Marina Februari – cosplayer e scrittrice

Marina Februari – cosplayer e scrittrice

di Marco Bagnoli

settembre 2026

Il mondo di Marina Februari è solidamente reale giusto quanto basta per dare sostanza ai sogni che si concede nella vita di tutti i giorni. Di lavoro fa la parrucchiera, che però, ci dice lei, è già di per sé abbastanza fantasioso. E poi c’è l’immaginazione: Marina è una cosplayer, e da poco anche un’autrice di libri per bambini. Ah, e tra realtà e immaginazione c’è anche il suo primo lavoro, quello di mamma. Lavora da tre anni a Quarrata, presso Rossella e Guido Hair Atelier, ha quarantotto anni e rivendica con orgoglio di aver vissuto la grande stagione dei cartoni animati giapponesi, quelli dalle mitiche sigle giustamente celebrate dalle molte tribute band, che in quegli anni ci sono un po’ rimaste… nel senso buono!

Non è un discorso da nostalgici dei tempi che furono, perché i bambini di oggi quelle storie non le hanno, non hanno proprio il rapporto “sano” col televisore, che ti dava appuntamento alla tal ora e poi via, fuori a giocare, mentre oggi è tutto un flusso di informazioni continuato: reel veloci e attenzione limitata. Il libro con le pagine di carta è nato quindi con l’intenzione di creare un punto d’incontro tra la mamma e i bimbi. Anche qui, la storia della scrittrice di storie parte da lontano. Nove anni fa, quando è nata Tessa, la sua bambina, si arrivò presto al punto di doversi inventare delle storie prima di dormire. E poi crescendo iniziò ad avere delle preferenze, e a chiedere delle storie piuttosto che altre, e quindi Marina, per non rischiare di dimenticarsele, ha iniziato a scriverle. E le sue clienti, che sapevano tutto, dicevano “No dai, se lo pubblichi lo voglio!”. E così, un bel giorno, la nostra Marina ha scovato la PAB, la Provaci Ancora Bill Editore, che ha creduto nel progetto.

Il libro si intitola “La Sirena Cantastorie” e raccoglie diciotto fiabe corredate con delle illustrazioni fatte da lei, salvo essere poi elaborate un minimo con l’utilizzo della IA. Anzi, una diciannovesima storia è stata scritta proprio dalla sua bambina. Si tratta di storie brevi, che durano tutte il tempo di una pagina, a parte tre, che arrivano a due, le tre speciali, quelle che magari convincono il bambino ad andare a letto prima, così si legge di più. Le fiabe sono nate dallo spunto richiesto da Tessa, che forniva il personaggio alla mamma, che doveva provvedere a cucire su misura una storia al momento. I tre anni di teatro fatti in passato si sono rivelati quanto mai preziosi per improvvisare. E improvvisare è un po’ un gioco, però magari si parla di pupù, oppure di guerra, di morte, tutte faccende che fanno riflettere e fanno pure paura, a tutte le età. E tanti eventi che sono girati intorno a noi è facile che siano finiti esorcizzati nella singola pagina di una fiaba. I bambini capiscono, e subiscono tutto quello che accade e che viene detto nella vita di tutti i giorni, per cui nel dubbio parlarne fa sempre bene. Alla fine del libro c’è uno spazio libero per creare una storia, scriverla e disegnarla, per ispirare e motivare i bambini, ma anche i grandi. Insomma, dice Marina, io ho scritto un libro “dal niente”, potete farlo anche voi! Il libro è indicato per bambini dai quattro agli otto anni, e la pagina affianca subito l’immagine del personaggio al testo che legge la mamma, oppure che legge il bambino. Lunedì 21 è un giorno, anzi, una sera di presentazione alla Fiera di Casalguidi, e poi il libro verrà presentato nelle scuole, Vignole, Fucecchio, Ponte Buggianese, dove porterà un cosplay più il libro.

Ora occupiamoci del suo primo amore, quello per l’universo copslay. Di cosa si tratta? Potrebbe chiedersi qualcuno di voi: un cosplay è un personaggio, o meglio, il cosplayer è una persona che si veste col costume di un personaggio di un cartone animato, di un film o di un telefilm. Una cosa nata sostanzialmente in Giappone ormai molti anni fa, che negli ultimi vent’anni ha preso piede un po’ ovunque. Anche dalle parti di Marina, che da grande fan di quei cartoni non chiedeva di meglio che poter vestire direttamente i panni dei suoi beniamini, oppure degli original, dei personaggi creati dal nulla. Nella parola cosplay c’è appunto “play”, “giocare”, come giocano i bambini. Anche se, come ci dice Marina, i bambini sanno tanto ascoltare, mentre i grandi vogliono solo raccontare, vestiti dei loro pregiudizi. E nel cassetto della nostra scrittrice debuttante ci sono anche un fumetto da illustrare e due romanzi, uno realistico e un “romantasy”. Ma ora basta, a nanna.

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