La storia dei monumenti della piazza centrale

La storia dei monumenti della piazza centrale

di Giacomo Bini

marzo 2026

Nell’archivio storico del Comune di Montale i documenti che parlano del primo monumento ai caduti, dedicato ai montalesi morti nella Grande Guerra, sono entrambi del 1922, uno del luglio e uno del dicembre, prima e dopo l’avvento del fascismo avvenuto nell’ottobre di quello stesso anno. Quello di luglio è una delibera di giunta che dispone l’ampliamento della piazza per renderla più adatta ad ospitare il monumento ai caduti, la cui realizzazione è iniziativa di un Comitato presieduto dall’esponente del partito fascista locale Giulio Diddi, mentre il Partito Nazionale Fascista si impegna ad accollarsi le spese.

Ecco il testo della delibera datata 24 luglio: «Veduta la domanda del signor Diddi Giulio, Presidente del comitato per l’erezione di un monumento ai caduti di guerra, con la quale avvertiva che la sezione locale del Partito Nazionale Fascista provvede a proprie spese al pagamento dell’opera, affidata alla Fonderia Pasquali di Pistoia, e fa presente che è intendimento del Comune di collocare il monumento nella piazza della Chiesa e per conseguenza viene a rendersi necessaria l’espropriazione di una certa superficie di terreno, dato che la ristrettezza della piazza non si accorderebbe con le proporzioni del monumento, la giunta mentre plaude alla nobile iniziativa del Comitato alla quale augura felice e meritato successo,  desiderando secondare nel miglior modo possibile la direttiva del comitato ravvisa l’opportunità di proporre l’ampliamento della piazza della Chiesa che dopo tutto è da tempo richiesto anche dalla popolazione, si ordina e con voti unanimi delibera di dare incarico di approntare subito subito  il progetto di ampliamento della detta piazza tenendo conto delle dimensioni del monumento dopo di ché sarà avviata la pratica di espropriazione del terreno»

L’ 11 dicembre, un mese e mezzo dopo la marcia su Roma e la formazione del governo Mussolini, un decreto del Commissario Prefettizio dispone il cambiamento del nome della piazza centrale di Montale, fino ad allora piazza della Chiesa, a cui viene dato il nome del re d’Italia Vittorio Emanuele III.  Ed ecco un passo centrale del decreto prefettizio intitolato “Cambiamento del nome della piazza”: «Considerato che la popolazione di Montale con unanime consenso ha voluto che la detta piazza uscisse dalle anguste proporzioni in cui si trovava e che le conservavano il carattere di località di sosta dei fedeli diretti alle sacre funzioni e prendesse forme e dimensioni consone allo sviluppo edilizio e civile del paese e meglio rispondesse alle leggi del decoro e dell’estetica, bisogno maggiormente sentito in quest’ultimo periodo di tempo in cui la piazza veniva designata ad accogliere il monumento artistico che auspici volontari fascisti locali, il popolo montalese deliberava di dedicare alla memoria venerata dei suoi figli caduti per la devozione e la miglior fortuna della patria».

Il monumento consisteva in un obelisco, sulla cui sommità si ergeva una statua della vittoria alata realizzata dallo scultore Ferruccio Pasquali, della omonima fonderia di Pistoia.  Sulla base quadrangolare dell’obelisco, si trovavano delle targhe in bronzo con i nomi dei montalesi morti nella Grande Guerra del 1914-18. La statua della vittoria alata fu tolta dal monumento durante la seconda guerra mondiale, nel 1942, e insieme ad altri fregi venne fusa nell’ambito della raccolta di metallo per la patria promossa dal regime fascista.

Dopo la seconda guerra mondiale l’amministrazione comunale di Montale decise di sostituire il vecchio monumento con uno nuovo. La giunta guidata dal sindaco Vasco Topazzi incaricò di realizzare il nuovo monumento un artista montalese di fama nazionale, Benso Vignolini. Il nuovo monumento, che è ancora presente nella piazza del paese, è costituito da tre stele contenenti ciascuna un bassorilievo che ricorda i morti della Prima Guerra Mondiale, della seconda guerra mondiale e della lotta partigiana di liberazione.

Il nuovo monumento fu inaugurato nel 1969, cinque anni dopo la morte dello scultore Benso Vignolini che lo aveva ideato e progettato. Il vecchio obelisco, che fu rimosso dalla piazza, è stato ritrovato molti anni dopo, nello spazio esterno della Smilea, quando, nel 1995, fu acquistata dal Comune di Montale. La giunta decise di recuperarlo e, con il contributo fondamentale del gruppo alpini, fu collocato nel parco dell’Aringhese, ora parco Sandro Pertini. Furono rifatte tre delle quattro lastre di bronzo contenenti i nomi dei caduti (una era stata ritrovata insieme alle altre parti dell’obelisco), furono rivisti e integrati gli elenchi dei caduti e furono aggiunti anche i nomi dei civili vittime delle stragi nazifasciste e i nomi dei deportati nei lager. L’inaugurazione all’Aringhese avvenne nel 1997.

Va poi ricordato che nel 2024 è stato inaugurato in piazza un nuovo monumento dedicato ai caduti delle forze dell’ordine e dei servitori dello stato realizzato dall’artista Emilio Isgrò in seguito ad una donazione della famiglia Nesti.

 

Le immagini in bianco e nero, sono tratte dal libro: “Montale ieri e oggi”. Per il contributo alle informazioni storiche, si ringrazia Bruno Tempestini.

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