di Piera Salvi
marzo 2026
Laurea in teologia a settant’anni per Franco Benesperi, attuale governatore della Misericordia di Agliana e consigliere di Mutua Alta Toscana. Nel recente passato, Benesperi è stato vicepresidente vicario della Banca Alta Toscana e presidente della Fondazione facente capo alla stessa Banca. Dopo la pensione ha iniziato un percorso di studi mirato alla formazione teologica generale e fondamentale, con biennio prevalentemente filosofico e triennio teologico. Recentemente ha conseguito il baccalaureato in teologia, con la valutazione massima di “Summa cum laude”, al termine del quinquennio filosofico-teologico frequentato, come ordinario, alla Facoltà teologica dell’Italia centrale, a Firenze.
Un percorso non consueto per un laico, nonché pensionato: com’è maturata la scelta?
«Era un desiderio ponderato nel corso degli anni, che ho potuto realizzare quando sono andato in pensione, nel 2019, dopo quaranta anni di attività lavorativa e un impegno totalizzante nel volontariato sociale e sportivo. In accordo con la mia famiglia, alla quale, in questi anni, ho sottratto tempo prezioso ed energie, ho colto l’opportunità offerta anche ai laici dalla Facoltà teologica di Firenze, di poter frequentare gli stessi corsi di chi si prepara a ricevere gli ordini sacri o che ha intrapreso un percorso per abbracciare la vita religiosa».
Perché studiare teologia?
«Non mi soddisfacevano più gli studi filosofici fatti in gioventù, per trovare risposte profonde ai grandi interrogativi umani e comprendere il senso dell’esistenza. Studiare teologia mi è servito ad approfondire la fede attraverso la ragione. È finito il tempo della contrapposizione dei decenni passati. Fede e ragione possono dialogare proficuamente per analizzare l’impatto della religione sulla storia, sulla cultura e sulla società. Avevo bisogno di ragionare sulla fede, attraverso lo studio critico e scientifico delle Sacre Scritture, delle Costituzioni conciliari del Vaticano II e dei numerosi documenti del Magistero. È stato per me un viaggio appassionante che mi ha offerto, grazie agli straordinari docenti, gli strumenti per vivere in maniera più consapevole la mia fede».
L’argomento della tesi?
«Ricorrendo, nel 2025, il 1700° anniversario del primo concilio di Nicea, evento fondamentale per la storia del Cristianesimo e per il dogma trinitario, in accordo con il mio relatore e docente di Cristologia, professor Francesco Vermigli, ho sviluppato un elaborato sulla eresia ariana e sullo svolgimento del concilio niceno, con il titolo «Ario, arianesimo e concilio di Nicea: una questione complessa sulla dottrina trinitaria».
E adesso?
«Sempre alla Facoltà teologica di Firenze, sto frequentando il biennio per conseguire la licenza, equivalente alla laurea magistrale, in teologia dogmatica. Un percorso di studi specialistico, sfidante e impegnativo che mi auguro possa essere, come il baccalaureato, fonte di arricchimento personale».



