Famiglia Sali e “Biancoperla” – artigianato e passione da quattro generazioni

Famiglia Sali e “Biancoperla” – artigianato e passione da quattro generazioni

di David Colzi

marzo 2026

La nostra continua ricerca di eccellenze produttive quarratine stavolta ci ha portati nella zona industriale di via Firenze, per conoscere un’altra bella storia di famiglia. Un’avventura imprenditoriale lunga quattro generazioni, fatta di lavoro ed intuizione, di coraggio e concretezza. Stiamo parlando della famiglia Sali e del loro brand “Biancoperla”, specializzato in biancheria per la casa.

Come si è capito, qui si parte da lontano, dall’immediato dopoguerra, quando il capostipite Luigi Sali andava in Liguria a “fare la stagione”, ovvero a vendere in spiaggia, ombrellone per ombrellone, la biancheria alle signore ricche che dal Nord scendevano in riviera a villeggiare. Una condizione lavorativa molto faticosa e comune ad altri nostri concittadini, come abbiamo già raccontato in altri articoli. Solo questa prima parte meriterebbe un articolo, ma noi dobbiamo andare veloci per giungere ad oggi.

Si passa quindi al figlio Silvano, che, partendo dalla medesima condizione, aggiunse un ulteriore tassello all’attività di famiglia, aprendo un primo negozio ad Alassio, sempre in Liguria, assieme alla moglie Dina; in questo modo la vendita al dettaglio, si poteva fare al chiuso.

Con l’arrivo della terza generazione, cioè i figli dei coniugi Sali, Simone ed Andrea, c’è stata una nuova evoluzione, con la fondazione della SIMAND nel 1985, con sede ad Olmi. La ditta, rimasta sempre nel settore, stavolta lavorava come contoterzista per marchi e firme prestigiose, realizzando capi su misura. Non c’è da stupirsi, perché negli anni ’80 il grosso del lavoro soprattutto nel tessile, lo si faceva, con soddisfazione, per altri. Ma poi è arrivato il nuovo millennio e la situazione è nuovamente cambiata, a causa della concorrenza, spesso spietata e poco trasparente, arrivata dall’estero, che rendeva difficile rimanere nel settore. Quindi i fratelli Sali hanno deciso di riposizionarsi nuovamente, ideando assieme a Luca Barghini, il brand “Biancoperla” nel 2012, divenuto oggi un simbolo di eccellenza ed artigianalità “Made in Tuscany”. Attualmente l’azienda comprende ai vertici anche la moglie di Simone, Donatella Tesi (Responsabile progetti su misura) e il loro figlio Dario (marketing e commerciale), arrivato in pieno Covid.

Da una decina di anni la sede si trova in via Firenze, in uno stabile di 1700 metri quadri, dove lavorano più di trenta persone.

Nello specifico “Biancoperla” produce biancheria per la camera da letto, il bagno e la cucina. Oltre a questo si occupa di accessori, come cuscini arredo, plaid, coperte e copriletto. Ha due fasce di clientela principali: quella medio alta e quella lusso. Internamente si occupa di tutto, dal taglio al confezionamento, partendo dal tessuto grezzo. Quindi oggi il conto terzi, rappresenta una parte infinitesimale della produzione. Fra le linee più apprezzate ci sono quelle con il cosiddetto “Tinto in capo” e al riguardo Dario Sali ci dice: «E’ una tecnica di tintura applicata direttamente al capo finito. Così si crea un effetto mosso, vissuto, che piace molto. Questa è stata per noi un’intuizione vincente, grazie alla quale abbiamo potuto espandere sensibilmente il marchio. A capirne le potenzialità è stato soprattutto Francesco Di Credico, il nostro Responsabile dell’ufficio stile. Più in generale, il suo arrivo nel 2017 ha significato innovazione e un nuovo modo di concepire le collezioni, che sono principalmente tre: la linea Timeless e le due stagionali, autunno/inverno e primavera/estate».

Lei che è l’ultimo ad essere entrato in azienda, quali innovazioni ha portato?

«Mi sono proposto in particolar modo di espandere il marchio all’estero. Attualmente siamo passati dal 5 al 30%, arrivando in Europa, Medio Oriente e America».

Invece per quanto riguarda l’Italia, “Biancoperla” non ha punti monomarca, ma si affianca a negozi multi brand. L’azienda quarratina raggiunge soprattutto il Nord e Centro Italia, ma si sta già espandendo al Sud, con l’intenzione di conquistare anche le isole. 

Esiste poi un’ulteriore collezione, quella Luxury, che permette all’azienda quarratina di servire clienti molto prestigiosi per yacht, ville, spa e alberghi di lusso. Qui spesso sono gli interior design a scegliere “Biancoperla”, capendo di trovarsi di fronte ad una realtà che fa della cura e dell’eleganza il suo marchio di fabbrica. «Per questo tipo di approccio sono fondamentali le fiere di settore» aggiunge Dario. «Noi partecipiamo a quelle più importanti come la Maison&Objet di Parigi o il salone del Mobile a Milano. Presto andremo anche a Dubai, perché lì adorano il Made in Italy».

Dunque avete un’offerta ampia e trasversale; ma i clienti che cosa vi riconoscono?

«Qualità e flessibilità. Affermo con orgoglio che ogni anno abbiamo una percentuale di reso di appena l’1%»

Secondo lei, qual è la vostra carta vincente?

«Sicuramente il nostro punto di forza è avere una sartoria interna ben strutturata, composta da una decina di persone molto qualificate che ci consente di proporre qualsiasi soluzione su misura. Questo è anche il nostro legame più forte con il passato».

E’ facile trovare sarte, o sarti, oggigiorno?

«C’è sempre più difficoltà. Noi comunque ci puntiamo molto e qualche giovane, riusciamo ancora a trovarlo».

Guardando il vostro sito, ci si rende conto che è ben realizzato e si può interagire con voi a vari livelli: credete molto nelle possibilità dell’online?

«Il digitale è il futuro anche per un’azienda produttrice di stampo artigianale come la nostra. Non a caso abbiamo implementato negli ultimi tre anni la presenza di “Biancoperla” sui principali marketplace a livello europeo. Ma per noi la tecnologia significa anche digitalizzare l’azienda dall’interno. Questo vuol dire ridurre i tempi, avendo sempre sotto controllo tutte fasi, così ottimizzare il lavoro a livello strategico e produttivo. Potenziare questo aspetto è una delle nuove sfide che ci siamo posti per il futuro».

Altri obiettivi?

«Sviluppare graficamente il nostro marchio, per renderci ancora più riconoscibili».

Cosa ne pensano i suoi nonni, Silvano e Dina, di tutte queste evoluzioni?

«Sono molto felici di vedere che l’azienda continua a crescere e spesso vengono a trovarci per darci qualche consiglio. Per loro è importante ricordarci che la nostra è una storia di famiglia e che siamo “Made in Tuscany”, come riportato sul nostro logo» conclude Dario Sali.

 

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