Avis Quarrata compie 60 anni

Avis Quarrata compie 60 anni

di Daniela Gori

settembre 2021

Ha compiuto 60 anni l’associazione Avis di Quarrata. Un traguardo importante che segna l’impegno della cittadinanza e la solidarietà nei confronti del prossimo. 

I 60 anni di Avis Quarrata sono stati festeggiati, con la benedizione di don Roberto Razzoli, e la presenza di rappresentanti dell’amministrazione comunale, in un pomeriggio a villa la Magia, durante il quale è emersa la generosità e il senso di responsabilità dei donatori. Premiati tutti con un riconoscimento, hanno ricevuto la medaglia quanti hanno raggiunto oltre 100 donazioni, i membri che hanno avuto cariche importanti, collaboratori speciali, consiglieri e dottori e infermieri. Particolare apprezzamento è stato rivolto ad alcuni volontari che nel corso della loro vita sono arrivati a superare le 150 donazioni di sangue. Con una lunga carrellata di ricordi delle tappe più importanti condite dagli aneddoti più divertenti, l’attuale presidente Paolo Fabbri e l’instancabile Carla Pecorini, da sempre punto di riferimento dell’associazione, hanno evidenziato il notevole contributo dato dai quarratini per le persone che necessitano di trasfusioni, ma anche l’opportunità di tenere sotto controllo la propria salute che Avis offre facendo le periodiche analisi del sangue ai donatori. 

Dai ricordi a partire dal 1961 quando venne fondata la Sezione Comunale con il primo presidente Ulderigo Fabbri, è emerso anche il contributo dato da Avis alla comunità come stimolo all’aggregazione e all’amicizia. Iniziative come la costituzione del gruppo giovanile, o per la raccolta fondi di beneficenza come il torneo di briscola, la caccia al tesoro, il festival della Canzone del dilettante, hanno dato una grossa spinta al radicamento sul territorio dell’associazione e a creare l’idea di appartenenza. Importante poi il coinvolgimento degli studenti delle scuole medie con i concorsi e le visite al centro trasfusionale, per suscitare nei futuri uomini e nelle future donne l’impegno a diventare donatori di sangue. Dai tempi “eroici”, in cui i volontari andavano addirittura a prendere a casa i donatori che non avevano mezzi di trasporto, tempi in cui erano circa 350 le persone disposte a farsi prelevare il sangue e a tutte veniva regalato il panettone per Natale, e la bistecca a ogni prelievo (poi sostituita con un buono colazione), ne è passata di acqua sotto i ponti e le difficoltà per l’associazione si sono sommate alle soddisfazioni, ma su tutto ha sempre prevalso il desiderio di aiutare le persone malate e il senso di responsabilità nei loro confronti. Il passaggio alla Usl del centro trasfusionale ha dato uno scossone alla gestione del centro, e ancor di più la chiusura del Caselli, dove l’associazione aveva la sede. 

Nel 2012 trasferita presso i locali della Croce rossa, la sezione Avis di Quarrata ha dovuto anche qui far fronte alla chiusura di 9 mesi per adeguamenti strutturali dell’immobile, con l’inevitabile conseguenza del calo di raccolta di sangue e plasma di quasi i due terzi, finché l’allora presidente della Croce Rossa, Marco Grassini, tese una mano all’associazione per risolvere il problema. Ma dopo 60 anni l’attività di Avis Quarrata è ancora viva, perché, come ha detto ai donatori il dottor Antonio Crocco, direttore del servizio trasfusionale complesso di Prato, «il sangue non si sintetizza in laboratorio. Il laboratorio per produrlo siete voi».

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