Silvia Baldi – quando il calcio è femmina

Silvia Baldi – quando il calcio è femmina

di Marco Bagnoli

marzo 2012
 

La passione di Silvia per il calcio si può far risalire a quella lontana estate di Italia Novanta, col codino di Baggio e le lacrime di Baresi, seguite col fiato sospeso sui televisori ancora grossi come scatoloni; forse, più semplicemente, è una roba di famiglia, tramandata dal babbo Stefano, anche lui accanito giocatore di pallone. Silvia indossa la maglia dell’Agliana che non ha ancora dodici anni e nonostante tenga gli occhi sulla palla da quasi diciassette, non se lo ricorda nemmeno lei come poi sia cominciata. A sedici anni Silvia vince il campionato italiano Under 16, sempre con lAgliana Calcio Femminile e passa dalla giovanile alla prima squadra, in serie A, sino al fallimento della società. Le sue capacità vengono subito messe a frutto nella Reggiana CF; un momento questo molto importante nel corso della sua avventura sportiva, dato che la presidenza della formazione emiliana vede in carica una delle più meritevoli protagoniste del calcio femminile italiano, Betty Vignotto; oltre al fatto che a Reggio Emilia si portano a casa la Coppa Italia.

L’esperienza su al nord, rappresenta per Silvia qualcosa di più della semplice passione sportiva, dato che resterà fuori di casa per tre anni di fila. Il successivo passaggio alla Roma sfuma per questioni dirigenziali e così Silvia si vede costretta a “ripiegare” sul Milan CF, all’epoca in A2, che comunque vincerà il campionato. Quest’anno gioca a Firenze, ma la sua casa di Ferruccia continua a vederla sempre molto poco, dovendo dividersi tra gli allenamenti, lo studio – che il prossimo aprile si concretizzerà nella laurea in Scienze motorie – ed il lavoro: Silvia è  dipendente del Coni di Pistoia, Firenze e Milano, per conto del quale tiene lezioni di attività psico-motoria presso le scuole materne ed elementari, ad integrazione dello spazio settimanale riservato all’educazione fisica.

Purtroppo, l’Italia è un po’ indietro da questo punto di vista, rispetto ad altri paesi che vedono l’educazione alla salute personale come un punto importante nella crescita del bambino. Anche la situazione del calcio femminile sembra aggravare questa situazione; un mondo totalmente adombrato dalla celebrazione della serie A che tutti conosciamo. Le ragazze del pallone però, non si perdono d’animo e rispondono come sanno, con una maggiore correttezza nel gioco e un maggior rispetto reciproco, compagne come avversarie.

Silvia ci tiene a ringraziare la sua famiglia, Stefano e Graziana, i suoi genitori e la sorella minore, Linda, per il sostegno e la fiducia che l’hanno accompagnata in tutti questi anni. Consiglia caldamente a tutti – maschi e femmine – di praticare lo sport, se non il calcio, sicuramente un gioco di squadra, perché insieme agli altri si cresce. Si dice che una donna debba svolgere il proprio lavoro due volte meglio di un uomo per poter essere giudicata brava la metà; per fortuna non è difficile. Silvia Baldi ce lo conferma ancora una volta.

www.calciodonne.it

Scrivi un commento

Per pubblicare un commento devi primaautenticarti.

Social Network

facebook

 
Help & FAQ

Se ti occorre aiuto consulta le "domande frequenti (FAQ)"
Frequently Asked Questions (FAQ) »

Contatti

Telefono: + 0573.700063
Fax: + 0573.718216
Email: redazione@noidiqua.it