Lucilla Di Renzo – direttore sanitario di presidio ospedaliero presso il San Jacopo

Lucilla Di Renzo – direttore sanitario di presidio ospedaliero presso il San Jacopo

di Carlo Rossetti

settembre 2020

E’ nata a Pescara ma vive ad Agliana dal 1988, quando ha sposato un aglianese. La dottoressa Lucilla Di Renzo, madre di tre figli, ha saputo conciliare famiglia, professione, impegno politico e sociale. Dal 2019 è direttore sanitario dell’ospedale San Jacopo di Pistoia. Nel 1998 entrò nella direzione sanitaria dell’ospedale di Empoli, è stata vice direttore sanitario del Santo Stefano di Prato dal 2012 al 2017, poi direttore del presidio ospedaliero Firenze sud fino al 2019, quando ha assunto la direzione del San Jacopo. Ad Agliana è stata presidente della banda locale “I Tigrotti” all’inizio del Duemila e si è anche impegnata in politica: è stata assessore alle pari opportunità, sociale e gestione del personale dal 2009 al 2014 e poi segretaria del Partito Democratico fino al 2017, quando ha lasciato la politica. «Ho lottato e ho fatto sacrifici», afferma. «Noi donne dobbiamo sacrificare aspetti della nostra vita, ma con serenità e passione per quello che facciamo, possiamo rendere più tranquille anche le persone che ci circondano»

Il 2 luglio, nella piazza Anna Magnani di Agliana, Di Renzo ha ricevuto il premio “Donne d’Agliana” da parte dell’amministrazione comunale, “Per i brillanti successi professionali finora conseguiti e con l’augurio di un futuro altrettanto fulgido”

«Dedico il premio alla mia mamma che ci ha lasciato un mese fa, la donna più importante della mia vita», ha detto la dottoressa Di Renzo ritirando il premio dalle mani del sindaco, Luca Benesperi. Il premio “Donne d’Agliana” è stato istituito dall’amministrazione comunale come riconoscimento a una donna aglianese che, nel corso dell’anno o più in generale nella sua vita, si sia distinta in qualsiasi campo di attività. Doveva essere consegnato l’8 marzo, “Festa internazionale della donna”, ma è scoppiata l’emergenza Covid 19 e così la consegna è stata possibile solo a luglio, superata la fase peggiore dell’emergenza coronavirus, anche se la guardia continua a rimanere alta anche adesso. 

La consegna del riconoscimento è stata un’occasione per parlare della vita al tempo della pandemia, non solo con la dottoressa Di Renzo ma anche con la dottoressa Anna Maria Celesti, presidente della Società della salute di Pistoia, anche lei premiata con una targa dell’amministrazione comunale, “Per l’impegno profuso e l’assidua presenza e vicinanza in questo momento difficile”

«Il premio a Lucilla è meritato», ha detto la dottoressa Anna Maria Celesti, «a marzo poteva essere un premio alla carriera, ora è veramente conquistato sul campo». Di Renzo e Celesti hanno raccontato i giorni terribili della diffusione del virus, lasciando emergere i sentimenti umani. «Pistoia ha avuto la sfortuna e la fortuna di avere il primo caso sospetto in Italia di Covid 19», ha ricordato Lucilla Di Renzo, «una donna cinese ricoverata al San Jacopo il 27 gennaio. Abbiamo fatto da apripista e siamo stati utili anche a colleghi di altri ospedali. Un mese dopo, il 25 febbraio, c’è stato il primo caso a Pistoia. La data cruciale che ha dato il via alla fase emergenziale più difficile è il 6 marzo ed è durata fino al 22 marzo. Avevamo intere famiglie ricoverate, eravamo tutti molto scossi, mi ero data un obiettivo: guarirli tutti. Ma il 13 marzo c’è stato il primo decesso a Pistoia, era un aglianese e io sono stata doppiamente colpita perché era un mio concittadino. Siamo però riusciti a non far mancare mai i presidi, anche grazie alla solidarietà. Non avrei mai voluto trovarmi davanti alla mancanza di un casco o di un ventilatore. Grazie alle donazioni abbiamo implementato anche le nostre tecnologie. E ci sono stati i tanti piccoli gesti, come i fornai, i pasticceri e i pizzaioli che portavano i loro prodotti al personale ospedaliero, o i disegni dei bambini. Piccole cose che sono grandi segni d’incoraggiamento e di unione».

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