Chiudono le edicole

Chiudono le edicole

di Daniela Gori

settembre 2021

I lettori della carta stampata diminuiscono, è un dato di fatto. Finiscono a poco a poco le vecchie abitudini, quelle della fermata mattutina dal giornalaio prima di andare al lavoro per comprare il quotidiano, e già che ci siamo fare due chiacchiere veloci per commentare i fatti del giorno. Agli altri periodici non sta andando meglio, bombardati come siamo dalle immagini e dalle storie raccontate sui social come Facebook o Instagram: la moda, lo sport, gli eventi culturali, vengono smerciati con una rapidità che non può attendere i tempi delle rotative. 

Le edicole chiudono, nelle grandi città come nei paesi più piccoli, e anche Quarrata non è stata esentata da questo fenomeno e ha visto la fine di due notissimi negozi che vendevano i giornali: quello di via Montalbano che storicamente era della famiglia Rapezzi e quello di Catena. La prima ha chiuso l’attività durata mezzo secolo perché i proprietari sono andati in pensione, ed è indicativo il fatto che nessuno si sia fatto avanti per rilevarla. «Quella dell’edicolante è una vita fatta anche di sacrifici: bisogna alzarsi presto al mattino e anche nei giorni di festa si sta aperti almeno mezza giornata» aveva detto Alessandro Rapezzi nei giorni precedenti la chiusura, nel luglio dello scorso anno, per spiegare uno dei motivi per cui il bandone sarebbe stato giù per sempre «non ci pare che ci siano giovani con la voglia di intraprendere questo mestiere e nessuno si è proposto per subentrarci, malgrado avessimo sparso la voce da tempo»

Anche l’altra, quella che a Catena con la titolare Rita Fantechi rappresentava non solo un luogo dove acquistare giornali ma anche un piccolo emporio di vario genere, ha cessato l’attività. Alla soglia della pensione Rita ha ceduto il passo ad altri, che nel giro di poco pare si siano arresi alla crisi delle vendite. Due chiusure che hanno lasciato l’amaro in bocca, perché sono venuti a mancare due punti di riferimento per la comunità. 

Non solo: se è vero che a poco a poco questi sono segnali che decretano la fine del giornale di carta, viene da domandarsi anche, nel mondo veloce delle notizie sempre in aggiornamento sul web, quanto diminuirà nei lettori la voglia di approfondire le notizie, di pensarci su alla prima lettura dei titoli sul giornale e poi più tardi, al momento di riprenderlo in mano, rileggere e dare la propria personale interpretazione ai fatti del giorno. Viene meno anche la condivisione e la discussione, perché forse c’è differenza tra l’avere in casa un quotidiano a cui tutta la famiglia può dare un’occhiata, anche distratta, e il consultare ognuno per proprio conto il tablet o il telefono, leggendo solo quello che interessa. On line si scelgono gli argomenti, si cercano, il giornale te ne offre un ventaglio (o, secondo i punti di vista, te li propina). 

Resta il fatto che le edicole stanno sparendo, e quelle che resistono non lo devono certo alla vendita dei giornali, ma alla buona volontà dei gestori che si sono attrezzati mettendo a disposizione della clientela anche altri articoli di vario genere, come gratta e vinci, gadget, oggetti di cartoleria e profumeria.

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