Il pugilato a Montale

Il pugilato a Montale

di Marco Bagnoli

dicembre 2016
Lo scorso 15 luglio si è svolta a Montale una serata di sport del tutto eccezionale: si è trattato del ritorno della boxe dopo un’assenza di quarant’anni, quando a organizzare fu Votino Fedele, a sua volta ex pugile e noto commerciante di Montale. Artefice della serata il Comitato Festeggiamenti Montale, lo stesso che si occupa del Torneo dei rioni, la Pugilistica pratese, che si è occupata della parte organizzativa, e gli immancabili sponsor, la Co.Eg snc edile, Votino supermercati e Central gomme. Va ricordata anche la presenza della misericordia di Montale, che si è resa disponibile con un’ambulanza è col supporto medico a bordo ring. Il tutto a consentito lo svolgimento di una bella serata di sport e aggregazione, lasciando auspicare il meglio per l’anno che verrà. I trecento ingressi paganti hanno contribuito al rientro delle spese – i pugili, gli arbitri, i vari tecnici luci e suono – e hanno addirittura assicurato un piccolo margine di guadagno. La serata si è svolta nell’ambito dell’ormai consueto Torneo dei rioni, con l’allestimento del ring all’interno del perimetro di gioco. Si sono svolti sette incontri, a partire dai dilettanti junior di quindici-sedici anni fino agli ultimi due disputati dagli elite senza caschetto sui trent’anni, la categoria prossima al professionismo. L’ultimo match ha visto il ritorno sul ring dopo ben quindici anni di Tony Del Re. Ospite della serata il due volte campione dei pesi Welter Francesco Di Fiore di Prato.
A mettere in moto l’intero meccanismo è stato Lello Galotta, titolare della Co.Eg snc e grande appassionato di boxe. Nei suoi trascorsi, oltre al calcio, al paracadutismo e al motociclismo, c’era infatti la boxe – e c’è ancora, dal momento che continua ad allenarsi. A suo tempo, intorno i sedici anni, Lello abbandonò il mondo del calcio per avvicinarsi a quello dei guantoni, iscrivendosi proprio alla Pugilistica pratese. Sceso dal ring verso i ventiquattro anni per impegni di lavoro, la passione gli si riaccende quando il figlio maggiore, Andrea, all’epoca diciassettenne, decide a sua volta di abbandonare il pallone per seguire il padre in palestra. A quel punto i giochi erano fatti e la passione si era ormai trasmessa, nel migliore dei modi, di padre in figlio. Lo stesso Andrea, già campione regionale di pesi massimi al Torneo Nepi 2016 di Firenze avrebbe dovuto disputare un incontro nel corso della serata, salvo dover rinunciare per un infortunio alla spalla. Lello propose questa serata di boxe nell’ambito della festa delle Quarant’ore, per il maggio di quest’anno, ma gli organizzatori giudicarono lo sport poco confacente all’atmosfera della festività religiosa. Sarà il Comune, a sua volta contattato dalla Pugilistica pratese, a riprendere in mano la questione per inserirla in un contesto più consono, quello appunto del Torneo dei rioni.
La situazione della boxe a Montale rispecchia la condizione di nicchia che questo sport sperimenta anche a livello nazionale, ormai marginalizzato dai grandi sponsor e dal calcio che occupa da solo quasi tutto lo spazio; allestire una palestra per il pugilato qua a Montale significherebbe ottenere dal Comune la copertura della totalità delle spese, in modo da consentire una retta per i partecipanti in linea con la vocazione popolare che contraddistingue questo sport; un tipo di disponibilità che al momento il Comune non si può consentire. Per questo motivo ci si è appoggiati alla Pugilistica pratese – anche perché di pugili veri Montale ne è rimasto solo uno, proprio Andrea Galotta, uno da sette allenamenti la settimana, uno che dopo il lavoro si rinchiude in palestra – insomma uno serio. 
«Il pugilato è uno sport che fa molto bene, allo spirito e al corpo», ci dice Lello: «insegna il rispetto delle regole, quello per l’avversario e per se stessi. Sono contento che questa bella serata abbia consentito di sfatare la cattiva nomea che il pugilato si porta dietro, quando alla fine è molto più facile litigare a una partita di calcio che a bordo ring».

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