Famiglia Burchietti – produttori storici di vino e olio

Famiglia Burchietti – produttori storici di vino e olio

di David Colzi

dicembre 2023

I Burchietti, famiglia originaria di Montemagno, vantano una lunga discendenza di coltivatori di vite, risalente addirittura al 1600. Quindi, carte alla mano, sarebbe una storia troppo lunga da raccontare, perciò decidiamo di saltare qualche secolo per giungere ai primi del ‘900, quando il nonno degli attuali proprietari, Zeffiro, si divise dai fratelli e comprò un rudere in località Collimozzi, con un po’ di terreno intorno, all’epoca ricoperto da una fitta vegetazione. Una volta disboscato, divenne terra fertile per creare vigne e continuare la tradizione di famiglia. Zeffiro ebbe cinque figli, tre maschi e due femmine, e due di questi rimasero al suo fianco: Renato ed Ezio. Quest’ultimo era il babbo degli attuali proprietari, Antonio e Francesco. Ad onor del vero, Ezio ha avuto anche una figlia, Francesca, molto conosciuta a Quarrata in quanto è stata una storica maestra in diverse scuole materne del territorio. «Io e mio fratello siamo entrati nell’attività di famiglia nel lontano 1962» ci dice Antonio, «alla morte del babbo. All’epoca eravamo dei ragazzi non ancora maggiorenni… per fortuna potemmo contare sullo zio Renato». Così gli ultimi Burchietti hanno continuato a lavorare i campi, producendo olio e vino e acquistando nuovi terreni. Nel 1982, è stata fondata “L’azienda agricola La Quercia” che oggi conta circa quattro ettari a vigneto fra Collimozzi e Montemagno, e un ettaro e mezzo di uliveto con un migliaio di piante.

In più, da tre anni, i due fratelli possono contare anche su Alberto Notari, compagno di una delle due figlie di Francesco.

Che tipo di azienda agricola siete?

«In 61 anni di attività abbiamo sempre mantenuto la filosofia del “vinaio di paese”;» precisa Francesco, «e proprio come usava una volta, siamo sempre aperti, nonostante gli orari prestabiliti, e disponibili verso chiunque suoni il campanello, anche perché siamo sempre qui! Pensi che talvolta sono venuti a bussare anche il giorno di Pasqua o di Natale, perché all’ultimo momento serviva una bottiglia di vino per il pranzo con i parenti o gli amici».

Vendete vino e olio sfusi o in bottiglia?

«Principalmente sfusi» dice Alberto. «Però abbiamo anche le nostre bottiglie, utili soprattuto per i pochi esercizi che riforniamo o magari per coloro che vogliono fare un regalo. Fra l’altro della grafica delle etichette, se ne occupa la mia compagna Giulia».

Nello specifico a “La Quercia” producono due tipi di vino rosso, un rosato, un bianco e un passito, (le cui caratteristiche possono essere lette sul sito aziendalaquercia.it) per un totale di circa 450 ettolitri l’anno. «Anche se non abbiamo la denominazione BIO» prosegue Alberto «cerchiamo limitare al massimo l’uso dei trattamenti necessari per contrastare parassiti e malattie, rispettando la natura ed i suoi ritmi, senza aggiungere conservanti in fase di produzione. Inoltre facciamo parte all’albo del Chianti del Montalbano. Mentre, per quanto riguarda l’olio, da quest’anno, siamo ufficialmente registrati come IGP… sebbene non sia stata una stagione ideale per cominciare, vista la scarsa produzione di ulive ha avuto tutto il settore, con un crollo di circa l’80%».

Ma oggi, per un’azienda agricola, è sufficiente vendere solo olio e vino?

«Certamente l’azienda agricola come concetto si è evoluta» dice Alberto, «e anche noi non ci limitiamo più solo alla vendita dei nostri prodotti, ma ampliamo l’offerta con eventi a numero chiuso, oppure con incontri didattici tramite le scuole, tipo la vendemmia dei bambini. Quest’ultima riscuote sempre molto successo, perché ai più piccoli piace sporcarsi i piedi, pigiando l’uva nei catini come si faceva una volta… ad onor del vero piace anche alle maestre che non si tirano indietro!»

Quindi si divertono tutti?

«Sì e tanti bambini scoprono cose per loro sorprendenti, tipo che gli anatroccoli nascono dalle uova e non direttamente dalla pancia della mamma, come ci è capitato di sentir dire con stupore» aggiunge sorridendo Francesco.

Per il futuro?

«Cercheremo di aumentare il numero di eventi e la collaborazione con le scuole. In più ci piacerebbe entrare nel mondo della vendita on line. Insomma, cercheremo di coniugare tradizione e innovazione» conclude Alberto.

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