Bollette: quando NON si devono pagare

Bollette: quando NON si devono pagare

di Serena Michelozzi

dicembre 2022

Posto che il dovere civico del buon consumatore consiste nel doverle pagare le bollette… vi potrebbero però essere dei casi in cui il pagamento può essere evitato, anzi, ai sensi di legge non sarebbe addirittura dovuto, in quanto prescritto il diritto di credito avanzato dalla compagnia/società erogatrice. La prescrizione è un istituto giuridico che indica il periodo nel quale una persona può esercitare il suo diritto soggettivo. 

Ebbene, dal 2018 il legislatore ha previsto delle modifiche riguardanti il periodo di prescrizione delle bollette di energia elettrica, acqua, gas, ecc. Sono stati stabiliti nuovi termini entro i quali le bollette scadute e non pagate cadono in prescrizione. Da quel momento, dunque, non è più possibile chiedere all’utente di saldare il credito dovuto. Dai precedenti cinque anni, siamo passati al termine di due anni per quanto riguarda le bollette dell’energia elettrica emesse a partire dal 1° marzo 2018 (mentre per le bollette antecedenti a questa data resta il termine di 5 anni). Ad esempio, per una bolletta della luce relativa a gennaio 2018, il diritto di credito del gestore si prescriverà dopo il mese di gennaio 2023 mentre per una bolletta di aprile 2018, la prescrizione opera già da aprile 2020. Per quanto riguarda, invece, la fornitura di acqua, i nuovi termini di prescrizione partono dal 1° gennaio 2020 e dunque per le date precedenti il decorso rimane fisso a 5 anni. Infine, per quanto riguarda la fornitura di gas, dal 2 gennaio 2019 parte la caduta in prescrizione dopo due anni, mentre per le bollette antecedenti rimane la prescrizione dopo 5 anni.

L’utente che voglia autotutelarsi di fronte a una bolletta caduta in prescrizione può inviare una contestazione scritta alla società erogatrice della fornitura considerata attraverso raccomandata o tramite e-mail PEC. Nel messaggio è consigliabile inserire i seguenti dati: riferimenti dell’intestatario e dell’utenza, nome, cognome e codice POD (ossia “punto di prelievo” ad esempio per la luce) o codice PDR (ossia “punto di riconsegna” ad esempio per il gas), i motivi del reclamo, una copia del documento d’identità, la fattura o il sollecito ricevuto oltre i termini.

Per maggiori approfondimenti si rimanda alle norme dettate in materia dal legislatore

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