Marisa Bacarelli – una fioraia… in piazza!

Marisa Bacarelli – una fioraia… in piazza!

di Marco Bagnoli

dicembre 2011

Salve, ben trovati, è un piacere incontrarvi. Fate piano, però, Marisa non deve saperlo: questo è un articolo a sorpresa che Clarissa, Francesco e Martina e poi Lucilla, Luca e Marco le dedicano per farle sapere quanto le vogliono bene. Si è vero, è stato proprio un bel pensiero, il sole di una limpida mattinata nel freddo di questo inverno. Certo, magari ci verrebbe voglia di saperne un po’ di più, per conoscere i volti di tutti quei nomi e alla fine scoprire che assomigliano alle tante persone che sono legate a noi – mentre le prendiamo per mano nel legarci a qualcun altro ancora. L’idea è partita dalla Clarissa, 14 anni – ci scrive una mail per commissionare il colpo. Decidiamo il dove e il quando. Venerdì 11/11/11 alle quattro spaccate parcheggiamo il “bolide” all’ingresso della Topaia. Dentro c’è già il resto della banda che aspetta. Ci sediamo a un tavolo del locale deserto assieme alla figlia di Marisa, Lucilla, alla figlia di lei, Clarissa, appunto e ai cugini del fortunato genero, Marco, che ha preso in gestione il ristorante da settembre. Il piano è semplice: la famiglia vuol far sapere a tutti quanti che di donne – e di nonne come Marisa ce n’è solo una – e soltanto loro ce l’hanno! A voler essere sinceri, però, anche voi tutti la conoscete bene, perché la Marisa è stata la fioraia di Piazza Risorgimento per più di quarant’anni.

La storia parte da lontano – così è anche più bella. Dovete sapere che Marisa è nata in Liguria, per la precisione a Bordighera e che già la sua mamma faceva la fioraia ed è stata proprio Iva, questo il suo nome, a scendere da queste parti per aprire l’ormai storico negozio. Intorno ai diciotto anni, poi, anche lei lasciò la riviera di ponente per venire ad aiutarla coi fiori, seguita poco dopo anche dal padre. Adesso non staremo certo qui a raccontarvi la storia di tutti questi fiori, perché grazie al cielo i fiori si esprimono benissimo per conto loro; passiamo al momento in cui, scostando le begonie, Marisa scorge il sentiero della sua vita.

Anche qui c’è il sole, non sarà certo un caso: si sposa giovane col Morino di Poggio a Caiano, detto Paolo all’anagrafe; nascono Lucilla e Luca e ancora da giovane diventa nonna la prima volta, quando nel ’92 arriva Martina. Al negozio nell’angolo della piazza l’aiutano i figli, fino a quando, pochi anni fa, la Marisa lascia ufficialmente il timone a Luca. È a questo punto che diventa nonna a tempo pieno, come se fosse possibile superare se stessa: la vedete pedalare sulla sua Graziella rossa da Quarrata ai Casini, dove la Lucilla ha una gastronomia, tanto per non perdersi di vista e lo stesso col figlio, che adesso tiene i fiori, giusto “per dare una mano”.

Marisa vive nella stessa casa della figlia, assieme ai nipoti e al genero: gira voce che la Clarissa fosse un po’ gelosa del fratellino, che arriva un giorno e ti si ruba tutta la scena, ma forse è semplicemente un discorso di carattere – lo stesso carattere, nonna e nipote, così anche le chiacchierate si fanno più scoppiettanti. Marco vanta una suocera perfetta e questo è tutto; invece il genero di lei è ancora migliore. C’è anche un bastardino, di nome Sally e un coniglio, che è solo nano. Parlare a questo punto dei suoi ravioli o del suo minestrone alla ligure potrebbe sembrare riduttivo, diciamo solo che adesso le è possibile irradiare e godere di tutta quella armonia che da ragazza, nel collegio delle suore di Bordighera, non riusciva ad abitare.

Una felicità che non la lascia ferma e le fa venir voglia di andare a ballare, magari il liscio, perché no? – è maggiorenne e patentata lei, e aspetta al varco la Clarissa per fare squadra. <<Mia nonna è la migliore, questo è innegabile. Questa sorpresa spero le serva per capire quanto lei sia importante e fondamentale nella nostra vita e che se ogni giorno non le ricordiamo che gli vogliamo bene, lei non si deve mai dimenticare che l’amiamo tanto!>>. Missione compiuta.

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