di Marco Bagnoli
settembre 2026
La scritta che campeggia in vetrina, “La Bottega di Sabrina e Enzo”, sembra quella di un negozio di alimentari come ce ne sono tanti. E invece intorno a un bancone di negozio si avvolgono i lunghi anni di tutta una vita. Tanto per cominciare Sabrina Piccini e Enzo Cecconi sono sposati da trentaquattro anni, più dieci anni fidanzati, e già questa è tutta una storia a sé. Ma certo si intreccia con la vicenda della loro bottega, aperta esattamente il primo agosto 1996. Per cui fanno oggi trent’anni tondi di attività. Giusto il tempo di passare dal numero cinque al numero tre di via Fratelli Masini, nel 2012.
È inutile dirlo a questo punto, però è vero: Sabrina e Enzo sono diventati un punto di riferimento per tutta Montale. Ma perché? per la pasta delle brioscine, o per la marca del detersivo? È per il rapporto che si crea col cliente. E a questo punto Sabrina si allontana dal microfono per andare a prendere un poster di cartoncino giallo. Glielo hanno fatto i montalesi, innamorati dei loro Sabrina + Enzo al punto di dedicargli un ringraziamento in versi: “Col grembiule addosso e il cuore in cucina, si sente un buon profumo di prima mattina…”, e poi continua, se passate fatevela leggere. Loro fanno infatti schiacciata e pizza, e dolci, queste cose qui. E tra una rima e l’altra la poesia ci ricorda che Sabrina è veloce come il vento, perché è sola al bancone, e che alle cinque è già in movimento, con le merende pronte per chi va a scuola, con la lista a mente e la mano che vola, e si ricorda tutto, dei gusti e dei nomi – insomma, la fatica di ogni giorno messa in versi, mai versi furon più veri! E la notte, con Whatsapp, le “sue donne” messaggiano e le ricordano di ricordarsi questo e quello per il giorno dopo, tipo un panino e una pagnotta, e la Sabry risponde sempre, anche se è un po’ cotta. E magari è troppo buona col cliente-esigente, ma questo capita quando si vuol bene alla gente. Ci dice di non essere una bottegaia normale, ma di dare sempre tutta sé stessa. Anche solo l’attenzione di cinque minuti, cinque minuti per una chiacchiera, o per uno sfogo. Così alla fine si finisce per sapere tutto di tutti, anche se è un segreto.
Perché a Sabrina il suo lavoro gli piace tanto, come a Enzo piace il suo, di là in cucina, l’artefice della bontà. Deve essere un lavoro di cuore, oltre alla passione imprescindibile, perché i clienti se lo meritano. Loro abitano a Villa di Baggio, e si alzano alle tre e mezza tutte le mattine: ci vuole una vera motivazione per riuscire a fare questo. Poi lavorano solo fino al tocco e mezzo. E quando vanno in ferie la gente brontola perché stanno chiusi. Perché altrimenti si schianta, e ad agosto c’è poca gente. Il lavoro vero loro riprende dal 15 settembre, con la ripartenza della scuola, quando le merende devono essere sempre pronte la mattina, sempre sempre. E si conoscono tutti da una vita, da quando erano bambini e ora sono genitori loro. E il lavoro c’è e funziona da trent’anni perché è un impegno grosso portato avanti con un cuore grande.
E per i prezzi andresti al supermercato, solo che qui trovi altro. La Sabry è veloce, viaggia con la testa pronta, con le richieste scritte la sera prima e letti la mattina a buio. Quindi quando si fa la celebrazione del negozio di vicinato, del rapporto con le persone… è tutto vero! Però bisogna saperlo coltivare, e da tutte e due le parti. E quando si lavora bene non si dura fatica, o almeno questo ci dicono qui in bottega. Certo, poi la sera vai a letto alle otto e mezzo, ma è uno stile di vita – è una vita che si sceglie e si accoglie. Una volta lavoravano la mattina e facevano le pizze la sera, il giovedì venerdì e sabato, quando tornava a casa all’undici. E non avevano più una vita, i loro spazi. Anche solo per andare da dottore, per esempio. Perché si cambia, passano gli anni. A questo punto dovremmo dirvi che però nel loro cuore Sabrina e Enzo non sono cambiati, e per fortuna è vero.




