di David Colzi. Ph: Foto Olympia
marzo 2026
Continua la nostra visita al museo etno-demo-antropologico Casa di Zela di Quarrata, in cerca di oggetti curiosi del nostro passato. Ad accompagnarci c’è Ernesto Franchi, responsabile e guida del plesso.
Chi è nato nel secolo scorso sicuramente rammenterà la “Festa del grillo”, un appuntamento annuale che si teneva al parco delle Cascine di Firenze durante l’Ascensione, quindi quaranta giorni dopo la Pasqua. Per l’occasione tutta l’area si riempiva decine e decine di bancarelle, che richiamavano persone anche da fuori Toscana e alcuni arrivano persino con gite organizzate. In quel giorno si poteva trovare di tutto, dai vestiti al cibo, dai souvenir ai prodotti per la casa. Ma la vera attrazione erano i banchini dei “grillai”, cioè di coloro che vendevano grilli vivi, comprati dalle persone per deliziarsi col loro tipico richiamo, simbolo della bella stagione. Si potevano acquistare con o senza gabbietta, e addirittura c’era chi voleva la casina vuota per poi andare nei prati a caccia di qualche povero ortottero (… e con questa scusa, spesso le coppiette si appartavano!)
Ma come si individuava la tana dell’animaletto nel terreno? Come si faceva a catturarlo vivo? Poi come si nutriva? Questo lo dovrete chiedere a Ernesto, ex “grillaio”.
Comunque il perché di quella tradizione in quel giorno specifico dell’anno è tutt’oggi materia di dibattito e su internet troverete un’ampia letteratura. Quel che è certo è che ha radici antiche, basti pensare che sulla catena montuosa della Calvana, vi è un rilievo chiamato “Monte Cantagrilli”, dove i venditori andavano a rifornirsi fino al 1999, quando la vendita di quegli insetti è stata dichiarata ufficialmente fuorilegge.
Quel che a noi interessa oggi sono le piccole casette che li contenevano, di cui il museo conserva un’interessante collezione. Queste inizialmente erano fatte in maniera artigianale, e talvolta il risultato era eccellente, sebbene i materiali fossero di recupero, come le lamiere delle lattine (facilmente cesellabili) e gli attrezzi usati per produrle fossero improvvisati, come le lesine da calzolaio o le forbici da potatura. Anche su questo argomento Ernesto vi rivelerà dettagli e curiosità, dato che molte le hanno costruite lui e il suo babbo.




