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Cristina Buscioni – quarant’anni di attività tra mode e social

Cristina Buscioni – quarant’anni di attività tra mode e social

di Serena Michelozzi

settembre 2026

La nostra parrucchiera quarratina festeggia i quattro decenni del suo salone: dalle riviste di moda a TikTok, il mestiere è cambiato, la voglia di imparare no.

Era il 26 ottobre 1986 quando Cristina Buscioni alzava per la prima volta la saracinesca del suo negozio. «Ero contentissima», ricorda. «Aprire un salone tutto mio era il sogno che avevo da sempre. Allora mi sembrava grandissimo. Non lo è, ma era esattamente come lo volevo io». Quarant’anni dopo quel sogno è ancora lì, rinnovato di recente, e la sua titolare non ha nessuna intenzione di fermarsi. In quattro decenni le clienti sono cambiate, ma molte sono rimaste. «Ho donne di tutte le età, e tante mi seguono da sempre. Con alcune siamo diventate proprio amiche». Qualche mese va meglio e qualcuno peggio, ammette, ma il suo giro di clienti affezionate non l’ha mai perso.

Alla base di questo legame c’è la fiducia. Oggi le clienti arrivano con la foto del taglio visto sui social, così come un tempo arrivavano con il ritaglio di una rivista. «I social hanno cambiato moltissimo il modo di chiedere», spiega Cristina. «Accontentare la cliente è diventato più facile, soprattutto se si parte da una bella base». Ma il lavoro del professionista resta decisivo: «Arrivo a quel taglio, però lo modifico sempre, in base al capello, al viso e a tante altre cose. A volte prima serve un trattamento o un colore per arrivarci. E le clienti mi stanno a sentire».

«Le mode» ci racconta Cristina «cambiano più o meno ogni due anni. Quarant’anni fa si lavorava soprattutto con pettini e spazzole e andava un riccio stretto. Oggi la piega è più morbida e allungata, il taglio più scalato, e dominano piastra e phon, anche se la spazzola è tornata di moda». Lo stesso vale per il colore: «L’anno scorso andavano le mèches fredde, quest’anno quelle più calde».

Le ragazze più giovani, poi, hanno le idee chiarissime. «Mi chiedono tutte capelli lucidi. Le onde sì, il riccio no. Le schiariture non interessano: vogliono il castano naturale, tonalizzato, con sfumature caramello, cioccolato o nocciola che quasi non si vedono». Un ritorno al naturale, ma curato ed elegante.

Anche i prodotti sono cambiati radicalmente. «Il decolorante di una volta mangiava il capello, bruciava le mani e aveva un odore che andava dritto al naso. Oggi è validissimo: anche se resta in posa cinquanta minuti non rovina nulla, ed è persino profumato». Sulla sicurezza e sulle normative vigilano le aziende, con chimici, tricologi e tecnici che aggiornano le formule e ritirano le sostanze non più ammesse.

Su un punto Cristina non ha dubbi: senza capelli sani non c’è acconciatura che tenga. «Se i capelli sono sciupati non viene bello quasi niente. Se invece sono in salute, la piega viene quasi da sé». Il primo consiglio è usare prodotti professionali, non quelli del supermercato, e affidarsi a un percorso di trattamenti ricostruttivi. Basta circa un’ora a settimana, spiega, e il tonalizzante aiuta a riempire le punte e a dare lucentezza.

Il vero segreto di quarant’anni di attività, però, è la voglia di imparare. Cristina frequenta corsi di aggiornamento ogni anno con un gruppo di parrucchieri titolari, seguiti dagli stessi tecnici. Di recente ha conseguito un diploma di taglio, a luglio ha seguito un corso sulla piega a spazzola e a novembre sarà due giorni a Firenze per un corso di balayage, dove verranno presentate anche le tendenze del 2027. Presto visiterà a Milano lo stabilimento dove nascono i colori che usa. «La sera guardo sempre i tagli sui social e cerco prodotti nuovi. Mi piace tantissimo».

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