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“Let peace bubble up” – un nuovo murale all’istituto Capitini

“Let peace bubble up” – un nuovo murale all’istituto Capitini

di Piera Salvi

settembre 2026

Entrando nell’istituto Aldo Capitini sulla parete in primo piano, appare una figura ispirata alla Venere di Botticelli, simbolo universale di bellezza, armonia e umanità. Figura reinterpretata in chiave contemporanea: tra le mani tiene un semplice soffiatore di bolle di sapone. Da questo gesto prendono vita bolle color arcobaleno che proseguono dal primo muro fino a quello posteriore, creando continuità prospettica tra i due spazi attraverso una campitura celeste estesa da muro a muro. Sulla parete di fondo appare la frase “Let peace bubble up” (ovvero fai affiorare la pace-fai in modo che la pace salti fuori-emerga), realizzata in blu scuro, come sintesi immediata e diretta dell’intero messaggio dell’opera.

Questo bellissimo murale che colpisce chi entra nella scuola, è stato inaugurato il 13 giugno 2026 nell’ambito del progetto “Muri Narranti: sulle vie della pace” nato dal desiderio di offrire agli studenti un’occasione concreta per riflettere sul valore della pace, della nonviolenza e della cittadinanza attiva in un tempo segnato da conflitti e profonde incertezze globali. Punto di riferimento ideale è stata la figura di Aldo Capitini, filosofo e pacifista cui è intitolato l’Istituto, il cui pensiero ha rappresentato il filo conduttore dell’esperienza. Grazie alla collaborazione con l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Pistoia e in particolare con l’artista pistoiese Lorenzo Di Bari (LDB), gli studenti nello scorso anno scolastico sono stati coinvolti in un percorso educativo e creativo che ha intrecciato storia, arte, memoria e partecipazione. La prima fase ha previsto la realizzazione di un laboratorio storico-civico dedicato a pace, pacifismo, Resistenza e nonviolenza con un focus sulla figura di Aldo Capitini. Da queste riflessioni è emerso un patrimonio condiviso di idee, immagini, parole e simboli che ha costituito il punto di partenza per la realizzazione del murale. Successivamente si è sviluppata una fase di co-progettazione partecipata, durante la quale gli studenti, con il supporto dell’artista LDB, hanno elaborato insieme il concept del murale, individuando i messaggi e gli elementi visivi più rappresentativi dei valori emersi durante il percorso. Hanno sperimentato tecniche di progettazione grafica e pittura murale come lo stencil, traducendo in forme, colori e immagini le riflessioni maturate. La fase conclusiva ha portato alla realizzazione collettiva del murale nell’atrio dell’Istituto, trasformato in uno spazio simbolico capace di raccontare l’identità della comunità scolastica e il suo impegno per la pace.

L’intero progetto si è caratterizzato per una forte dimensione partecipativa e inclusiva. Il murale è diventato così non solo un’opera artistica, ma il segno concreto di un’esperienza condivisa e di un messaggio che continuerà a vivere negli spazi della scuola.

Particolarmente significativa è stata anche la campagna di crowdfunding promossa dalla docente referente del progetto sulla piattaforma ministeriale Idearium, finalizzata al reperimento delle risorse necessarie per la realizzazione dell’iniziativa. La raccolta fondi ha visto la generosa partecipazione della comunità scolastica e territoriale, grazie al contributo della Sezione Soci Coop di Agliana, della Banca Alta Toscana, di Vannucci Piante e numerosi studenti, docenti e sostenitori che hanno creduto nel valore educativo e sociale del progetto. Sostegno che ha rappresentato una concreta testimonianza di collaborazione tra scuola e territorio e ha contribuito in modo determinante alla realizzazione dell’opera. L’originalità del progetto è consistita nella capacità di coniugare educazione civica, memoria storica, arte pubblica e partecipazione attiva, offrendo agli studenti un’esperienza formativa autentica e significativa. Attraverso il dialogo tra linguaggi diversi e il coinvolgimento di qualificati soggetti del territorio, il percorso ha favorito lo sviluppo di competenze civiche, relazionali ed espressive, trasformando uno spazio della scuola in un luogo di memoria, bellezza e speranza condivisa.

La scelta delle bolle di sapone dipinte sul murale non è casuale: richiamano il gioco e la capacità di guardare il mondo con meraviglia invece che con paura. Sono leggere e fragili, destinate a dissolversi rapidamente, proprio come la pace quando non viene custodita con attenzione. Eppure, anche nella loro brevissima esistenza, riescono a riflettere la luce e colori differenti, diventando simbolo di una convivenza delicata ma possibile, fondata sull’incontro delle differenze anziché sullo scontro.

Uno degli aspetti più significativi del progetto sta proprio nel fatto che nasce dagli studenti, da un pensiero costruito collettivamente da giovani che hanno scelto di parlare di pace attraverso un linguaggio visivo immediato, contemporaneo e vicino alla loro sensibilità. Il progetto “Muri Narranti” ha come obiettivo ricordare che la pace non è qualcosa di lontano o astratto: può nascere anche da un gesto leggero, da un’immagine capace di sorprendere o da una semplice bolla di sapone che attraversa un corridoio e, anche solo per un istante, riesce a far guardare il mondo con occhi diversi.

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