Concludendo – Sei di Noidiqua se…

Concludendo – Sei di Noidiqua se…

di Massimo Cappelli. Foto: Adriano Tesi.

marzo 2014

La foto di gruppo fatta ai tempi della scuola, la foto di famiglia un po’ ingiallita ritrovata nella scatola di latta dei biscotti, quel personaggio di paese che tutti conoscevano ormai scomparso da tempo, o quel modo di dire che si usava da ragazzi. Tutti questi ricordi, questi quadri di vita vissuta, risiedono nella nostra memoria, hanno contribuito a nutrire la nostra mente e, se risvegliati, ci fanno diventare contemporaneamente, registi, attori e spettatori di veri e propri film mentali, regalandoci piacevoli emozioni. Questa intuizione è stata, fra l’altro, la sostanziale concezione, divenuta poi la linea editoriale di NoiDiQua. Il successo che il nostro giornale si è guadagnato nei suoi primi sette anni, mette in evidenza il fatto di quanto funzioni questo processo emozionale, di quanto il nostro passato sia ancora vivo, e di quanto ci voglia poco a riaccenderlo dentro di noi.

Da un po’ di tempo, queste pennellate nostalgiche stanno “dipingendo” anche la rete, principalmente Facebook, dove stanno nascendo, in tutta Italia e forse in tutto il mondo, dei numerosissimi gruppi di persone che pubblicano foto, ricordi, aneddoti, frasi e quant’altro. Tanto per rammentarne qualcuno vicino a noi: “Sei di Quarrata se…”, gruppo creato dal quarratino (trasferito a Fucecchio) Leonardo Innocenti (quasi 2.000 iscritti!), con a capofila Nicola Giuntini, uno dei più assidui fruitori, che ogni giorno inserisce nuovo materiale. “I ragazzi del Matteotti” creato dal musicista aglianese Luca Nesti con il sostanzioso contributo del fotografo Daniele Neri che posta fotografie rare e molto curiose, portando alla ribalta tanti personaggi entrati nell’immaginario aglianese. Anche Montale ha il suo gruppo “Non sei di Montale se…” seguito dalla signora Teresa Ginanni, persona molto conosciuta in quanto Responsabile dell’Ufficio Cultura del Comune montalese.

Questa tendenza dai tratti un po’ amarcord, dunque, oggi sta spopolando, ma concedetemi la vanità di affermare che la prima piazza virtuale cartacea, sette anni fa, e in tempi non sospetti, l’hanno inventata, il sottoscritto, Vito Melani e Giancarlo Zampini, il quale, poi, l’ha messa anche in pratica dando vita al periodico che state leggendo. C’è da dire però che la rete oggi offre di più: con la sua piazza virtuale infatti, regala un’immediata interattività fra tutti i componenti del gruppo. Le persone più attempate, oltre che rivivere in proprio i vecchi momenti, si appestano a commentarli, in maniera da soddisfare anche la curiosità dei più giovani, informandoli sui cambiamenti relativi alla trasformazione urbana, al mutamento dei luoghi di ritrovo cittadini e alle persone che non ci sono più. Tuttavia guardando attentamente le immagini ci rendiamo conto che, a parte  la tecnologia, non è cambiato molto nel tempo; i giovani sono sempre giovani in qualsiasi epoca essi vivano, cambiano solo i contesti e i colori, sbiaditi o assenti, nelle foto più vecchie. Guardando attentamente le foto, si scopre che anche le mode, in qualche maniera, tendono a riciclarsi.

Riconoscendo però i personaggi ancora in vita, resta costante solo la certezza che i giovani di oggi saranno inevitabilmente gli anziani di domani, e questo aggiunge un tono malinconico all’atmosfera già di per sé nostalgica. In un mondo che cambia così velocemente però, i punti fermi restano sempre attuali; gli aggiornamenti galoppanti sono destinati solo ai software dei computer, mentre ci sono patrimoni che appartengono alla memoria collettiva e continuano ad emozionarci da secoli, senza bisogno di essere aggiornati, come La Traviata di Verdi, la Gioconda di Leonardo e il David di Michelangelo. Lasciate quindi che esprimere una considerazione sul concetto di memoria e ricordo: la prima, grande serbatoio di elementi e archivio personale, i ricordi invece, sono una riserva di emozioni che danno risalto al nostro vissuto personale o collettivo, storico o soggettivo.

Tornando ai gruppi di Facebook, bisognerebbe prendere spunto dai nostri amici montalesi, quarratini e aglianesi che, con i contenuti acquisiti sulla rete, stanno pensando di fare una pubblicazione il cui ricavato andrà in beneficenza, oppure hanno messo la piazza virtuale al servizio di quella reale, dando vita a ritrovi ecologici, incontri, cene o quant’altro possa mettere in funzione tutti i cinque sensi: udito, tatto e olfatto compresi.  Anche se in certi casi…

Ciao, alla prossima.

 

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