di Giacomo Bini. Ritratto: Gabriele Bellini
giugno 2026
Una testimonianza diretta vale più di ogni parola e così don Paolo Firindelli, Proposto di Montale, ha compiuto un viaggio in Palestina di una ventina di giorni nello scorso mese di gennaio. «Là si capisce davvero la vita» dice don Paolo «la vita senza aggettivi».
Il parroco nel suo viaggio ha visto tante cose e visitato tanti luoghi, tra questi un orfanotrofio a Betlemme, gestito dalle suore e la parrocchia di Gaza, quella della Sacra Famiglia guidata dal padre Gabriel Romanelli, il parroco che parlava al telefono con papa Francesco. Nell’orfanotrofio don Paolo ha visto bambini che hanno perso la famiglia, mutilati a causa dei bombardamenti, a Gaza ha conosciuto padre Romanelli e le suore, ha visto la distruzione all’esterno e ha provato di persona cosa significa avere poco, quasi nulla da mangiare.
Al suo ritorno, accogliendo il pressante invito dei suoi parrocchiani, ha raccontato la sua esperienza, il suo viaggio in Palestina, durante una serata emozionante in una chiesa piena di gente. Il Proposto ha riferito i fatti di cui è stato testimone, compresi i dettagli del viaggio, le difficoltà burocratiche, le sensazioni provate e gli incontri compiuti a partire dai contatti col Patriarcato Latino di Gerusalemme. Ha anche espresso alla comunità il fermo proposito di fare qualcosa di concreto per quella gente, in gran parte bambini, donne e uomini giovanissimi, che sono privi di tutto. Don Paolo ha cercato il modo giusto per far arrivare un aiuto grazie ai contatti mantenuti con il Patriarcato Latino di Gerusalemme, con l’orfanotrofio di Betlemme e soprattutto con il parroco di Gaza don Romanelli.
L’intuizione di papa Francesco di usare le telefonate a don Romanelli per far sapere al mondo la sua vicinanza alla parrocchia di Gaza, ha ispirato don Paolo che ha organizzato una videochiamata con la superiora delle suore di Gaza suor Maria di Gesù. La suora ha parlato con don Paolo e con alcuni parrocchiani ed ha risposto alle domande sulle condizioni dei bambini e della popolazione, sulla tregua solo apparente perché ancora ogni giorno ci sono morti, sulla scuola che faticosamente la parrocchia di Gaza ha rimesso in funzione, sia pure parzialmente rispetto alla situazione precedente alla guerra, perché negli edifici delle scuole vivono le persone che hanno perso la casa.
Il proposto di Montale ha trasmesso la registrazione della videochiamata durante le celebrazioni delle Sante Messe principali della domenica successiva, al posto della consueta omelia. La testimonianza diretta della suora di Gaza ha avuto più valore di ogni altra parola. A quel punto è partita, sempre su iniziativa di Firindelli, una raccolta di fondi in favore della popolazione di Gaza, e in pochi giorni sono stati messi insieme novemila 46euro che sono stati versati direttamente in un Iban di un conto corrente direttamente a disposizione della parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza, soldi destinati a beni di prima necessità e medicinali.
Dopo la raccolta c’è stata una nuova video-chiamata stavolta con il parroco di Gaza don Gabriel Romanelli che ha parlato con don Paolo e alcuni parrocchiani per una quarantina di minuti su come si vive nella sua parrocchia, sulla straordinaria religiosità dei suoi parrocchiani, sulle scuole e anche sulla guerra, che non è affatto finita. Grazie a don Paolo, al suo viaggio, alle sue video-chiamate e ai contatti che mantiene con don Romanelli e con il Patriarcato, la comunità di Montale non solo si è mobilitata con generosità, ma si sente vicina a quella popolazione sofferente.






