Il monumento dell’Aringhese

Il monumento dell’Aringhese

di Marco Bagnoli. Foto: Gabriele Bellini

maggio 2013

La comunicazione dei nostri giorni ci riversa di continuo cifre e numeri, i milioni dell’indebitamento pubblico, le tonnellate di CO2, e così via, non ultimi anche gli aggiornamenti dell’ultimo conflitto in corso, nell’ennesimo teatro di guerra troppo lontano, o troppo spesso ripetuto perché possa ancora sortire una qualche impressione. Anche gli avvenimenti dei decenni passati sfumano leggermente nella massa esondante dell’informazione – il più delle volte, poi, siamo concentrati sui dati salienti della nostra biografia personale, una lente quanto mai propensa alla deformazione soggettiva. Se queste pagine di storia fossero scritte nella pietra, con lettere di bronzo, forse potremmo fare affidamento su un dato di confronto certo, immutabile.

Il monumento del parco dell’Aringhese svolge un po’ questa funzione; oltretutto parla di noi, mentre racconta i piccoli bordi della grande Storia con la esse maiuscola. Il grande obelisco ricorda, nelle lastre in bronzo poste sui quattro lati della base, i nomi dei caduti montalesi nella prima e nella seconda guerra mondiale, le due stele al fianco dell’obelisco sono dedicate alla memoria delle vittime civili della seconda guerra mondiale e dei caduti nei campi di concentramento tedeschi. Le stragi compiute in Toscana tra il 1943 e il 1945 sono circa 200, equamente ripartite nelle diverse province, con una cadenza pressoché giornaliera, quella di Pistoia ne conta quattordici, tutte nel 1944, centoquarantaquattro le vittime, per la quasi totalità civili oggetto di rappresaglie. Il Comune di Montale ha ricevuto recentemente la medaglia di bronzo al valor civile per le vittime delle stragi nazi-fasciste compiute sul suo territorio. Il Comune ha ricordato le vittime, 39 in tutto, con una pubblicazione nelle quali ad ognuna è dedicato un profilo biografico. Nelle due stele accanto al monumento dell’Aringhese sono incisi 21 nomi.

 

L’elenco delle vittime infatti è stato aggiornato recentemente anche grazie alle ricerche svolte dall’assessorato alla cultura di Montale. I nomi presenti nelle stele del monumento sono i seguenti: Biancalani Imo, Biancalani Luigi, Cecchi Gino, Danesi Marcello, Davini Turiddo, Ferrati Brunetto, Meoni Alfonso, Meoni Rutilio, Nerozzi Dino, Peli Dante, Peli Guido, Tonsoni Elio, Vaccaio Vannino, Di Plinio Nicola, Mariotti Andrea, Mariotti Walter, Menicacci Amedeo, Lucchesi Primo, Torracchi Leonardo, Macera Hajdée, Bessi Giuseppe, Gambi Antonio, Giugni Anselmo, Malussi Luigi, Staderini Nello, Nesti Enzo, Santesi Francesco, Capecchi Brunetto, Franchi Alcide, Meoni Raffaello, Nesi Ezio, Risaliti Gino, Zampini Bruno.

Il ricordo dei caduti ci porta a riscoprire una vicenda poco conosciuta, legata proprio all’obelisco ospitato nel parco: il monumento era originariamente dedicato ai concittadini che avevano perso la vita nella guerra del ’15-’18, e difatti venne edificato nel 1922– ma non si trovava nella sua attuale collocazione, bensì nella piazza centrale, ora chiamata piazza Matteotti. Nel 1969 venne sostituito con un monumento ideato dallo dello scultore montalese Benso Vignolini. All’epoca la giunta comunale era guidata dal sindaco Vasco Topazzi; a questo punto, per clamoroso che possa sembrare, dell’obelisco originario si erano perse le tracce e il mistero sembrava oramai destinato a rimanere tale senonché, nel 1995, quando la Smilea passò di proprietà, fu incredibilmente ritrovato nel giardino esterno della villa, dove evidentemente aveva svolto una funzione d’arredo nel corso di tutti quegli anni. Infine nel 1997, l’assessore Lindo Meoni diede disposizioni affinché fosse collocato nel parco dell’Aringhese, ad opera dell’Associazione Nazionale Alpini della sezione di Montale, operosi e instancabile come al solito, che provvidero a porre rimedio a questa momentanea distrazione.

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