di David Colzi. Ph: Foto Olympia
settembre 2026
Ancora una volta portiamo alla vostra attenzione un’eccellenza nata a Quarrata che lavora oltre i confini della nostra città. Si tratta di DiagnostiCasa, un’azienda che opera in un settore apparentemente di nicchia anche se, come scopriremo, non è proprio così. Nello specifico si occupa di radiologia a domicilio, un servizio privato rivolto a tutti coloro che devono fare esami a raggi x, ecografie o ecodoppler, ma non possono spostarsi a causa di malattie o patologie specifiche. I primi ad essere interessati sono certamente gli anziani fermi in casa, ma anche persone residenti in RSA o altre strutture con difficoltà motorie o patologie incompatibili con il trasporto in centri diagnostici.
L’idea, all’epoca pioneristica per la Toscana, è venuta a Lorenzo Vas nel 2011 quando, dopo il diploma di tecnico di radiologia, cercava un lavoro inerente i suoi studi. «è passato poco più di un decennio da quando ho iniziato ad interessarmi al settore domiciliare, eppure la situazione è cambiata tanto, sebbene non tantissimo» esordisce sorridendo Lorenzo. «Pensa che per fare il primo corso di formazione ECM sull’argomento, sono dovuto scendere in Puglia, a Barletta. Qui non se ne sapeva niente, a differenza della vicina Emilia, dove le cose stavano già cambiando».
C’è voluto tempo per iniziare?
Sì. A causa della burocrazia ci abbiamo impiegato oltre un anno solo per essere in regola, anche perché spesso non veniva compresa nemmeno la ragione della nostra ditta.
Ufficialmente DiagnostiCasa è diventata operativa nel 2013 ed eravamo io e un altro collega che come me credeva nelle potenzialità del progetto. Oggi invece mi affiancano: Davide Francesco Antico, altro tecnico radiologo e Gabriele Galardini.
Inizialmente la difficoltà maggiore?
Avere i permessi. Il motivo, che poi diventa anche la diffidenza di alcune persone nei nostri confronti, è legato alle fonti radiogene, in quanto eseguiamo esami radiodiagnostici – privi di mezzi di contrasto – in ambienti non ospedalieri e senza schermatura. Da qui la paura che le emissioni restino dove operiamo, sia essa una casa o una struttura. Noi però garantiamo, grazie a controlli e misurazioni periodiche certificate da esperti del settore, la completa sicurezza per la salute del paziente e di chi vive con lui.
Infatti vi scelgono in molti.
Facciamo oltre duecento esami al mese, principalmente nella zona Firenze-Prato-Pistoia, ma grazie al nostro sito ci chiamano da tutta la Toscana, anche perché nella nostra regione una realtà come DiagnostiCasa è una assoluta rarità… Certamente siamo stati i primi!
Che rapporto avete con i medici?
Ottimo e ci fa molto piacere che oltre al passaparola, beneficiamo della loro fiducia in quanto ci consigliano alle famiglie. Ne approfitto per ricordare che, sebbene offriamo un servizio privato, questo può essere erogato solo a fronte di una richiesta medica scritta.
Quindi i vostri referti sono considerati attendibili, nonostante vengano realizzati con apparecchiature mobili?
Sì e questa è un po’ la nostra forza. Offriamo alta qualità con macchinari d’avanguardia, sebbene spesso ci troviamo ad operare con pazienti che fanno fatica a rimanere fermi, oppure sono poco collaboranti; si pensi a chi è affetto da Parkinson oppure a chi è malato di Alzheimer in fase avanzata. Per questo ci prendiamo tutto il tempo che serve, magari realizzando più proiezioni. Naturalmente, per refertare, ci affidiamo a medici radiologi; nel nostro caso sono quelli della società “Radiologia Interventistica Toscana”, con i quali collaboriamo da anni.
Come si entra in casa delle persone?
In punta di piedi e con rispetto, stabilendo fin da subito un rapporto amichevole e di fiducia, prima di tutto con i famigliari. Ripeto: non si può mai quantificare il tempo che ci vorrà, perché ogni situazione è diversa e spesso le persone hanno bisogno prima di tutto di essere confortate o consigliate, magari su percorsi fisioterapici o altro.
Insomma, la domiciliare è tutto un altro mondo rispetto all’ambulatorio.
È proprio così! Infatti quando entra un nuovo collega in ditta, faccio sempre molto affiancamento, perché ho notato che chi proviene da studi privati, oppure da strutture pubbliche, fatica a capire che noi siamo prima di tutto ospiti in casa d’altri e come tali ci dobbiamo comportare. È indubbio che chi opera dietro una scrivania si sente sempre più a suo agio rispetto a chi, come noi, suona un campanello non sapendo che situazione troverà al di là della porta.
Fai anche corsi di formazione?
Attualmente sto preparando un seminario on line per l’AITeRTC che sarebbe, l“Associazione Italiana Tecnici di Radiologia in Radiodiagnostica e Tomografia Computerizzata ETS” di cui faccio parte come referente per il ramo domiciliare. D’altronde, come ti ho già detto, siamo in pochi ad avere esperienza nel settore e in ambito scientifico c’è la voglia di conoscere questo mondo».
In questi primi tredici anni, ricordi qualche caso particolare?
Rammento una signora che non usciva di casa da oltre un decennio, il cui mondo confinava con i bordi del suo letto. Quindi si trattava di una situazione di fragilità fisica e psicologica. In quei casi, l’empatia, l’umanità e il sorriso, sono importanti tanto quanto il servizio offerto. Per questo dico che ci vuole una certa predisposizione a fare il nostro lavoro.
C’è dunque tutto un mondo di pazienti invisibili…
Sono di più di quel che si pensa e la situazione peggiorerà, perché la nostra società sta invecchiando, con un’età media attuale di cinquant’anni. Questo significa un futuro con sempre più anziani, di conseguenza tante malattie croniche e non solo.
La vostra è quasi una missione.
Indubbiamente il nostro è un lavoro, però siamo fieri di essere anche socialmente utili, perché sono convinto che se non esistessero realtà come la nostra, tanti malati impossibilitati a spostarsi rinuncerebbero a fare accertamenti che potrebbero salvargli la vita.






