Carla Pecorini nominata Cavaliere della Repubblica Italiana

Carla Pecorini nominata Cavaliere della Repubblica Italiana

di Daniela Gori

giugno 2026

Un riconoscimento che sicuramente avrebbe reso felice anche la sua amata sorella: Carla Pecorini, 91 anni ad agosto, il 2 giugno scorso è stata nominata Cavaliere della Repubblica Italiana. Il diploma di onorificenza al Merito le è stato consegnato in piazza del Duomo a Pistoia durante una solenne cerimonia dalle mani del Prefetto Angelo Gallo Carrabba, insieme al sindaco di Quarrata Gabriele Romiti.

L’onorificenza è giunta alla nostra Carla per aver dedicato tutta la vita a fare del bene agli altri, spendendosi insieme alla sorella Luciana (deceduta nel 2024) nel dare un contributo alla vita sociale di Quarrata. Colonna portante di Avis Quarrata, Carla Pecorini ha condiviso tutta la vita con la sorella Luciana, una simbiosi interrotta nel 2024 quando Carla è rimasta sola, ma questa onorificenza arriva per tutto ciò che le due sorelle hanno significato sul territorio con la loro generosità e spirito di altruismo. Per questo è impossibile scindere i nomi delle sorelle Pecorini. Insieme sono state ispiratrici e fondatrici del gruppo che con impegno ha raccolto i fondi per edificare la “Casa Oami di Quarrata”. Con Unitalsi hanno accompagnato i malati in molti viaggi a Lourdes facendo anche parte di Aido (Associazione Donatori di Organi).

Intraprendenti e di forte carattere, Carla e sua sorella sono state anche un esempio di parità di genere, per essere state la prime donne agente di commercio a Quarrata nel settore della maglieria. Ma forse il nome delle sorelle Pecorini a Quarrata è legato soprattutto all’associazione dei donatori di sangue Avis, di cui nel 1961 all’interno dell’allora ospedale Caselli, vollero portare a tutti i costi una sede. Per il bene della collettività vi ricoprirono varie cariche operative, diventandone figure di riferimento e partecipando attivamente all’andamento dell’associazione.

Proveniente da una famiglia di origini emiliane, negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza ha cambiato spesso residenza in varie città a causa del lavoro del padre Giuseppe Pecorini, maresciallo dei Carabinieri di origine quarratina, finché nel ‘56 la famiglia si era trasferita stabilmente Quarrata. Le vicende della sua famiglia hanno ispirato anche Laura Vignali nel libro “Il cappotto del babbo”, dove si racconta la storia del padre di Luciana e Carla che nel 1943 fu internato nel campo di concentramento di Brema in Germania, per non aver accettato l’arruolamento nell’esercito tedesco. Laura Vignali aveva conosciuto Carla Pecorini nell’ambulatorio del marito, il dottor Giuseppe Scalise, per molti anni medico condotto di Quarrata. Dopo qualche confidenza tra le due donne, la storia di babbo Pecorini diventò il romanzo, mentre il cappotto, lo stesso con il quale tornò dal campo di concentramento, venne donato al museo di Casa di Zela.

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