Fratellanza Lavoratori Tobbianesi – una storia iniziata 70 anni fa

Fratellanza Lavoratori Tobbianesi – una storia iniziata 70 anni fa

di Marco Bagnoli. Ph: Foto olympia

giugno 2020

Questa è una vicenda che si inerpica nel tempo, e si abbraccia alla storia familiare di un paese come Tobbiana. La fratellanza nasce infatti il 26 settembre del 1950, quando dieci tobbianesi si trovano di comune accordo per acquistare un terreno, sito appunto a Tobbiana, sul quale edificare la cooperativa di consumo del popolo di Tobbiana, e trasferirvi la casa del popolo, a sua volta ubicata nella vecchia sede della casa del fascio, e di proprietà di una suora che percepiva regolare affitto. 

I lavori cominciano e dopo quindici anni viene ultimata anche la gloriosa sala da ballo, il dancing “La Rocca”, mitico luogo di ritrovo tra gli anni ’60 e i ’70 per i giovani di Montale, Agliana e Prato, che accorrevano per ascoltare la musica dal vivo di Giorgio Gaber, Don Backy, Massimo Ranieri o Mal dei Primitives; alla serata di inaugurazione c’era nientemeno che Mike Bongiorno. La sala esiste ancora, ed è uno splendido esempio di vero vintage d’annata. Col passare degli anni l’originaria denominazione della fratellanza verrà modificata nella sostanza in una associazione, nel 2010, per volere dei cinque fondatori ancora in vita, allo scopo di trasformarla in una realtà veramente a disposizione del popolo di Tobbiana. 

Dei duecento soci toccati dall’associazione nel suo momento di maggior affluenza se ne contano oggi una quarantina, di un’età compresa tra i trent’anni scarsi e gli ottanta e passa. L’associazione si occupa di garantire il tempo del riposo e della ricreazione per i lavoratori, ma anche la loro elevazione culturale e morale, organizzando eventi e promuovendo il più possibile una concreta attuazione dei principi democratici della Costituzione della Repubblica Italiana, pur nella sua assoluta vocazione apartitica, senza scopo di lucro. 

Lo scorso anno si sono celebrate la Giornata della memoria e quella della donna, nel mese di marzo, oltre alla presentazione di due libri, la rivista dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Pistoia, incentrata sul miracolo economico a Pistoia, e il libro di Daniela Faralli, che parla proprio della casa del popolo di Tobbiana, “Un affare di paese”. Grandi festeggiamenti sono in vista per il settantesimo dalla fondazione, in settembre. La struttura dell’associazione è inoltre la sede del C.S.B. Tobbiana, che ha vinto il campionato toscano di biliardo per due stagioni, e della Proloco, in grado di organizzare affollati eventi conviviali e non solo. È presente inoltre un distaccamento della Croce d’oro e un piccolo gruppo dell’Auser dedito alla ginnastica nella terza età. Il consiglio è composto dal presidente Fernando Faralli, che ritrova qui la consorte, Derna Giandonati, e la figlia Daniela, la segretaria, oltre a Lorenzo Vagnozzi, il vicepresidente, Renzo Signori, Renzo Vannucci, Mauro Lucchesi, Ulderigo Meoni e Roberto Nesi, tutti più o meno imparentati coi dieci fondatori. Ci piace comunque ricordare i cinque fondatori che nel 2010 si preoccuparono di slegare il proprio nome dalle sorti dell’associazione, per fare in modo che diventasse una cosa di tutti: Alimo Giandonati, Lauretto Nesi, Domenico Meoni detto “Blecche”, Giuseppe Signori detto “Cecchino”, e infine Benito Innocenti, il solo ancora tra noi. 

In occasione del recente lockdown, che si spera di essersi definitivamente lasciati alle spalle, la Fratellanza si è adoperata a una raccolta alimentare in collaborazione con la Conad di Tobbiana, in favore delle famiglie più bisognose del comune; e in accoppiata con la C.S.B. ha unito un proprio contributo in denaro. Il frutto di questa duplice raccolta è stato affidato al Comune di Montale, che ha provveduto alla distribuzione grazie alle forze territoriali della Croce d’oro e della Misericordia.

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