Martina Pasquini – ricercatrice e docente universitaria all’estero

Martina Pasquini – ricercatrice e docente universitaria all’estero

di Piera Salvi

giugno 2016

«Sì, proprio in questo weekend vado a London Business School». Pochi giorni prima di andare in stampa abbiamo chiesto a Martina Pasquini se era confermato l’invito che aveva ricevuto nei mesi scorsi per la prestigiosa conferenza a London Businness School, alla quale di solito sono invitati una settantina di esperti tra Europa e Stati Uniti d’America. E Martina ha confermato. «Vado per presentare un lavoro sulla gestione dei portafogli di prodotti delle aziende diversificate. Si tratta di strategie di vendita aziendale nella stessa nicchia industriale»

Martina Pasquini, 35 anni, laureata nel 2004 in scienze politiche, premio Marie Curie per un importante progetto biennale su imprenditorialità sociale sostenibile, è una vera eccellenza aglianese nel mondo. Nel 2005 si trasferì a Torino per un master in economia quantitativa, finanziato da Compagnia di San Paolo e Università di Torino, sotto la direzione di Elsa Fornero e Domenico Siniscalco. Martina entra così in un ambiente frequentato dai più prestigiosi economisti, che l’ha avvicinata anche a Giovanni Dosi, collaboratore del premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz. Successivamente, fa il dottorato di ricerca alla Bocconi di Milano: cinque anni di frequenza e conseguimento del titolo accademico PhD che le consente di insegnare anche in Europa e in America. Attualmente insegna all’Instituto de Empresa di Madrid e dal 2015 risiede in Spagna. Nel 2014 ha insegnato a Southampton, in Inghilterra. In Italia era stata assegnista di ricerca all’Università di Bologna, nell’ambito di un progetto europeo sulla consulenza di fondi d’investimento su brevetti. Martina è specializzata in ricerca su brevetti, commercializzazione e diffusione della tecnologia e uso del brand. La curiosità ci spinge a chiederle: com’è stato l’anno sotto la direzione della Fornero? «Durissimo, è una donna di ferro». E in Bocconi hai incontrato il professor Mario Monti? «Sì. In Bocconi ho continuato ad andarci, per dei lavori, oppure in occasione dell’apertura dell’Anno Accademico e per le cerimonie natalizie. Monti c’è sempre. E’ una persona dall’aspetto serio, ma cordiale»

 

Martina Pasquini per la diffusione delle sue ricerche ha tenuto conferenze da Copenaghen alla Nuova Zelanda, fino alla prestigiosa università di Harvard negli Usa: «Ad Harvard ci sono stata nel 2012 e ci tornerò ad agosto» annuncia. Il lavoro all’estero è stato una scelta? «Ho cercato di lavorare in Italia, sono stata due anni all’Università di Bologna, ma all’estero gli stipendi sono più alti, lo status migliore e anche un giovane è più rispettato. Ormai questa è la mia strada, con il vantaggio di viaggiare molto e la gioia di avere allievi che mi vogliono bene. Spesso siamo costretti a cercare opportunità di lavoro fuori dal posto dove siamo nati e cresciuti, ma ci sarà sempre un legame invisibile che ci terrà stretti a doppio filo con le nostre radici. Ed è proprio alla famiglia, agli amici, ai luoghi d’infanzia che pensiamo quando siamo lontani e ci serve aiuto»

Un’eccellenza nel mondo, dunque la nostra Martina, ma profondamente legata alle sue radici, come dimostrano alcune foto davanti ad Harvard Business School: “Io sono del Ponte ai Tigli”, c’è scritto sulla t-shirt che indossa. Niente di più semplice e più significativo per dimostrare ai concittadini che la nostra prestigiosa ricercatrice è sì cervello in fuga, ma con un cuore ancora profondamente aglianese. 

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