di Serena Michelozzi
dicembre 2025
Merita celebrare l’incredibile traguardo raggiunto nelle vite straordinarie di queste due donne, Michela Valeriano e Ada Dabizzi, accomunate da una vita di incessante lavoro e dedizione.
Michela Valeriano: sarta tra Italia e Argentina.
Michela ha sempre creduto nella regola del “lavorare e non fare mai del male a nessuno” per vivere bene. La sua vita lavorativa è iniziata precocemente, già all’età di sei o sette anni, svegliandosi alle sei del mattino per lavorare in un telaio. Successivamente, ha imparato il mestiere di sarta frequentando la scuola di taglio e riuscendo a realizzare modelli «a vista d’occhio». Una parte significativa della sua vita si poi è svolta in Argentina, dove si è recata da sola via nave per raggiungere il marito, un viaggio che durò 15 giorni e che la costrinse a imparare lo spagnolo. In Argentina, lei e suo marito venivano chiamati «Don Josè e Miquelita». Anche lì ha continuato a esercitare la professione di sarta e ha persino aiutato il marito, che era muratore, a costruire la loro casa preparando il cemento.
Dopo un periodo, la coppia è tornata in Italia, stabilendosi inizialmente a Salerno e poi in Toscana. Rientrata, Michela ha ripreso a fare la sarta, lavorando anche per maglifici e cucendo persino coperte per cavalli. La signora Valeriano non si fermava mai, cucendo abiti anche per cerimonie e feste. Riguardo al mondo attuale, la nostra centenaria nota grandi cambiamenti, lamentando «Troppa libertà, troppi desideri, troppe cose», e ricordando un tempo precedente come più sereno, in cui i giovani lavoravano di più. Il suo messaggio finale è un augurio: «Se avete una giornata buona, fatevela!».
Ada Dabizzi: contadina, casalinga, e ballerina.
Ada, nativa di Tizzana, è stata anche lei una grande lavoratrice, in quanto ha svolto il mestiere di contadina per gran parte della sua vita. Nel 1966, dalla zona di Ronchi è tornata nella zona di Quarrata ove attualmente abita e dove è presente l’Autofficina Lastrucci, fondata dal marito. L’instancabile Ada ha dunque iniziato anche a lavorare nell’autofficina e lavaggio macchine per aiutare il marito, assistendolo nell’attività. Al contempo è sempre stata una madre presente e attenta ai propri figli. Ha continuato a lavorare fino al 2015, coltivando al contempo una passione duratura per i campi e l’orto, e quindi non dimenticando mai le sue origini contadine.
Oltre al lavoro, Ada e suo marito condividevano una grande passione: il ballo. Erano ballerini appassionati di liscio e musica. Le loro serate iniziavano alle sei con una pizza e proseguivano al Bottegone per ballare con gli amici. Erano noti per essere i primi ad entrare in sala e gli ultimi ad uscirne.
Le storie di Michela e Ada sono un potente promemoria di un’epoca caratterizzata da un impegno instancabile e da una forte etica del lavoro. Entrambe hanno affrontato la vita con tenacia, lavorando senza sosta, ma al contempo hanno anche trovato gioia e realizzazione nei loro mestieri e nelle loro passioni. Le loro vite, che insieme sommano “200 anni” di storia, non sono solo una cronaca di duro lavoro, ma anche un tributo alla resilienza, alla dedizione familiare e alla capacità di trovare equilibrio tra i doveri e i piaceri della vita, come il ballo e la musica. Le signore Valeriano e Dabizzi ci offrono un esempio duraturo del vero spirito di chi costruisce la propria vita, un giorno dopo l’altro.





