Lorenzo Nesi – vita e opere di un montalese illustre

Lorenzo Nesi – vita e opere di un montalese illustre

di Giacomo Bini

dicembre 2022

Alcuni punti fermi sulla vita e sulle opere dell’abate Lorenzo Nesi, una delle personalità eminenti della cultura nazionale provenienti dal territorio di Montale e in particolare da Tobbiana, si devono alle più recenti ricerche di Andrea Bolognesi, uno studioso a cui molto deve la nostra comunità per i suoi lavori sulla storia, le tradizioni e soprattutto sui personaggi di grande rilievo come Atto Vannucci e, appunto, Lorenzo Nesi, autore nel 1824 del fondamentale Dizionario ortologico-pratico della lingua italiana, il primo lessico in assoluto che indicasse delle parole anche l’ortografia e la pronunzia.

Un breve ma denso studio di Bolognesi, uscito sul Bullettino Storico Pistoiese (volume CXX del 2018, terza serie LIII, pp. 121-132), mette a posto date ed eventi della vicenda culturale e biografica dell’abate Nesi, evidenziando anche gli aspetti ancora poco noti ed eventualmente da sottoporre a ulteriori ricerche. Intanto la data di nascita e quella di morte, sulle quali c’era finora qualche incongruenza. Lorenzo Nesi è nato a Tobbiana alle ore dieci di mattina del 16 aprile del 1781 ed è morto all’età di 68 anni, alle 9 della mattina del 12 febbraio 1848 a Firenze, nella parrocchia di San Jacopo tra’ Fossi. Il corpo fu sepolto il giorno dopo a Barberino di Mugello, dove Nesi era da molti anni pievano, nella pieve di San Silvestro.

Lorenzo Nesi era figlio di Pietro e Maria Angiola Bianchi, studiò nel seminario di Pistoia a partire dal 1793, proprio nel periodo immediatamente successivo alla turbolenta esperienza del vescovo Scipione de’ Ricci, si dedicò molto alle lettere oltre che alla teologia, e fu ordinato sacerdote il 1 febbraio del 1804. Dal 1807 si trasferì a Milano, dove fu insegnante in scuole pubbliche e private fino al suo ritorno in Toscana nel 1827. A Milano pubblicò tra il 1816 e il 1817, in due volumi, una impegnativa opera scientifica, una Storia fisica della terra compilata sulle tracce della geografia fisica di Kant e tradusse dall’inglese, sempre nel 1817, il Viaggio nell’interno del Brasile. Fu in contatto con l’ambiente culturale milanese e, secondo una testimonianza della sua fantesca, riportata dallo storico locale di Barberino del Mugello Giuseppe Baccini, «cospirò per la causa italiana nei primi moti del 1821» e fu amico di Silvio Pellico. La partecipazione di Nesi ai moti milanesi del ‘21, è uno dei lati ancora da chiarire della sua biografia. In ogni caso non subì  conseguenze giudiziarie come molti cospiratori e anzi fu nominato nel 1821 direttore della Scuola Elementare Maggiore di Pavia.

Nel 1824 pubblicò la sua opera principale, il Dizionario ortologico-pratico della lingua italiana, del quale il conterraneo Atto Vannucci scrisse che «meritava di stare nelle mani di ogni buon italiano». Dopo aver dato alle stampe un’altra opera di tipo pedagogico-didattico, le Novellette per istruzione ed esercizio di lettura, Nesi rientrò in Toscana e fu curato della parrocchia di San Michele a Nizzano presso Galluzzo e poi, dal 1834, pievano della Chiesa di San Silvestro a Barberino del Mugello dove restò fino alla morte. Tra i momenti più interessanti del suo periodo toscano ci sono i due tentativi, entrambi falliti, di diventare rettore del Collegio Cicognini di Prato. Per due volte gli furono preferiti altri candidati e lui fu costretto, malgrado i suoi meriti notevoli di studioso e di insegnante, a restare parroco di chiese periferiche. Nesi non mancò di contribuire al dibattito pedagogico con l’opera De’ bassi studj considerati come preparatori alle scienze, lettere ed arti secondo il piano filosofico-pratico delle moderne scuole austriache che fu pubblicata nel 1840 ed ebbe un notevole apprezzamento, alcuni decenni dopo, da Gherardo Nerucci. Nesi continuò a perfezionare il suo dizionario e pubblicò anche un Compendio di storia ecclesiastica (1844) e un libro sul Metodo pratico per insegnare i rudimenti della lingua italiana (1847). Lorenzo Nesi occupa dunque un posto di rilievo tra i montalesi illustri del XIX secolo insieme ad Atto Vannucci, Gherardo Nerucci e Pietro Fanfani.

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