Il museo di Ferruccia

Il museo di Ferruccia

di Piera Salvi

settembre 2018

Il documento più antico nel quale troviamo citata la Chiesa dei Santi Apostoli Filippo e Giacomo di Ferruccia reca la data 1357. Risalgono a quei decenni alcuni arredi sacri di pregevole valore, commissionati dalla comunità, sui quali sono raffigurati i due Santi titolari: un calice ed una croce astile oggi esposti nella Cappella del Museo Nazionale del Bargello a Firenze e un trittico collocato originariamente sopra l’altare maggiore che è conservato nel Museo di Belle arti di Budapest.

La Ferruccia non ha solo la particolarità di essere un paese il cui territorio è diviso (dall’Ombrone) tra due comuni (Quarrata e Agliana), ha anche il privilegio di ospitare nei locali della canonica il Museo di arte sacra, sezione distaccata del Museo diocesano, inaugurata sabato 30 settembre 2000. Vi sono esposti oggetti di culto, arredi e paramenti sacri, tutti eccellentemente restaurati. Calici in argento di epoche diverse con raffinate sbalzature, un solenne ostensorio, un elegante leggio in legno intagliato, un abito nuziale donato da una “dama di alto rango” che venne adattato per la statua della Madonna e di Gesù Bambino, quasi a significare che ogni moglie e madre porta in sé alcuni tratti della Vergine Sposa e Madre di Dio. Ci sono pianete e piviali dai meravigliosi ricami floreali che ben si adeguano al contesto rurale, un incantevole paliotto del XVII secolo in velluto rosso, finemente ricamato con al centro il trigramma JHS sostenuto da due angeli e altri ammirevoli oggetti sacri. Altro privilegio è che il museo è stato realizzato su indicazione di Antonio Paolucci agli inizi degli anni Settanta. Paolucci, che è stato anche direttore dei Musei Vaticani, all’epoca era funzionario e poi soprintendente per i beni artistici e storici di Firenze, Pistoia e Prato.

Il museo è stato realizzato grazie al tenace impegno del pievano Enrico Pretelli, appassionato di arte e cultura, alla collaborazione con l’Ufficio diocesano per l’arte sacra e con i contributi di alcuni enti pubblici. Don Enrico volle anche pubblicare un bellissimo catalogo. Proprio nel catalogo, Antonio Paolucci scrive: “L’idea di realizzare alla Ferruccia un museo di arte sacra risale ad anni lontani quando io, all’epoca giovane ispettore, mi occupavo del territorio di Pistoia”. Vescovo di Pistoia in quegli anni era monsignor Simone Scatizzi, il quale auspicava che il museo diventasse punto di riferimento per tutta la zona e stimolo per altre parrocchie. Questa piccola parrocchia di campagna, infatti, ha nel museo una bellissima e preziosa raccolta di storia di fede, tradizione e arte che merita di essere visitata. Ne resterete affascinati. Le visite devono essere prenotate, telefonando al parroco, don Marius, al numero 0573. 718163.

Ringraziamo il Museo diocesano di Pistoia, don Marius e Massimo Gori, che ci ha aiutato con il suo articolo, uscito su “La vita” il 15 giugno 2018. La foto che raffigura un particolare del paliotto del XVII secolo è tratta dal catalogo.

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