Agostina Pileri – pittrice fra gatti, ritratti e Freddie Mercury

Agostina Pileri – pittrice fra gatti, ritratti e Freddie Mercury

Agostina Pileri – pittrice fra gatti, ritratti e Freddie Mercury

di Marco Bagnoli

giugno 2026

Oggi vi raccontiamo la storia di Agostina Pileri, lucchese. Ma come? direte voi, andiamo a Lucca? Ma non era “Noi di Qua – Il quarratino”? Ebbene sì, la nostra Agostina è nata a Barga ed è quarratina d’adozione. Sono giusto un due anni e mezzo che si è trasferita col marito vivaista, Daniele Gonfia. E Agostina, senza scomporsi, si è portata con sé il suo mondo fatto di gattini, che adora, e del grande Freddie Mercury. Cosa lega i mici al leggendario front-man dei Queen? Non solo il fatto che anche lui era un amante dei gatti, ma anche la ragione principe che riempie le giornate della nostra amica, ovvero sia, l’arte. Agostina è infatti una pittrice professionista. Lavora su commissione, sulle foto che magari i clienti vogliono diventino dei dipinti dei loro cari. Ma anche paesaggi, nature morte, e decorazioni su parete, dalle cascate di glicini alla più tipica ambientazione horror alla Dylan Dog, come una volta un ragazzo richiese per la sua camera da letto. Ha diversi clienti a Milano, Livorno, anche nel Lazio e in bassa Italia.

La passione di Agostina per la pittura non si ferma però qui, altrimenti sarebbe “solo lavoro”: lei ama dipingere molto anche per sé stessa, e i temi ricorrenti sono appunto i gatti. Ha sempre amato questi simpatici predatori domestici, fin da bambina, e infatti è sempre all’età di quattro anni che ha iniziato a dare chiari segnali delle sue doti artistiche. Non staremo qui adesso a rinfocolare la diatriba che divide il partito degli amanti dei cani e quello dei gatti. Gli animali sono sempre magnifici, e spesso si dimostrano migliori di tanti esseri umani, o presunti tali… Ma tanto Agostina ha avuto anche dei cani, quindi fine della storia. Oggi unico percettore di tutte le coccole di casa è la gatta Puffy, “Gonfia”, presa al gattile di Pistoia. Alle elementari realizzò un disegno del Duomo di San Martino, e questo venne addirittura esposto, ed è ancora là, appeso incorniciato per andare sulle scale. Crescendo, ha frequentato il Liceo Artistico a Lucca, e solo per motivi familiari non ha potuto frequentare anche l’Accademia. Però il mestiere l’aveva nelle mani, e nell’anima.

E Freddie? Beh, Freddie è un altro grande amore di gioventù che resta luminoso nel tempo, peraltro pure lui munito di formidabili baffi, come un gattone appunto. Egli stesso desideroso di circondarsi di felini domestici, oltre agli studi in design, era anche impegnato nella realizzazione dei modelli per i suoi abiti di scena. La sua drammatica uscita di scena nel 1991 incastonò il suo fulgore nel cuore di Agostina per sempre. E che dire poi della musica classica? Quando dipingevano in classe, tutti quanti ascoltavano sempre musica classica e lirica messa dall’insegnante, perché ti rilassa, e quindi il collegamento con Freddie ha gioco facile: i tratti operistici della sua opera, che culmineranno nel duetto di “Barcelona” col soprano spagnolo Monserrat Caballé, erano già evidenti nel pezzo preferito della nostra pittrice, ovviamente “Bohemian Rapsody”. E la teatralità profusa nel suo personaggio toccherà forse l’apice nel crescendo assoluto di “The Show Must Go On”.

Ma quando si esibisce Agostina? pardon: quand’è che espone i suoi lavori? Certo, nel corso della sua carriera ha già realizzato numerosi allestimenti, mostre private e per al pro-loco di Bagni di Lucca nel 2004/2005, e poi in ville e mercatini; dalle nostre parti ci piace ricordare la sua partecipazione al “Magnifico Ingegno” del 2024, e la realizzazione del quadro “Gioie in piazza”, che ricorda un po’ Chagall. Questo lavoro, che ritrae una piazza Risorgimento inedita, per l’occasione popolata di gatti intenti a leccare il gelato, o a mangiare una pizza, è stato dipinto nel 2025, per essere infine esposto quest’anno. Il prossimo Settembre quarratino la rivedremo “con gioia”, è proprio il caso di dire, mentre ci confida di stare già meditando una continuazione altrettanto gioiosa per questa sua veduta così naif della piazza di Quarrata: una distesa notturna illuminata dalle suggestioni oniriche di Van Gogh e degli Impressionisti. Insomma, “Una Specie di Magia”. E noi certo staremo tutti a vedere.

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