C’eravamo tanto amati

C’eravamo tanto amati

di Carlo Rossetti

marzo 2021

Con il Coronavirus ancora in atto e l’annuncio delle varianti già presenti anche da noi, la vaccinazione, l’unica in grado di mettere il freno alla diffusione del virus, appena cominciata deve essere rimandata per la mancanza del vaccino. Dovremo aspettare del tempo per ottenere quella che i virologi e gli infettivologi chiamano immunità di gregge. 

Intanto un altro aspetto negativo del lockdown si sta manifestando: è la separazione tra coniugi che la forzata convivenza sta generando. Un fatto è stare poche ore del giorno con il proprio coniuge, il tempo del pranzo e della cena più il tempo alla televisione e altra cosa è passare insieme l’intera giornata. E’ allora che, piano piano, scatta un meccanismo quasi perverso, che mette i coniugi l’uno di fronte all’altra, dando vita a una schermaglia come due pugili sul ring. Piano piano sono bandite le parole affettuose; «quel ciao caro»sussurrato dalla moglie alla vista del marito e altre espressioni carine, vengono sostituite a esempio con «ma stai zitto, tu non hai mai capito nulla», al che lui risponde con altre parole poco edificanti, fino a scomodare aggettivi come cretina, imbecille, demente e via dicendo. Così avanti per tutta la giornata. Più il tempo passa e più la mente di ciascuno di loro si impegna a trovare nei ricordi qualche momento infelice del coniuge per poterglielo spiattellare all’occorrenza. «Non ti ricordi quando di fronte alla signora della boutique mi dicesti che ero vestita male. Se sono vestita male è perché non vuoi spendere. Guarda invece la moglie di Gianni che eleganza sfoggia. E’ perché il marito le fa prendere gli abiti di ottima foggia tutti firmati». «La moglie di Gianni è elegante per natura, anche con un cencio addosso farebbe figura! Tu non puoi permettertelo». «Sei un cafone, un maleducato, uno str***o» ribatte la moglie. Ma il pretesto per un litigio, ha motivi anche ben più insignificanti. Tutto fa brodo. Così si gira il dito nella piaga e la distanza tra i due diventa sempre più incolmabile.

Nell’elenco delle cose negative c’è da tenere presente la possibile infedeltà dei coniugi. Il fatto di non potere uscire e incontrare furtivamente l’amico o l’amica del cuore, crea una reazione trattenuta a stento, che però può da un momento all’altro scatenarsi. La vita amorosa al di fuori del matrimonio, può essere considerata un ottimo stabilizzatore dell’umore, fino a quando la cosa non è scoperta. Perciò se durante gli “arresti domiciliari” viene a mancare questa piacevole ma impegnativa via di fuga, sembra impossibile ma l’istituto familiare ne risente. Per coloro che hanno scelto il matrimonio religioso, l’impegno di adempiere a una serie di doveri verso il coniuge, che il sacerdote sciorina con consumata nonchalance e che si conclude con «finché la morte non vi separi», risulta un inutile appendice del rito di cui non si tiene più conto. 

E’ chiaro che in questa maniera non può durare e perciò arriva il momento di risolvere la situazione ricorrendo alla separazione. E’ la conclusione di un menage che andava poco bene da tempo, e che il lockdown ha evidenziato e portato a galla. Criticare la moglie sul piano della eleganza e della femminilità, è un fatto che la donna non può tollerare. Comunque i pretesti sono molteplici e talvolta veramente terra terra, ma costituiscono la fiammella che tiene vivo lo scontro. E’ così che gli avvocati matrimonialisti hanno d’ora in avanti un gran daffare. Si dice che le domande di separazione siano aumentate del 60%, rispetto al 2019. Una bella cifra non c’è che dire.

C’è una riflessione che tira in ballo i dentisti. Vi domanderete perché? Molte persone, in genere le più anziane, mostrano la bocca con una sparuta presenza di denti, che parlando colpisce qualsiasi interlocutore. “Rimettere a posto la bocca”, come si suol dire, comporta una spesa non indifferente che, dato il momento, non è alla portata di tutti. Allora si approfitta della mascherina che, oltre a salvaguardare la salute, nasconde la bocca orfana di denti. Per il momento la spesa può essere rimandata, con preghiera ai medici di rimettersi per ora l’animo in pace. 

C’è comunque l’altra faccia della medaglia. Ed è quello di potersi dedicare ai figli, vivere con loro da mattina a sera. E’ impegnativo e difficile si sa, ma ripaga di qualsiasi sacrificio. Forse un giorno le coppie ricorderanno questo momento che ha permesso finalmente di godersi la famiglia nella sua totalità, che è il nucleo che nonostante la crisi, rimane ancora un possibile ancoraggio, forse l’unico. Sarà quando “scenderà la sera” e l’incontrarsi coi figli diventerà un’occasione sempre più rara e fugace.

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