Viabilità: riforma incompiuta

Viabilità: riforma incompiuta

di Giacomo Bini

dicembre 2014

In tre quarti del paese, dove sono stati introdotti i sensi unici, sembra di essere in una città del nord Europa per l’ordine e la razionalità che regnano nelle strade, ma nel restante quarto dell’abitato, quello a sud di via Martiri e della piazza, domina ancora il caos di un mondo alla rovescia dove le auto stanno sui marciapiedi e i pedoni camminano in mezzo alla carreggiata.La buona viabilità si è fermata a via Martiri. Dalle vie Boito e Ariosto in giù cessa ogni logica, la sosta è selvaggia, i veicoli si scambiano a fatica in cunicoli di tre metri e per i disabili l’accesso è negato.

La riforma della viabilità, progettata dalla Polizia Municipale fin dal 2007, è stata attuata in tre zone del paese, Badia, centro-nord e Municipio, dal 2010 al 2011, ma da tre anni non si è andati avanti. La riforma è rimasta incompiuta e il traffico nella zona più centrale, più vicina alle piazze e più frequentata del paese, è restata com’era prima: brutto e pericoloso. La ragione principale di questa battuta di arresto è la mancanza di un pezzo di strada che ancora non c’è, quello che dovrebbe dare uno sfondo alla via Rolando Guazzini, quella della Caserma e delle Poste, creando così un circuito utilizzabile per un sistema razionale di sensi unici. Il pezzo mancante è di qualche decina di metri e doveva essere realizzato nell’ambito del progetto di un intervento edilizio privato; una ventina di abitazioni a sud della Caserma, che prevedeva, a carico delle imprese costruttrici, anche la realizzazione della preziosissima strada. Come in altri casi di opere pubbliche importanti, il Comune ha fatto affidamento sugli interventi edilizi privati, magari a scomputo di oneri di urbanizzazione, ma quando l’edilizia privata si è fermata, anche l’opera pubblica è rimasta sulla carta. Inutile, anche se giustificato dal punto di vista della cronaca, ricordare l’aberrazione di prevedere un ufficio postale e una caserma dei carabinieri lungo una strada senza sfondo e oltretutto senza nemmeno un parcheggio pubblico.

Quello che accade ogni giorno in via Guazzini, con retromarce, inversioni, parcheggi avventurosi, slalom dei pedoni tra le auto in sosta è un’offesa al buon senso. Per non parlare del fatto che molte strade a sud di via Martiri, che pure non è un centro storico antico, sono troppo strette, con marciapiedi di un metro che non consentono né lo scambio tra i pedoni né, spesso, il transito delle carrozzine dei disabili. E poi il sovraccarico di auto parcheggiate in strada dipende anche dal fatto, tipicamente montalese, che ci sono 2.734 locali censiti come garage che in larghissima parte non sono utilizzati per tenerci i veicoli ma per altri scopi, dalla tavernetta al ripostiglio.

 

Il piano della viabilità progettato dalla Polizia Municipale e fondato sulla realizzazione di un sistema di sensi unici, ha dimostrato di funzionare ed ha convinto anche i più scettici. Anche perché i vigili e il Comune sono stati pronti ad apportare le modifiche necessarie quando si presentava l’occasione: basti pensare al cambiamento introdotto presso l’incrocio tra via Masini e via Martin Luther King anche su richiesta della Misericordia di Montale. Altre migliorie sono già pronte per essere attuate in alcuni punti strategici: in via Sem Benelli, una delle arterie più importanti, vanno rifatti sia il manto stradale che i due passaggi pedonali rialzati. La strada, molto transitata specialmente dopo l’introduzione del senso unico in via Gramsci, è piena di buche e di rattoppi; anche la rotonda all’incrocio tra via Sem Benelli e via Gramsci esige una revisione. Sono aggiustamenti indispensabili per la fluidità e la sicurezza della circolazione, ma il passo decisivo è il completamento del progetto di riforma della viabilità. Una ragione in più è il fatto che ormai via Boito, la parallela a sud di via Martiri, che al momento è in assoluto la più confusionaria del centro, è diventata ormai la strada principale del paese per la densità di negozi e di uffici.

Quando il caos era dappertutto, paradossalmente si notava meno, ora che è concentrato in una zona sola e oltretutto la più importante, è diventato più evidente e fastidioso.

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