Via Vecchia Fiorentina Primo Tronco – una strada pericolosa

Via Vecchia Fiorentina Primo Tronco – una strada pericolosa

di Giacomo Bini

giugno 2018

Una bambina di un anno e mezzo investita da un’auto che ha proseguito la corsa senza fermarsi. E’ accaduto una domenica mattina, l’8 aprile 2018, in via Vecchia Fiorentina– Primo Tronco. La notizia è di quelle che destano impressione e indignazione, per il comportamento inqualificabile del pirata della strada e per la solidarietà spontanea che si prova verso i genitori, che hanno assistito all’investimento della loro figlia e, con una reazione istintiva, l’hanno caricata in macchina e portata al pronto soccorso di Prato con un fazzoletto bianco sporgente dal finestrino. La bimba ha riportato fratture e lesioni ma si è salvata. Il fatto ha messo in evidenza la condizione disastrosa e pericolosa in cui versa la strada che è stata teatro dell’incidente. La bimba infatti è stata urtata dall’auto in transito mentre stava uscendo dal vialetto di casa e si trovava, con i genitori a fianco, appena fuori dalla sulla soglia del cancello. La strada è priva di marciapiede e di segnaletica orizzontale ed è molto stretta. I veicoli di passaggio sfiorano cancelli, muretti e ingressi delle abitazioni. La viuzza si infila tortuosa nella campagna di Valenzatico con molte pieghe e curve e con un fondo stradale indegno di un paese moderno: buche, cunette, sconnessioni, asfalto in disfacimento, pozzanghere e polvere.

Nulla di insolito se si trattasse di una viottola di collegamento tra qualche cascinale sparso nei campi. Al contrario, la via Vecchia Fiorentina – Primo Tronco (e già il nome indica sinistramente uno stato di trascuratezza e di quasi anonimato), è un’arteria molto transitata perché su di essa si affacciano molte aziende vivaistiche della zona, tra le quali anche la Vannucci Piante, una ditta che invia i suoi prodotti in mezzo mondo e che rappresenta un fiore all’occhiello per l’economia pistoiese. C’è da immaginarsi allora lo stupore degli autisti dei Tir provenienti dall’est europeo, dalla Germania o dall’Olanda che dopo centinaia di chilometri in autostrada si trovano ad infilarsi in questo budello strettissimo e insidioso. E’ un frammento di medioevo stradale incastonato in un sistema produttivo moderno e globalizzato. Ma il disagio più grave, come mostra la tragedia sfiorata l’8 aprile scorso, è quello dei residenti che non possono nemmeno mettere un piede fuori dal giardino o dalla porta senza rischiare di essere falciati dai camion o dalle auto.

Gli abitanti hanno firmato petizioni ed elevato proteste. Ma nulla è sostanzialmente cambiato. Le auto e i camion continuano a sfrecciare a velocità sostenuta e alcuni dissuasori non producono alcun effetto. Speriamo che almeno il dolore e le grida della bimba investita servano ad attirare l’attenzione su una strada che deve assolutamente essere ammodernata.

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