I disagi nella stazione di Montale-Agliana

I disagi nella stazione di Montale-Agliana

di Giacomo Bini. Foto: Gabriele Bellini

marzo 2017

Per capire quanto ormai siano sorpassati i confini tra i diversi Comuni della piana, basta andare la mattina dalle sette alle otto alla stazione ferroviaria di Montale-Agliana. Ad aspettare il treno per andare al lavoro, a scuola o all’università, ci sono persone provenienti da un’area che va da Quarrata a Montale, da Santomato a Montemurlo. Tutti utilizzano un unico servizio, quello ferroviario ed un’unica infrastruttura, quella della stazione e purtroppo tutti devono sopportare gli stessi disagi: la penuria di parcheggi per le auto e i motorini, l’assenza totale di parcheggi per le biciclette, la mancanza assoluta di un servizio di trasporto pubblico che colleghi la stazione con i centri circostanti, il numero ancora insufficiente (anche se ultimamente la situazione è migliorata) dei treni in orario, le carenze della stazione in termini di illuminazione e sicurezza, specialmente nelle ore serali, e l’inaccessibilità ai treni per i disabili a causa del dislivello tra il marciapiede e la soglia di accesso al treno. Gli utenti della stazione sono 1.600 al giorno, ma potrebbero essere molti di più se ci fossero servizi migliori. 

Una stazione maggiormente servita favorirebbe anche lo sviluppo turistico della zona come sanno i titolari delle strutture alberghiere o agrituristiche che devono accompagnare i clienti alla stazione con le loro auto private. 

Ci perdoneranno i lettori se insistiamo ripetutamente sul problema del potenziamento della stazione ferroviaria ma ci sembra che sia un punto cruciale per lo sviluppo di un territorio che ha la fortuna di essere in una posizione strategica tra Firenze e la costa. Vorremmo che la stazione ferroviaria occupasse finalmente uno dei primi posti nei programmi amministrativi dei quattro Comuni di Montale, Agliana, Quarrata e Montemurlo

E il primo impegno da realizzare in tempi brevi, dovrebbe essere un nuovo parcheggio in un’area che le Ferrovie sono disposte a concedere in comodato d’uso, oltre a risolvere il problema del trasporto pubblico da e per la stazione. I rari autobus che ci sono ora, quasi sempre vuoti e non coordinati con l’orario del treno sono solo uno spreco. L’impegno concreto per la stazione è il migliore test per mettere alla prova le dichiarazioni d’intenti dei sindaci della piana che promettono di collaborare tra loro per la pianificazione del territorio. Magari si potrebbe anche proporre alle ferrovie di cambiare il nome della stazione e di chiamarla stazione della Piana

 

 

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