I brevi di Noidiqua

I brevi di Noidiqua

di Piera Salvi

dicembre 2020

Agliana ha perso uno storico artigiano. Il 6 ottobre, all’ospedale San Jacopo di Pistoia, si è spento Sergio Fantacci, co-fondatore dell’azienda aglianese di arredamenti, alla soglia dei 90 anni che avrebbe compiuto il 12 dicembre. 

La ditta “Fantacci” nacque a metà degli anni Cinquanta, come falegnameria in via Fratelli Cervi, fondata dai fratelli Sergio e Marcello Fantacci. Nel 1968 si trasferì nella sede di via Palaia, adiacente alla Nuova pratese, sulla quale si affacciava lo spazio espositivo. In quegli anni, e fino al 2012, quando l’azienda si trasferì a Prato, quella straordinaria mostra, sempre arricchita da pezzi originali e di pregio che si poteva ammirare transitando sulla Nuova Pratese, era un’attrazione per chi passava e un vanto per Agliana. La “Fantacci arredamenti” ha avuto una lunga collaborazione con l’architetto pistoiese Giovanni Michelucci, iniziata negli anni Settanta in un cantiere per la realizzazione di una villa privata di cui Michelucci curava la progettazione dell’edificio e degli arredi interni. Intesa e fiducia reciproca portarono ad una esperienza straordinaria, che nel 1974 dette vita alla famosa serie “Arcigliano”. Un sodalizio che portò anche alla realizzazione dell’altare di San Domenico a Pistoia, disegnato da Michelucci e realizzato da Fantacci. «Anche per il comune di Pistoia», ci aveva raccontato diversi anni fa Sergio Fantacci, «abbiamo realizzato il tavolo Timone, disegnato da Michelucci». Nel primo decennio degli anni duemila, la “Fantacci arredamenti” è stata anche centro d’arte e cultura, con importanti eventi per la comunità aglianese e tutta l’area metropolitana.

Studenti del Capitini premiati con il certificato di qualità “Quality Label”, per il progetto “Get up and goals’ dedicato a problemi ambientali, sociali ed economici”.

Il riconoscimento, arrivato a ottobre di quest’anno, è riferito all’anno scolastico 2019-2020. Il progetto “Get up and goals”, infatti, è stato svolto dagli studenti di quinta dell’indirizzo Afm (Amministrazione, finanza e marketing) e si è sviluppato nel periodo ottobre-maggio dello scorso anno scolastico. Gli studenti, ormai diplomati, della quinta Afm dell’istituto tecnico settore economico Aldo Capitini, avevano partecipato insieme ai loro colleghi di altre scuole italiane, ma anche con studenti provenienti da Irlanda, Croazia e Turchia, a questo progetto il cui obbiettivo era quello di sensibilizzare i giovani di diverse nazionalità alle problematiche sociali, ambientali ed economiche dell’Agenda 2030. Il confronto tra i ragazzi dell’istituto superiore aglianese e gli altri studenti, è avvenuto tramite forum e in videoconferenza, il tutto comunicando in lingua inglese. L’attività è stata coordinata dalla docente di lingua inglese, professoressa Elena Fedi. In un periodo particolarmente difficile per la scuola in generale, a causa della pandemia, dal Capitini evidenziano con piacere ciò che di buono viene fatto da studenti, docenti e non solo.

Aveva raccontato agli studenti di terza media, della scuola Bartolomeo Sestini di Agliana, i suoi due anni di prigionia nel campo di concentramento tedesco numero 9, a Kassel. Leonello Giusti (più conosciuto come Nello) è scomparso nell’ottobre scorso, a 96 anni

Se n’è andato un aglianese molto amato da tutti e uno tra i pochi testimoni rimasti delle sofferenze patite dagli ex internati militari italiani che furono catturati dai tedeschi dopo l’armistizio dell’Italia dell’8 settembre 1943. L’istituto comprensivo Bartolomeo Sestini di Agliana, il 27 gennaio 2020 aveva celebrato il Giorno della Memoria, in collaborazione con Comune e Anpi, chiamandolo a raccontare agli alunni le sue sofferenze da internato militare. Una testimonianza che ha lasciato un segno negli alunni che l’hanno ascoltato. Nello era bersagliere a Milano e durante un rastrellamento fu deportato a Kassel, nel lager numero 9. Gli fu assegnata la piastrina numero 79304. «Lavoravamo tutto il giorno», aveva raccontato agli adolescenti di terza media del Sestini. «Kassel, a nord della Germania, era una città bellica. La fabbrica Fisle produceva aerei caccia bombardieri, diecimila operai in tutto vi lavoravano, non solo prigionieri ma anche tedeschi. C’era una guardia che aveva sempre un mitra puntato verso i prigionieri». Giusti di giorno lavorava in quella fabbrica, la notte veniva mandato a scaricare vagoni di carbone. Con grande commozione raccontava di avere sofferto la fame e il freddo e di avere rischiato la vita. Tra i suoi drammatici ricordi quello di un bombardamento alla Fisle, il 19 aprile 1944, alle 10, un giorno indimenticabile per lui. «Rimasi sotto le macerie», ricordava, «ma anche quella volta il destino mi ha favorito. Da quel bombardamento il mio udito rimase molto compromesso a causa della rottura dei timpani». La sua storia completa si può leggere sul nostro sito noidiqua.it

Le persone con disabilità, per entrare in auto nel viale interno del cimitero comunale Il Giardino, devono telefonare al custode per farsi aprire il cancello. 

Lo ha stabilito a fine ottobre il sindaco di Agliana, Luca Benesperi, che così ha spiegato le ragioni del provvedimento: «È stato riscontrato un accesso indiscriminato di mezzi all’interno del cimitero Il Giardino», ha riferito Benesperi, «spesso senza tagliando per disabili, oppure con tagliando ma senza disabile a bordo. Al fine di tutelare i più deboli, con il gestore e l’ufficio tecnico abbiamo deciso d’introdurre alcune semplici regole riportate su un apposito cartello, allo scopo di impedire l’accesso indiscriminato con mezzi impropri nel cimitero». Chi è autorizzato, tramite l’apposito tagliando per disabili, a entrare in auto nel viale interno del cimitero deve avvisare il custode, che provvederà ad aprire il cancello. Il numero telefonico è 345.1127119. Il custode è presente al cimitero comunale Il Giardino tutti i giorni (domenica esclusa) dalle 9 alle 12, il martedì e giovedì è presente anche nel pomeriggio dalle 14 alle 17. Già negli anni passati, qualche visitatore si era lamentato per accessi impropri, in auto e moto, nel cimitero più grande di Agliana, ritenendolo anche un atteggiamento irrispettose verso i defunti. Ma c’è chi si sente penalizzato dalle nuove regole, come chi ha difficoltà a deambulare ma non gli è stata riconosciuta l’invalidità.

Aveva la profonda spiritualità di una religiosa e la praticità di una donna abituata al lavoro. Molti la ricordano come una mamma. Suor Elisa si è spenta il 14 ottobre, a 97 anni, nell’istituto fiorentino delle “Suore stabilite nella Carità”, dove viveva da qualche anno, dopo avere trascorso più di quarant’anni alla Casa degli angeli custodi di Agliana, nella frazione di San Michele

La religiosa (all’anagrafe Alice Alessandrina Cappellini) era nata a Mariano Comense (Como) e aveva maturato la vocazione quando aveva più di trent’anni, dopo avere lavorato anche in fabbrica nel settore tessile. Serena, sorridente e instancabile, suor Elisa era arrivata alla Casa degli angeli custodi di Agliana nel 1969 e per decenni aveva prestato la sua opera alla scuola dell’istituto: in cucina, come supporto all’attività scolastica e per ogni altra necessità. E’ stata una figura importante non solo per la scuola paritaria di San Michele e per le famiglie, ma anche in parrocchia, per i parroci che si sono susseguiti e per i fedeli. Animata dalla fede, ma anche da quella praticità acquisita come donna lavoratrice, suor Elisa esercitava le sue mansioni con lo spirito di chi serve per facilitare il compito degli altri. Da tanti alunni del passato, quando non c’era la mensa scolastica e le suore preparavano i pasti per i bambini nella loro cucina, è ricordata anche come un’ottima cuoca. 

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