“I luoghi di Galileo Chini” – passeggiata didattica tra le frazioni di collina

“I luoghi di Galileo Chini” – passeggiata didattica tra le frazioni di collina

di David Colzi

giugno 2026

Domenica 17 maggio il “Gruppo podistico trekking e cammino Montale”, con la “Croce D’Oro di Montale”, il “Centro Sportivo Italiano” e in collaborazione con “Auser Montale aps”, patrocinati dal Comune, hanno organizzato un’interessante passeggiata didattica, dal titolo: “I luoghi di Galileo Chini – percorso tra Fognano, Striglianella e Tobbiana”.

L’iniziativa è nata in seguito alla segnalazione dell’architetto Letizia Gelli, sulla presenza a Montale del grande pittore, decoratore, grafico e ceramista fiorentino Galileo Chini (1873 – 1956), fra i più significativi esponenti del Liberty italiano. Nello specifico Chini, è stato sfollato nel borgo di Merlaia a Striglianella nel 1944 e in quel periodo ha realizzato una trentina di piccoli quadri en plein air, che raffiguravano scorci della collina montalese, i borghi e i campi, di cui alcuni di questi sono rimasti quasi immutati in ottant’anni. Partendo da queste considerazioni, e facendo affidamento al suo occhio esperto, lo storico locale Andrea Bolognesi – che ha contribuito agli studi dell’architetto Gelli – ha deciso di organizzare una passeggiata a tema, avendo appunto come filo conduttore, le opere dell’artista.

Nello specifico, sono stati visitati: la chiesa e la canonica di Fognano, il Mulino, la chiesetta di San Giusto a Reticaia, Striglianella, la casa dove Chini abitò a Merlaia e dove dipinse, Tobbiana e la località i Menchi. All’evento hanno partecipato una trentina di persone ed altre si sono aggiunte durante la camminata che, dalle 9 di mattina, si è protratta fino alle 13, lungo un percorso di otto chilometri.

Riguardo l’evento, Bolognesi ha dichiarato soddisfatto: «Durante le varie soste, sono state messe a confronto le riproduzioni dei dipinti di Chini con il relativo paesaggio, suscitando molta curiosità nei partecipanti che hanno subito notato, oltre al pregio artistico dei quadri, anche la perfetta somiglianza con ciò che si è conservato, tanto che tutti hanno avuto la certezza che quello che vedevano nel dipinto non fosse frutto di fantasia, ma che fosse proprio una fedele riproduzione di com’era una volta». Il raffronto fra opere e realtà ha permesso inoltre ai partecipanti di rendersi conto dell’aspetto del borgo di Striglianella prima che fosse distrutto dalla rappresaglia nazista, avvenuta proprio nell’anno del soggiorno di Chini (foto in questo articolo). «A vedere la tranquillità e la pace che emanano i paesaggi che l’artista dipinse durante il suo soggiorno da sfollato a Striglianella, in località Merlaia, sembrerebbe impossibile che da lì a poco si sarebbe scatenata la barbarie della guerra con la fucilazione di cinque civili e la distruzione del paese» aggiunge Bolognesi.

Il motivo per cui Galileo Chini scelse proprio la collina montalese per sfuggire agli orrori del secondo conflitto mondiale, è tutt’oggi motivo di studio, ma ciò che conta è che il suo soggiorno dalle nostre parti, ha permesso a Montale di entrare nelle opere di un artista di fama nazionale, il cui contributo artistico resterà nella Storia del Novecento.

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