Juri Villani – il karate a Montale

Juri Villani – il karate a Montale

di Marco Bagnoli

giugno 2015

Abbiamo incontrato Juri Villani, un giovane istruttore di Karate da un paio d’anni divenuto anche lui un montalese a tutti gli effetti. Nonostante le capacità raggiunte e la tenacia costante per il conseguimento di nuove conoscenze, la prima domanda è però a beneficio di coloro che del Karate sanno poco o nulla:

 

Che cos’è il Karate?

Il Karate è un arte marziale, cioè una disciplina focalizzata alla difesa personale e al combattimento; a livello fisico comporta un lavoro diversificato sul corpo – prevede esercizi di stretching, mobilità articolare e di respirazione, che hanno come scopo anche il benessere generale, ancor prima di addentrarsi poi nell’apprendimento tecnico del combattimento. Esistono un’infinità di tipologie di Karate, ognuno imperniato su un particolare aspetto tecnico o “concettuale”: quello che pratico io, che studio e che a mia volta insegno è un Karate focalizzato sul combattimento e si chiama Karate Kyokushin, che è anche il nome di una scuola, un combattimento a contatto pieno – “full contact” – cioè i colpi quando sono portati non sono controllati o figurati, come avviene in altre scuole.

Come ti sei avvicinato a questa disciplina? Sei stato magari trascinato da alcuni cartoni animati giapponesi?

Ho iniziato da dieci anni, quando ancora abitavo a Serravalle, in una scuola di Quarrata e Agliana, facevo Karate tradizionale; poi dopo alcuni anni sono passato a dedicarmi al tipo che sto ancora studiando, col maestro Andrea Stoppa di Pordenone, direttore tecnico nazionale della scuola Shin Budo. Poi a livello internazionale è possibile imparare da altre scuole di differente orientamento, in una condizione di assoluta parità – non esistono scuole “migliori”, ci sono solo delle scuola differenti. Ho iniziato per cercare di superare una certa insicurezza che mi sentivo addosso, un certo timore ad affrontare lo sport – avevo solo diciassette anni, me lo ricordo perché non avevo ancora la patente – e anche un po’ per l’autodifesa, per la curiosità verso qualcosa che all’epoca era un po’ meno avvicinabile di quanto non sia oggi, ma i cartoni non c’entrano! E’ nato come un hobby e passo passo è diventato il mio lavoro.

Mi dicevi che sei insegnante e non “Maestro”…

Sì, soprattutto nel campo delle arti marziali questo termine presuppone un bagaglio di conoscenze e capacità ben al di sopra della media – e anche della media degli insegnanti!

Parlami della scuola.

La scuola qua a Montale è nata da settembre – ho lavorato negli anni scorsi a Pistoia, prima di trasferirmi a Tobbiana; la scuola consiste in un corso adulti e in un corso bambini, per lavorare non solo sul fisico ma anche per cercare di migliorare emotivamente le persone, cercando di sviluppare una maggiore sicurezza nella vita di tutti i giorni e soprattutto sul piano agonistico nel momento in cui l’allievo si sente pronto a misurarsi in un combattimento “vero”. L’aspetto agonistico è molto duro, come ogni sport da combattimento, in modo progressivo ma inevitabile.

Sono più gli adulti o i bambini?

Più o meno gli stessi; inoltre la presenza anche di ragazze e bambine consente un lavoro di gruppo più completo e diversificato. Perché lo vogliono imparare? Perché gli piace! – nonostante il Karate non sia poi così conosciuto a livello mediatico – quindi molti vengono in palestra senza sapere cosa andranno a fare. La cosa importante è il divertimento, aldilà del lato strettamente sportivo – se ti diverti hai già centrato l’obiettivo.

Grazie, buon lavoro!

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