La Bottega della Pasta Fresca – 30 anni di attività

La Bottega della Pasta Fresca – 30 anni di attività

di Marco Bagnoli

settembre 2021

La Bottega della Pasta Fresca” di Nicla e Antonio festeggia i trent’anni di attività: congratulazioni! Doveva essere infatti all’incirca il ’90 o il ’91 quando Nicla Magni dette inizio alle operazioni nei locali della macelleria del fratello Magnino, in via 24 settembre. Per il primo anno lavorò da sola, mentre Antonio Di Dio era ancora impegnato coi telai, ma intorno al 1993 anche Antonio decise di mettersi alla prova, con tutta la sua buona volontà.

Fin dall’inizio, e così ancora oggi, i due hanno sempre lavorato al dettaglio, nel senso che non hanno mai battuto più di tanto la carta del servizio all’ingrosso. In verità, poi, quella della pasta fresca si è su su rivelata un’attività sempre più marginale, dal momento che la clientela chiedeva loro non tanto la pasta fresca, ma proprio qualcosa di pronto da portare a casa; ecco che allora hanno fatto il loro ingresso le lasagne e i polli. E da subito tutto è sempre stato prodotto internamente, lavorando le carni direttamente a partire dalla materia prima, sia per gli arrosti che per i sughi e i ripieni. Nel 1996, o doveva essere il ’97, ecco che Nicla e Antonio si trasferiscono in via Alessandrini. La clientela seguitò come al solito ad accorrere fluida, dal vicinato, ma anche dalla Ferruccia, e da Prato e Pistoia.

Il trucco sta proprio nella cucina tipicamente casalinga – nel senso che anche loro a casa mangiano le stesse cose, mica si mettono a cucinare la sera. Certo che in questi trent’anni ne hanno vista di pasta e di polli – e proprio questi li conoscono bene, anzi, sono loro che conoscono bene Nicla e Antonio! Per loro il rapporto col cliente è diventato qualcosa di più della stessa fiducia, è come rivolgersi a qualcuno di famiglia.

Negli ultimi dieci anni ci sono state un po’ di altalene, con la flessione nel lavoro, poi qualche ripresa, in particolare il cambio dell’euro all’epoca si è rivelato poco opportuno. E poi c’è stato il Covid: durante il primo lockdown Nicla e Antonio sono rimasti chiusi, tanto tutti dovevano starsene in casa; nella seconda fase invece hanno svolto quel servizio portato avanti dai ristoranti, che però erano chiusi. Ecco, questo è un concetto molto caro a loro due, il servizio: nel senso che un giorno, fra cento anni, i clienti rimpiangeranno come Nicla e Antonio li mettevano a tavola, come andare a tavola con qualcuno di famiglia.

E poi si ricordano indietro nel tempo, quando Agliana era piena di tessile, e la gente passava tutta la settimana per prendere da mangiare; coll’andar del tempo questo è un po’ cambiato, adesso la gente si fa viva magari nel fine settimana, per il gusto di mangiare quello che le piace – e hai detto niente! Certo, come lavoro è un lavoro duro, spesso cominci alle cinque di mattina e vai avanti fino a sera – e poi ci sono i sabati e le domeniche, e le feste comandate. Le figlie di Nicla e Antonio, Carolina e Camilla, nella vita fanno tutt’altro, ma qui si entra nel capitolo delle scelte dei figli, quindi è inutile discutere. E allora? Allora ci si mette a tavola, tutti insieme. Abbiamo lasagne, cannoli, ravioli, gnocchi di patate, e poi il girarrosto, i polli, gli spiedini di mare, i contorni – anche il pane e la schiacciata, li fanno sempre loro…

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