Viva gli anni ’90!

Viva gli anni ’90!

di Serena Michelozzi

dicembre 2018

Tutti i ragazzi di oggi, tutte le nuove generazioni, possono crogiolarsi con i balocchi più tecnologici e trovare, nel mondo digitale, qualsiasi libero sfogo al proprio divertimento. Eppure noi, Under 30, che abbiamo avuto la fortuna ed il privilegio di vivere la nostra infanzia o adolescenza negli anni 90, non li invidiamo affatto. Ahhh gli anni 90!

Quando per i ragazzi c’era Action man, e per noi ragazzine sognatrici le Barbie ed i nostri intoccabili diari segretissimi. Non idoli social come Fedez o la Ferragni, ma gli indimenticabili Backstreet Boys, che col loro atteggiamento languido hanno fatto impazzire le uptown girls di due o tre generazioni. Il rap di Biggie e Tupac, il britpop degli Oasis, le mitiche Spice Girls… roba seria, niente a che vedere con le meteore stagionali di oggi! E quando suonava la campanella non vedevamo l’ora di correre fuori da scuola dove ad aspettarci c’era il babbo con una bella Fiat Regata Station Wagon tutta polverosa, mentre oggi impiegheremo mezz’ora a trovarlo, perché le macchine sono tutte uguali!

Ma vogliamo parlare dei film? Oggi non c’è più un film che ci faccia veramente emozionare, e noi con nostalgia, ricordiamo i calci volanti di Van Damme, più veloci e letali di qualsiasi proiettile, e la bellezza naturale ed immacolata della “Pretty Woman” Julia Roberts.

A scuola avevamo vita più dura: bisognava essere scaltri e copiare, le risposte scaricate dal telefono per noi erano fantascienza, ma andava bene così. Che emozione andare al “Superdisco” il sabato pomeriggio a comprare l’album che aspettavamo da mesi per ascoltarlo fino ad una noia che non arrivava mai, e la sera al cinema a vedere “Il Corvo” o “Vi presento Joe Black”. Se un ragazzo voleva uscire con una ragazza, le doveva chiedere il numero di casa e poi affrontare i genitori, altro che “ciao e ciao e ancora ciao” sui social network ed i likes sparati sotto ad ogni foto “osé”: sono diventati tutti dilettanti! I ragazzi di oggi pensano di avere le consolle più evolute ma che ne sanno del Super Nintendo! Che ne sanno delle lacrime dell’odioso Dawson e del primo Motorola, quel mattone nero con quell’antenna che toccava il soffitto. Oggi ci sono gli smartphone e Justin Bieber, e la suggestione muore.

La nostalgia potrebbe farci continuare all’infinito ma noi, per non scoppiare a piangere, ci fermiamo qua con una lacrima sul viso, ed alle nuove generazioni diciamo: non sapete cosa vi siete persi.

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