante, abbiamo intervistato il titolare Vannino Vannucci. Ecco le sue risposte alle domande di Noidiqua.

Cosa è rimasto vivo maggiormente oggi, ad ottant’anni di distanza dello spirito che animò il fondatore, Vannino Vannucci senior?

Questa è una risposta facile per me. Sicuramente la passione “di famiglia” per questo meraviglioso mestiere. Un lavoro fatto di contatto sia con le persone che con le piante. Un lavoro gratificante perché le piante ti restituiscono sempre più di quello che dai loro. Credo che queste siano le ispirazioni che guidarono mio nonno ad aprire l’attività nel 1938.

In cosa è consistito il salto di qualità compiuto dall’azienda sotto la guida di Moreno Vannucci negli anni sessanta?

Mio padre era un sognatore, un uomo con una visione lungimirante. Ha avuto la fortuna e l’audacia di trovare ottimi collaboratori con i quali concretizzare quello che aveva in mente. Strumenti e mezzi che potessero aiutare l’uomo a crescere. Da lui sono partiti processi e metodi di lavoro innovativi che ancora oggi applichiamo quotidianamente.

Qual è stato il momento più difficile di questa cavalcata lunga ottant’anni e com’è stato superato?

Sicuramente la grande gelata del 1985 è stato uno dei momenti peggiori. Ripartire da zero è stata una vera impresa. Tuttavia la ricostruzione è stata più solida di prima. Ho comunque ricordi di veri sacrifici fatti dalla mia famiglia in quegli anni.

Qual è l’aspetto che inorgoglisce di più la sua azienda oggi?

Il lavoro di gruppo ed il lavoro di squadra. La Vannucci Piante è una grande famiglia. Questo è sicuramente l’aspetto che mi inorgoglisce maggiormente.

Oggi la Vannucci Piante è una delle aziende vivaistiche più importanti del mondo: verso quali paesi o continenti avete oggi maggiori prospettive di espansione?

Pensiamo ai paesi asiatici come i mercati emergenti, ma confidiamo anche che la situazione politica ed economica possa migliorare in tanti paesi dove lavoravamo bene e dove però abbiamo dovuto fermarci, anche a causa della guerra. Penso ad esempio ai paesi del nord Africa ed a molti paesi del medio oriente.

Nel vivaismo di oggi conta più la fedeltà alla tradizione o lo slancio verso l’innovazione?

Tradizione ed Innovazione sono due fratelli della stessa famiglia. Entrambi devono crescere e fortificarsi allo stesso modo. Noi investiamo su entrambi questi fronti con la consapevolezza che, senza i nostri valori fondamentali, l’azienda non avrebbe futuro. Ed i valori sono dentro le persone, il nostro vero capitale, quello umano.

Cinque anni fa, in occasione del suo 75° compleanno, la Vannucci Piante ha inaugurato il primo parco vivaistico d’Europa dopo avere aperto nel 2006 il più grande Show Room vivaistico del continente. Quali sono le nuove sfide?

L’investimento più importante dopo quelli citati è stato sicuramente il Pistoia Nursery Campus, un luogo dove professionisti e giovani potranno arricchire le proprie competenze sul settore del GREEN. Un vero gioiello per tutto il nostro settore, anche se non dovrei essere io a dirlo.

Qual è il bilancio dell’anno di Pistoia Capitale della Cultura Italiana dal punto di vista del vivaismo?

Il bilancio è positivo anche se sicuramente poteva essere fatto di più. Forse è mancata un po’ la promozione del nostro territorio per sfruttare al meglio questo riconoscimento. In ogni caso Pistoia ha avuto modo di essere in una prestigiosa vetrina per tutto il 2017. Adesso ci sarà da continuare anche negli anni prossimi.

Che cosa si aspetta di più o di diverso il settore vivaistico dalle istituzioni del governo locale, regionale e nazionale ?

Il vivaismo rappresenta la maggiore economia del territorio ed una delle primarie in Toscana. Siamo di fatto uno dei principali Distretti Produttivi al mondo. Mi aspetto sostegno e comprensione. Mi aspetto soprattutto pari dignità ad altri settori strategici dell’agricoltura moderna e specializzata.

Da parte nostra, come rivista attenta alle eccellenze del territorio, non ci possiamo che compiacere nel vedere un’azienda capace di guardare al futuro tenendo sempre fede a se stessa.

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