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I brevi di Noidiqua

I brevi di Noidiqua

di Redazione

marzo 2026

“Per essere il cuore pulsante dell’Associazione Gianluca Melani che tanto si prodiga per la comunità”.

Con questa motivazione Gloria Borsacchi ha ricevuto il premio “Donne d’Agliana 2026”, con il quale l’amministrazione comunale premia donne aglianesi che si distinguono in qualsiasi campo di attività: professionale, sportivo, religioso, volontariato, politica. Gloria Borsacchi è vicepresidente dell’associazione Gianluca Melani, nata nel 2008 per tenere vivo il ricordo di suo figlio Gianluca, che perse la vita in un incidente stradale nel giugno 2006, a 19 anni. Un dolore immenso per i genitori, Gloria Borsacchi e Mario Melani, ma “Niente è più forte dell’amore” e con questo scopo è nata l’associazione, presieduta da Mario. L’eredità di amore lasciata da Gianluca vive in progetti straordinari, ad Agliana e in Camerun con l’associazione “Gianluca Melani”. In Camerun è attiva in particolare a Bafia, dove le borse di studio dell’associazione hanno consentito a sedici ragazzi di diplomarsi: gli studi interrotti di Gianluca e il suo sorriso vivono in loro, come nell’aula polivalente intitolata a Gianluca e nell’associazione “Agiame” che porta avanti tanti altri progetti. Ad Agliana i progetti inclusivi sono diventati servizi per le famiglie e per la comunità, guidati da operatori specializzati: teatro, attività motoria, danza, musica, ceramica, ma anche il contatto con la natura con camminate all’aria aperta, gite nelle città d’arte, visite a musei e divertimento, con l’obiettivo di promuovere concretamente l’autonomia e l’indipendenza. Gloria è stata premiata il 7 marzo, dall’assessore alle politiche sociali Greta Avvanzo, nella Casa delle associazioni che ospita anche l’attività della Gianluca Melani.

 

Una targa in memoria di Rodolfo Bonacchi, ex calciatore di serie A, l’unico aglianese che ha indossato la maglia neroverde e quella della nazionale.

La targa è stata inaugurata all’ingresso dello stadio Bellucci, il 19 gennaio, nel giorno del 19° anniversario della morte di Bonacchi, avvenuta ad Agliana nel 2007. Alla cerimonia c’erano il sindaco Luca Benesperi con il consigliere delegato allo sport Tommaso Allori, Riccardo Bonacchi, figlio di Rodolfo, la nuora Paola, i nipoti Leonardo e Lorenzo e il loro cuginetto Niccolò, il presidente dell’Am Aglianese Lorenzo Mazzetti, delegati della Federazione, ex giocatori, sportivi e amici. Per Benesperi e Allori l’auspicio è: «Che la storia di Rodolfo Bonacchi sia di ispirazione per tanti giovani». Iniziò l’attività di calciatore ad Agliana, nella Robur e poi nell’Aglianese. Ben presto fu conteso tra Pistoiese ed Empoli: la spuntò quest’ultima grazie al talent scout Franceschini. Pochi anni dopo era nel Lecco in serie B e poi contribuì al passaggio della squadra lombarda in serie A. Proprio quando indossava la maglia del Lecco, il 7 maggio del 1959, nella nazionale giovanile Bonacchi disputò una partita contro l’Inghilterra, allo stadio San Siro di Milano, di fronte a più di 70mila spettatori. Tra i compagni di squadra ebbe Bruno Bolchi e Mario Corso. Nel 1960 era stato convocato per le Olimpiadi a Roma, ma dovette rinunciare per uno strappo muscolare. Terminata la carriera da professionista rimase legato ad Agliana e attivo nel calcio locale. Fu dirigente dell’Aglianese negli anni del passaggio dalla terza categoria in D. In particolare teneva alla Boys Agliana, l’altra società locale che aveva contribuito a fondare.

 

Il 20 gennaio sono iniziati i lavori per la nuova sede della biblioteca comunale di Agliana. In sei mesi il cantiere dovrebbe essere completato.

La biblioteca comunale Angela Marcesini è da diversi anni in una sede provvisoria in via Curiel, sopra la Casa della salute, in locali di proprietà del comune di Agliana. L’amministrazione guidata da Luca Benesperi, fino dal primo mandato, aveva tra i principali obiettivi quello di dare alla biblioteca una nuova sede, poi concretizzato con l’acquisto dei locali ex Coop, in zona centrale che si affacciano sul parcheggio di via Puccini, di fronte alla scuola primaria Gianni Rodari, adiacenti alla Casa della salute. L’iter per l’acquisto prese il via a novembre 2023 con la delibera di giunta, seguita dall’approvazione unanime del consiglio comunale e la stipula del contratto a dicembre 2023. Inizialmente vennero acquistati due lotti, circa 500 metri quadrati per un investimento, (comprensivo di ristrutturazione e allestimento) di 875mila euro, di cui 250mila come contributo della Fondazione Caript. Cifra che comprende anche un progetto di massima redatto dagli architetti di Unicoop Firenze e l’acquisizione del parcheggio davanti all’edificio. Il terzo lotto dei locali ex Coop (già utilizzati in affitto come archivio della biblioteca) venne acquistato nel 2024 (circa 250 metri quadrati), per un importo di 800mila euro, finanziato con l’avanzo di amministrazione disponibile. Il nuovo polo culturale sarà dunque allestito in uno spazio di 720 metri quadri e, oltre a tutti i servizi, accoglierà il patrimonio librario della biblioteca di circa 40mila volumi, più il “Fondo Risaliti”, prezioso archivio di Renato Risaliti, docente universitario, scrittore ed ex sindaco di Agliana, che aprì la biblioteca comunale aglianese nel 1972, quando era assessore alla cultura. Il “Fondo Risaliti” venne donato al Comune dal figlio Roberto dopo la morte del padre. 

 

Al Capitini, il “Giardino di legalità” è stato intitolato a Rocco Chinnici, il magistrato ucciso dalla mafia il 29 luglio 1983 a Palermo.

Qui Chinnici è stato rafficurato in un mureales realizzato dall’artista Ldb, dove si vede ritratto in primo piano e alle sue spalle altri due magistrati vittime della mafia: Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. L’inaugurazione si è svolta il 3 marzo, in presenza di Giovanni Chinnici (figlio del magistrato) e Tina Montinaro (vedova di Antonio Montinaro caposcorta di Giovanni Falcone). Hanno partecipato le autorità, la dirigente scolastica Marina De Somma, docenti e studenti. Grande emozione quando l’opera, ricoperta dalla bandiera tricolore, è stata scoperta rivelando un messaggio potente che parla il linguaggio dei giovani. Chinnici è stato il magistrato che ideò il “pool antimafia” e che pagò con la vita la sua lotta per la giustizia. La giornata è proseguita al Teatro Manzoni di Pistoia, dove gli studenti hanno incontrato figure chiave della lotta alla malavita. Una iniziativa supportata da provincia di Pistoia, comune di Pistoia, regione Toscana e Banca Alta Toscana.

 

«Un pensiero mi attraversa la testa e mi chiedo se ci sarà mai qualcuno che leggerà questo racconto e dirà: ma chi se ne frega di queste cose! Sai quanti ragazzi, in quegli anni, hanno lasciato le loro case di campagna, di contadini? Ed è verissimo. Ma quella era la mia casa». Questa riflessione schietta, contenuta nel bel libriccino “La strada per andare dai nonni”, dell’esordiente scrittore aglianese Attilio Bracciali, edito da Albatros, racchiude meglio di qualsiasi sinossi il significato stesso dell’opera.

Si tratta dunque in prima battuta, di un racconto in stile pavesiano, sull’infanzia contadina dell’autore, oggi pensionato, figlio di mezzadri della Valdichiana. Il pretesto per la stesura di questo diario di vita è stato un viaggio fatto recentemente da Attilio con la moglie Anna, nei luoghi dove ha vissuto fino a 13 anni. Quindi la narrazione intreccia inevitabilmente passato e presente, le riflessioni lucide di un settantenne, con il ricordo di un bimbo che viveva fra campi, cortili e stalle, libero come può esserlo solo un ragazzino in sella alla sua bicicletta.

Ma c’è di più. “La strada per andare dai nonni” riesce con una prosa asciutta ed efficace, a fermare su carta l’essenza stessa di un mondo rurale che si preparava a scomparire alle soglie del boom economico degli anni ’60. Qui ritroviamo soprattutto il resoconto dei ritmi secolari delle stagioni, dalla coltivazione ed essicazione del tabacco, fino alla macellazione dei maiali e alla battitura del grano; ma leggiamo anche delle proteste contadine contro il padrone esoso e della scelta dolorosa della famiglia Bracciali di lasciare la campagna aretina in cerca di una vita migliore in provincia di Pistoia. In sintesi rivediamo la storia dei nostri avi. Però, nonostante una buona dose di comprensibile nostalgia per quell’universo bucolico fatto di natura ed affetti, Attilio cerca di non scivolare nel luogo comune del “si stava meglio quando si stava peggio”; la sua non vuole essere una difesa strenua del primato morale della civiltà preindustriale sulla modernità, come avrebbe fatto Pasolini. Anzi, nelle sue riflessioni non manca di annotare che oggi si vive in maniera più dignitosa rispetto a quei contadini che dovevano rendere conto di tutto al proprietario terriero e ai suoi sodali. Semplicemente l’autore ci invita a sfogliare l’album della sua infanzia – che diventa metafora di tante altre infanzie – come farebbe un nonno con suo nipote, in un ideale passaggio di testimone. E di questo legame fra passato e presente, oggi ne abbiamo davvero bisogno.

Il libro è disponibile on line.

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