David Tempestini – un operatore fra reti televisive tecnologia e banchi di scuola

David Tempestini – un operatore fra reti televisive tecnologia e banchi di scuola

di Serena Michelozzi

settembre 2026

Lavorare dietro una telecamera non significa semplicemente premere un pulsante, ma custodire una dedizione profonda che attraversa il tempo, le sfide dell’innovazione e l’amore incondizionato per il racconto. A raccontarcelo è David Tempestini, operatore di ripresa, cameraman e videomaker originario di Spedalino – dove vive e lavora, nonostante i suoi impegni in giro per l’Italia – che riassume la filosofia della sua professione con una regola ferrea: «Non può esserci declino in questo lavoro, occorre attenzione, capacità, responsabilità e competenza».

Dalle grandi reti televisive al fascino del reportage: con una carriera di altissimo livello che spazia tra collaborazioni stabili (tra cui una percentuale importante con la Rai e una presenza trasversale legata all’andamento delle stagioni) e incursioni nei palinsesti di Mediaset – firmando servizi per programmi noti al grande pubblico come “Linea Verde” e “Fuori dal coro” (anche se, per avere l’elenco completo dei suoi lavori, bisognerebbe farsi raccontare la sua intera filmografia direttamente da lui ndr), il lavoro di Tempestini si muove su un crinale dinamico. È un percorso che unisce una piccola dose di rischio a «una bella dose di scoperta, meraviglia e fascino».

Il rapporto con i rapidi cambiamenti del settore e l’evoluzione tecnica viene descritto con una punta di ironia e grande sincerità: «Come un elefante in un negozio di Swarovski… è molto difficile, non ho più la mente giovane, ma accetto la sfida dello sviluppo tecnologico. La mente invecchia, la tecnologia no; arranco, arrivo ultimo, ma arrivo». Nonostante la corsa inarrestabile della tecnica, il cuore pulsante della professione rimane immutato. Oggi, grazie agli strumenti moderni, «si possono fare dei bei racconti anche con un cellulare», ma la tecnologia da sola non basta. Il professionista ribadisce un concetto chiave: «Se in questo lavoro non hai la creatività, la fantasia, la passione e la determinazione, non devi farlo». Senza anima e inventiva, l’immagine perde ogni significato.

Lo sguardo al futuro di David guarda con entusiasmo alle nuove generazioni, attraverso un progetto ambizioso dedicato alle scuole, pensato per far riscoprire ai più piccoli il piacere della lettura. L’idea è semplice quanto geniale: utilizzare la voce dei bambini per far parlare i cartoni animati attuali, facendoli cimentare nella lettura di un copione. «Leggere vuol dire sognare, navigare con la fantasia e l’immaginazione, e questo deve essere il risultato».

A conclusione di questo percorso e a coronamento dell’impegno, il progetto prevede un’esperienza indimenticabile: una gita a Roma, a Cinecittà, nel cuore del doppiaggio italiano, universalmente riconosciuto come il più apprezzato al mondo. Un’occasione straordinaria per andare a conoscere di persona le voci leggendarie del cinema e dell’animazione: Luca Ward, voce iconica del Gladiatore; Giancarlo Giannini, magistrale doppiatore di Al Pacino; Roberto Del Giudice, l’indimenticabile Lupin; Irene Scalzo, la storica voce di Conan; Davide Lepore, lo storico doppiatore dei Simpson e Gianluca Iacono, la voce di Vegeta in Dragon Ball.

Un viaggio che unisce la concretezza del lavoro sul campo alla magia del racconto, confermando come la passione per le immagini e per le storie sappia sempre guardare lontano, partendo proprio dal territorio.

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