Montalesi e cervi: un rapporto difficile e pericoloso

Montalesi e cervi: un rapporto difficile e pericoloso

di Giacomo Bini

marzo 2014

Foto: Gabriele Bellini

Un tratto di strada buio, sulla collinella del Trincerone, un’ombra nera che improvvisamente ti arriva addosso, lo schianto, la macchina che sbanda, la paura che ti prende alla gola. E’ l’esperienza di tanti, troppi, automobilisti e motociclisti, che sono stati vittime di incidenti provocati dai cervi sulla via Montalese, tra Montale e Santomato. Che non ci sia scappato il morto è un caso fortunato. Ma molti hanno riportato danni fisici rilevanti. Tutti si sono ritrovati con i veicoli da mandare in carrozzeria a proprie spese. Nessuno, tranne una sola eccezione, ha ottenuto un solo euro di risarcimento.

Marzia Michelozzi, investita da un cervo nel 2009 mentre viaggiava con la sua Panda, ha portato per quattro mesi un tutore alla testa per una frattura nella zona cervicale. E oltre al danno, ha ricevuto la beffa di una sentenza del giudice del tribunale civile, che assolve del tutto Provincia e Regione, sostenendo incredibilmente che: “la presenza di animali nelle strade che attraversano zone boschive e di montagna è evento, ancorché non frequente, del tutto prevedibile posto anche che, pacificamente, nel tratto di strada ove è avvenuto il fatto l’ente gestore aveva apposto i rituali segnali di pericolo. L’incidente appare pertanto imputabile in via esclusiva alla non adeguata condotta di guida dell’attrice”. A parte che è singolare definire “boschiva e di montagna” la via Montalese, non si vede perché la colpa debba essere data all’automobilista che viene investito dal cervo. Le storie di incidenti da raccontare sarebbero tante: un giovane di 19 anni che deve smettere di giocare a calcio perché gli hanno asportato il duodeno, un ragazzo in motorino che rischia di morire mentre torna dal cinema con i suoi amici, gente che si ritrova distrutta in un attimo la macchina appena comprata e con tutte le rate da pagare, tanti che il cervo non l’hanno urtato ma sfiorato per un pelo e si portano ancora addosso la paura.

Foto: Gabriele Bellini

Dopo tante richieste di risarcimento andate a vuoto, tante cause civili aperte e mai chiuse, tanti articoli sulla stampa locale, la Provincia di Pistoia ha elaborato un progetto di intervento per prevenire gli incidenti provocati dai cervi. Il progetto ha vinto un bando per i finanziamenti regionali volti a migliorare la sicurezza stradale (40 mila euro per due interventi sulla Montalese e sulla Pistoia-Riola). Si prevede una cartellonistica innovativa, vale a dire che sotto il consueto cartello di pericolo per attraversamento di animali selvatici, saranno applicate due lampade lampeggianti alimentate con un pannello solare e “un ulteriore segnale luminoso che potrà accendersi al passaggio degli animali rilevato con sensori posizionati ad opportuna distanza”. Inoltre, in corrispondenza di ogni cartello stradale sperimentale, sarà installata “una videocamera con ripresa diurna e notturna a raggi infrarossi” che segnalerà anche la presenza di animali sulla sede stradale o nelle immediate vicinanze. Secondo la Provincia il sistema consentirà di ridurre il rischio di incidenti, ma anche di monitorare le caratteristiche dei singoli animali (numero, specie, sesso ed età), i tempi e le modalità di attraversamento delle carreggiate, per acquisire così informazioni utili a perfezionare sempre più l’opera di prevenzione. Inoltre il nuovo Piano faunistico venatorio, approvato a fine 2013, estende le aree non vocate agli ungulati, ovvero sono state aumentate le aree in prossimità dei centri abitati e di pianura dove si deve tendere all’eliminazione di tali specie per prevenire gli incidenti e proteggere le colture agricole. Il progetto della nuova cartellonistica è fatto e finanziato; ora si attende che venga realizzato, possibilmente in tempi brevi.

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